di Pressa Intermedia
A Napoli si procede con la chiusura dei presidi ospedalieri e delle strutture poliambulatoriali , questo secondo i tagli previsti dallo Stato e attuati dalla Regione Campania.
Di recente si sono verificati problemi che dimostrano le inefficienze del sistema ovvero: l’assegnazione degli appalti e le esternalizzazioni,  le nomine di natura politica effettuate solo con il meccanismo dello spoil system,  la preponderante azione  del settore privato privo di regolamenti effettivi  sui controlli e sugli accreditamenti, i tagli al personale che portano a  penalizzare i proletari.

Tutto questo andrà a beneficio dell’Ospedale del Mare dove, i lavoratori saranno trasferiti. L’apertura di strutture nuove, ben vengano, ma abbiamo la sicurezza che saranno erogati tutti i servizi ?

La realtà dei fatti ci dice di no, perché anche se è vero che i lavoratori verranno ricollocati, l’assenza di queste strutture e la presenza del privato che non applica le leggi riguardanti la sicurezza all’interno della strutture,  porta nel tempo alla perdita di posti di lavoro. instaurati meccanismi che liberino i lavoratori dal ricatto perenne delle aziende nei confronti dei committenti pubblici per impedire il proliferare di meccanismi di dumping contrattuale e subappalti.

I sindacati in occasione della manifestazione del 1 Maggio, festa dei lavoratori, esprimono la volontà di dover garantire il lavoro e la salute di “instaurati meccanismi che liberino i lavoratori dal ricatto perenne delle aziende nei confronti dei committenti pubblici per impedire il proliferare di meccanismi di dumping contrattuale e subappalti”, e restituire agli enti pubblici la gestione dei servizi,  ma tutto questo dopo non aver mosso un dito mentre i presidi chiudevano.

Non solo il 1 Maggio va difeso e garantito il lavoro e la salute per i proletari, ma tutti i giorni, e non basta di certo una manifestazione fuori, tra l’altro, un ospedale, per far capire alla povera gente di star facendo qualcosa, mentre, la stessa povera gente non ha dove andare per curarsi.