Riprendiamo, con questa stesura di appunti, la riflessione sul libro “Materialismo ed empiriocriticismo”, di cui abbiamo già pubblicato la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta , la sesta, la settima, l‘ottava, la nona e la decima parte.

In questa opera Lenin smaschera progressivamente il carattere idealista dell’empiriocriticismo, cioè del machismo (dal fondatore di questa dottrina, Ernst Mach).


Che cos’è la materia? Che cos’è l’esperienza?

Che cosa sia la materia è una domanda che tutti si sono posti (agnostici, machisti, materialisti, idealisti).

Avenarius afferma a proposito: “Entro l’esperienza completa non c’è nulla di fisico […] perché in questo senso la materia non è che un’astrazione […] Come nella coordinazione fondamentale, esperienza completa, il controtermine non è concepibile”.

Avenarius chiama assoluta e metafisica la materia ed il fisico, perché secondo la sua teoria della “coordinazione fondamentale” il controtermine è inseparabile dal centrale, cioè l’ambiente è inseparabile dall’io. Questo è idealismo soggettivo: l’idealista nega l’esistenza del fisico indipendentemente dallo psichico.

Mach invece si esprime con più semplicità sull’argomento, pensando di operare una rivoluzione radicale, ripropone il vecchio punto di vista dell’idealismo soggettivo (condita della paroletta “elementi”): “Ciò che noi chiamiamo materia è soltanto un certo rapporto regolare tra gli elementi”.

Tutti i ragionamenti degli empiriocriticisti citati si aggirano tutti attorno al vecchissimo problema gnoseologico dei rapporti tra il pensiero e l’essere, tra la sensazione ed il mondo fisico. Tutti sostituiscono alla linea fondamentale del materialismo (dall’essere al pensiero, dalla materia alla sensazione) la linea opposta dell’idealismo. La negazione della materia non è che, per loro, la soluzione. Al contrario l’accettazione della linea filosofica negata dagli idealisti e agnostici è il materialismo: la materia è ciò che produce le sensazioni perché agisce sugli organi dei sensi; la materia è la realtà obiettiva che ci è data nella sensazione.

Bogdanov si indigna di fronte a simili definizioni, che definisce ripetizioni della formula (di Engels, ma omette di definire la formula come “marxista”) secondo la quale la materia è per una tendenza filosofica l’elemento primordiale e lo spirito secondario. Cosicché tutti i machisti russi ripetono tale “confutazione” di Bogdanov. Ma questo è un atteggiamento che evita di definire quale dei due concetti sia primordiale! Che cosa significa dare una definizione? Significa comprendere un dato concetto in un altro più vasto. Per questo motivo è un’assurdità non assegnare all’uno o all’altro la definizione di primordiale o secondario. Ed è altrettanto assurdo esigere, come fanno i machisti, dai materialisti una definizione di materia che non si riduca a ripetere (la formula marxista per l’appunto) quale elemento primordiale, mentre lo spirito, la coscienza e le sensazioni come elementi secondari.

Marx ed Engels hanno sempre disdegnato il gioco pedante dell’utilizzo di parolette: parlano un linguaggio chiaro e semplice. I laboriosi tentativi di trovare un punto di vista nuovo in filosofia attestano una povertà di spirito, simile a chi vuole trovare una nuova teoria del valore o della rendita.

Carstanje allievo di Avenarius affermò: “Non conosco né il fisico né lo psichico, ma soltanto il terzo”.

A ciò Petzoldt rispondeva: “Noi sappiamo bene perché egli non ha potuto formulare questo concetto, perché il terzo non ha un controtermine”.

Questa invocazione del “terzo” è solo un sotterfugio, perché ognuno di noi sia il fisico e lo psichico, ma nessuno sa che cosa sia il terzo. Questo è una tecnica di Avenarius per far confondere le carte, affermando in realtà che l’ IO è primordiale (termine centrale) mentre l’ ambiente è secondario (controtermine).

Vediamo come la filosofia empiriocritica adoperi la parola “esperienza” :“Imparo questo e questo altro per mezzo dell’esperienza; questo o quell’altro sono la mia esperienza”.

Si definisce l’esperienza ricorrendo sempre ai concetti: Io e l’ambiente. Pertanto abbraccia tanto l’indirizzo materialistico quanto l’indirizzo idealistico. Alcuni filosofi di altra estrazione, mentre i machisti russi prendono il concetto di esperienza pura come oro colato (l’esperienza come un caso speciale dello psichico), affermano che Avenarius non definisce che cosa sia l’esperienza pura (Riehl); secondo Wundt invece per Avenarius l’esperienza significa ora una qualsiasi fantasia, ora un giudizio con carattere di materialità . Mentre l’idealista soggettivo Fichte insegna che l’interpretazione del concetto di esperienza separa i materialisti e gli idealisti classici.

Bogdanov “La coscienza e l’esperienza psichica diretta sono concetti identici […] la materia non è esperienza […] l’ignoto entro il quale nasce tutto ciò è ignoto” riporta in Empirionomismo la confusione di Mach e Avenarius sulla definizione di esperienza. Quando obietta ai filosofi reazionari i tentativi di uscire dai limiti dell’esperienza in realtà conducono a vuote astrazione , utilizza un punto di vista materialista. Anche Mach devia sull’interpretazione materialista dell’esperienza quando scrive “non bisogna filosofare deducendo da noi stessi, ma prendere dall’esperienza” quindi l’esperienza viene contrapposta al filosofare con noi stessi, quindi l’esperienza viene intese come qualcosa che proviene dell’ambiente. Ancora Mach “Ciò che noi osserviamo nella natura si imprime nelle nostre rappresentazioni” Qui la natura è considerata primordiale.

Sulla parole esperienza i machisti russi costruiscono i loro sistemi, mentre per tanto tempo è servita per mascherare i sistemi idealistici che ora Avenarius e C. utilizzano per passare ecletticamente dall’idealismo al materialismo e viceversa.

Le diverse definizioni di questo concetto esprimono soltanto le due tendenze fondamentali della filosofia, che Engels ha così brillantemente messo in luce.

Sirio Stivalegna

Nato a Cesena nel 1992. Ha studiato antropologia e geografia all'Università di Bologna. Direttore della Voce delle Lotte, risiede a Roma e milita nella Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR).