Come riportato da Repubblica, il punto 5 del disegno di legge sulla ristorazione collettiva, in discussione in questi giorni al Senato, risolleva la questione del servizio di ristorazione nelle scuole italiane. Il DDL vorrebbe rendere obbligatorio per tutti gli studenti di elementari e medie l’uso del servizio mensa, a scapito della possibilità di un pranzo a sacco che una sentenza del Tribunale di Torino del 2016 aveva invece garantito come diritto di scelta.

Quello del pranzo a sacco (pasto fai-da-te) è un’escamotage messo in atto dai genitori delle famiglie meno abbienti per evitare di sostenere gli alti costi dei servizi mensa (dai 7 euro di Torino ai 7,28 di Ferrara) e nonostante tutto, per ovvie ragioni logistiche, soprattutto al nord optato soltanto da una minoranza degli studenti.

Nelle intenzioni della senatrice PD Angelica Saggese il DDL dovrebbe servire a mettere ordine nel caos generato da coloro che consumano il pasto in mensa e coloro che lo portano da casa, “aumentando il livello del servizio rendendo migliore ciò che si mangia” ed evitando l’isolamento e la discriminazione dei bambini.

Questa proposta però considerando lo stato attuale dei servizi di ristorazione nelle scuole pubbliche non può che essere un pasticcio, per non dire una grande ipocrisia, semplicemente perché è monca e contraddittoria. Se da un lato infatti  il servizio mensa deve essere giustamente rivendicato come parte integrante del processo formativo e come attività offerta dalla scuola, da cui nessuno studente deve essere escluso, dall’altro ciò è effettivamente possibile soltanto con un servizio mensa pubblico, efficiente e gratuito per tutti gli studenti.

Nelle condizioni attuali invece la “confusione” che si dice di voler superare permane, dal momento che la mensa continua ad avere un costo (salato) e che proposte come questa, che vorrebbero renderla obbligatoria senza mettere le famiglie nelle condizioni di desiderare questo servizio, sembrano piuttosto, come sottolinea Sabina Calogero della Rete mensa, “un favore alle grandi aziende della ristorazione che non pensano certo alla qualità”.

Fonte: http://www.repubblica.it/scuola/2017/07/18/news/mensa_a_scuola_ecco_la_legge_cosi_diventera_obbligatoria_insorge_il_partito_del_panino-171031181/