di Douglas Mortimer

Qualche giorno fa avevamo già pubblicato un articolo raccontando delle condizioni di rischio in cui si trovano i lavoratori della società Soteco, minacciati quotidianamente di licenziamento dall’entourage aziendale. Ne avevamo denunciato tre espulsioni recenti che annunciavano ulteriori tagli. Non siamo stati smentiti. E’ notizia di poche ore fa di nuovi lavoratori cacciati, ma stavolta nell’azienda Conateco, il cui Amministratore Delegato è lo stesso della Soteco, e che gestisce gli affari economici di MSC, la cui proprietà appartiene al capitalista Aponte.

Dopo due anni di cassa integrazion in Conateco sono partiti nuovi licenziamenti sempre sulla base di accuse ridicole come l’aver trovato lavoratori in bagno o a dormire durante l’orario di lavoro. Degli evidenti pretesti che l’AD utilizza come giustificazione per attuare politiche antisindacali liberandosi  di contratti “scomodi”.

Non potendo licenziare altri lavoratori per motivi legati al personale specializzato e alle commesse, nel proseguire la sua opera di tagli, Pasquale Legora De Feo – l’AD – è passato ad attaccare i guardiani sostituendoli coni altri lavoratori “noleggiati” da una ditta di vigilantes, che lavora all’interno del Porto. In tal modo l’Azienda si libera del “peso” dei contratti e chiama per periodi limitati, senza particolari oneri, lavoratori esterni.

Un evidente piano di tagli generalizzato, ma mascherato dallo stesso amministratore al fine di evitare una risposta altrettanto generalizzata dei lavoratori. Soteco e Conateco non sono FCA; non fanno lo stesso rumore i licenziamenti in queste ditte, soprattutto se queste politiche padronali vengono attuate poco alla volta.
Tutto lascia pensare, infatti, che Legora De Feo abbia in serbo lo stesso trattamento per gli operai del reparto manutenzione e per i meccanici. I lavoratori operavano fino a poco tempo fa con carrelli del tutto obsoleti e la società non avendo soldi per comprarne di nuovi – almeno così afferma il management -, ha fittato carrelli nuovi la cui manutenzione, però, è compresa nel prezzo e viene espletata per conto della ditta noleggiatrice. Motivo per cui la posizione lavorativa dei meccanici e dei manutentori è messa in discussione all’interno dell’azienda e lascia presagire altri esuberi.

I lavoratori hanno annunciato una mobilitazione. Il Sindacato Si Cobas ha preteso un incontro con l’Autorità Portuale, che si terrà il giorno 3 maggio alle ore 9:00 sotto gli uffici della stessa per un tavolo di trattative finalizzato al reintegro immediato dei licenziati.

Una battaglia d’importanza generale, che vede contrapporsi da un lato le ragioni di vita degli operai e la difesa del lavoro, e dall’altro i profitti dei capitalisti, che controllano l’economia di uno dei più importanti porti del mondo e che non si fanno scrupoli nel far decadere i proletari e i loro figli nella miseria.