di Resnova

Cresce sempre più la diffusione di tesi prive di fondamento ed antiscientifiche che inducono il proletariato italiano a scelte pericolose, dovute al timore immotivato di sottoporre i propri figli ad una delle più importanti misure di prevenzione scoperte negli ultimi 30 anni, fondamentale per la loro salute futura e per quella della comunità: la vaccinazione. Quando tale disinformazione viene poi praticata anche dai membri del personale sanitario – come nel caso di Treviso, dove un’infermiera fingeva di vaccinare i bambini e, dopo aver registrato la prestazione, cestinava le fiale – e sostenuta dalla trasmissione televisiva Report – in merito al vaccino Hpv –, il danno arrecato alla comunità è enorme, un atto grave ed intollerabile. La correlazione tra i presunti effetti collaterali ed il vaccino è smentita da ricerche approfondite e da studi effettuati su centinaia di migliaia di pazienti, sottoposti a questa pratica dotata di un ottimo profilo di sicurezza e di una straordinaria efficacia nel ridurre in maniera drammatica l’incidenza di infezioni, neoplasie ed epidemie. Un fondamento della medicina moderna che, piuttosto che essere messo in discussione, va pubblicizzato con delle campagne informative atte a farne comprendere l’importanza. Ad aggravare questo quadro già preoccupante concorre anche il tentativo senza scrupoli di certa politica borghese che, in una fase storica di crisi del consenso, cerca di cavalcare l’onda della disinformazione a scapito della salute dei lavoratori.