Pubblichiamo questa lettera del dirigente comunista Lev Trotsky, indirizzata in particolar modo ai giovani del partito comunista dell’Unione Sovietica, che si ponevano il problema di che metodo utilizzare per padroneggiare un vasto bagaglio teorico, politico, culturale, senza esaurirsi o andare in confusione. Dei consigli di metodo che giriamo senz’altro, in particolar modo, ai giovani che oggi si avvicinano all’enorme eredità del marxismo e, comprensibilmente, “non sanno da dove cominciare” per esplorarne i contenuti e la storia.

La lettera fu scritta il 29 maggio 1923 e pubblicata due giorni dopo sulla Pravda di Kiev. Questa versione è tratta dal Marxist Internet Archive.


Lettera ai compagni di Kiev dalla Pravda del 31 maggio 1923

Cari compagni,
Vi lamentate del fatto che non siete riusciti a leggere neppure un decimo dei libri che vi interessano e mi chiedete come razionalizzare il vostro tempo. È una domanda molto difficile perché, alla lunga, ogni persona deve prendere questa decisione seguendo i propri particolari interessi e le proprie esigenze. Tuttavia, va detto che il grado in cui una persona riesce a mantenersi aggiornata nella letteratura, sia essa scientifica, politica o di altra natura, dipende non solo da una buona organizzazione del proprio tempo, ma anche dal proprio precedente allenamento.
Riguardo al vostro preciso riferimento ai “giovani del partito”, l’unico consiglio che posso dare loro è di non sovraccaricarsi, di non passare da un argomento all’altro, e di non aprire un secondo libro prima di aver letto correttamente, riflettuto e padroneggiato il primo. Ricordo che anch’io, quando appartenevo alla categoria dei “giovani”, sentivo che non c’era mai abbastanza tempo. Persino in prigione, quando non facevo altro che leggere, mi sembrava di non poter fare mai abbastanza in un giorno. Nella sfera ideologica, esattamente come nell’arena economica, la fase dell’accumulazione originaria è la più difficile e problematica. Solo dopo aver completamente padroneggiato alcuni elementi di base della conoscenza, e in particolare gli elementi delle capacità teoriche (metodo), e averli fatti diventare parte integrante della propria attività intellettuale, diventa più facile restare al passo con la letteratura, non solo in aree familiari, ma anche in campi vicini e remoti della conoscenza. Perché il metodo, in ultima analisi, è universale.
È meglio leggere un libro e leggerlo bene; è meglio padroneggiare qualcosa un poco alla volta e approfonditamente. Solo in questo modo le vostre capacità di comprensione mentale si amplieranno in modo naturale. Il pensiero acquisirà gradualmente fiducia in se stesso e diventerà più produttivo. Tenendo a mente queste premesse, non sarà difficile organizzare il vostro tempo in modo razionale e a questo punto il passaggio da un interesse all’altro sarà persino piacevole.
Un saluto fraterno,

L. Trotsky

 

Nato a Cesena nel 1992. Ha studiato antropologia e geografia all'Università di Bologna. Direttore della Voce delle Lotte, risiede a Roma e milita nella Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR).