Soffia sempre più forte il vento del razzismo anche da noi in Italia. Alcuni politici e persino rappresentanti di importanti istituzioni, invece di spendersi per contrastare il diffondersi di questo odio, che non ha alcun fondamento scientifico e alcun senso se non quello di favorire lo sfruttamento capitalistico dei lavoratori (perchè in definitiva il razzismo divide il movimento dei lavoratori e lo indebolisce), lo fomentano, lo promuovono, anche se in maniera spesso velata o comunque non del tutto esplicita, perchè non possono dichiarare pubblicamente la loro natura razzista e discriminatoria, pena la perdita di consensi e quindi di voti di parte del loro elettorato.
Tutto questo per guadagnare consenso prima e speculare voti poi, facendo da cassa di risonanza al volgarissimo sentire comune di buona parte della popolazione, quella più ignorante e incosciente dal punto di vista politico e di classe, invece di educarla a una visione più realistica e scientifica delle dinamiche sociali in atto. Un cinismo disumano, vergognoso, un populismo becero e volgare che man mano che cresce e si diffonde, e che le azioni di matrice razzista aumentano di numero e gravità, rimanda in
evitabilmente la mente al periodo immediatamente precedente al nazismo, e alle sue pratiche.
Un’aneddoto recentissimo e calzante può essere quello che ha riguardato, appunto, diversi rappresentanti di importanti istituzioni, tra i quali il vice presidente della Camera Di Maio, del M5S, l’attuale vicepresidente del senato Gasparri, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex, il procuratore di Catania Zuccaro e altri, i quali hanno usato tutti i canali mediatici per muovere la pesante accusa contro alcune ONG che si occupano delle operazioni di salvataggio in mare dei migranti (che tentano di raggiungere le nostre coste e, in definitiva, una vita migliore), secondo la quale queste abbiano legami (loschi, sottinteso) con i cosiddetti “scafisti”, i trafficanti di esseri umani. Accusa che al momento, dopo i dovuti approfondimenti sul caso e le interrogazioni parlamentari, in cui sono intervenuti alcuni rappresentanti di queste ONG (tra cui Medici Senza Frontiere), sembra del tutto priva di fondamento. MSF (sarà solo un caso?) qualche mese fa aveva lanciato un’interessante campagna di sensibilizzazione antirazzista che smontava alcuni dei più diffusi – ma falsi – luoghi comuni contro i migranti, riguardanti le cause dell’immigrazione ecc. E’ stato insomma diffuso pubblicamente (come accade ormai di norma) quello che era solo un mero sospetto, una pura e arbitraria ipotesi priva di prove a suo sostengo, di cui tra l’altro non si capisce ancora quali siano le fonti, per screditare qualcuno o qualcosa e veicolare l’opinione pubblica secondo precisi interessi e obiettivi.
A cosa è servito diffondere queste accuse, azzardate, su tutti i media, colpendo le ONG che si spendono ogni giorno per salvare salvare migliaia di vite umane che tentano di raggiungere le nostre terre via mare (come appunto Medici Senza Frontiere o Save The Children), finanziate in gran parte da donazioni volontarie, se non per dare un’immagine negativa a queste operazioni umanitarie e ostacolarle? Non si è forse così soffiato sul fuoco dell’odio razzista che si sta ingrandendo e diffondendo a vista d’occhio?
La triste verità è che questa operazione di discredito poteva solo che servire ad alcuni partiti politici, come appunto il M5S o la Lega, per accaparrarsi altri voti, appoggiando e rafforzando l’opinione distorta di natura xenofoba di buona parte della nostra popolazione (che così ne esce ulteriormente abbrutita) invece di renderla cosciente di come stanno veramente le cose, cosa che nessun partito che voglia essere compatibile col capitalismo può permettersi di fare.
Inoltre, gettando fango e discreditando queste ONG, che già si trovano ad operare in un clima ogni giorno sempre più pesante e ostile, si è ottenuto l’effetto (già visibile, come denunciato ad esempio da Sos Mediterranee Italia) di una diminuzione drastica delle donazioni ad esse destinate, ritrovandosi così, ora, depotenziate.
Sicuramente adesso i vari Di Maio o Salvini di turno saranno contenti, compresi tutti i loro sostenitori più o meno razzisti (nonostante tutto ciò si ritorcerà contro quelli che tra questi – anche se di ciò non sono consapevoli – appartengono a classi sociali subalterne), e la grande borghesia ringrazia: un’altra piccola vittoria, nella sua costante lotta di classe contro di noi, l’ha ottenuta… Adesso, proprio per questo, rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare per contrastare il rimontare di questo razzismo strisciante e per abbatterlo una volta per tutte.

La recentissima e tristissima notizia della morte di un ambulante senegalese, Nian Maguette, che aveva solo 53 anni, avvenuta poche ore fa a Roma e che secondo la versione dei suoi compagni (del tutto diversa da quella della polizia municipale) è avvenuta cadendo e sbattendo la testa a terra mentre fuggiva da un motorino della polizia municipale che lo rincorreva (comunque siano andate le cose, verrebbe da dire, seppur metaforicamente, che a rincorrerlo e ucciderlo è stato l’ottuso e reazionario legalitarismo spinto, sempre più diffuso e tipico proprio dei 5 stelle) la cui unica colpa era quella di essere nato povero e in condizioni economiche e sociali tali da costringerlo a campare vendendo qualche merce abusivamente, non può che infonderci ulteriore rabbia e indignazione, ma anche forza e determinazione a continuare la nostra lotta contro il razzismo e il legalitarismo borghese, che sono parti integranti e inseparabili dalla lotta al Capitalismo.
di Diggei
Nato a Cesena nel 1992. Ha studiato antropologia e geografia all'Università di Bologna. Direttore della Voce delle Lotte e admin del Marxist Internet Archive - sezione italiana, risiede a Roma, insegna ed è RSU con la FLC-CGIL all'IIS Via di Saponara 150 (Verne-Magellano).