Luciano Benjamín Menéndez, ex generale dell’esercito argentino, è morto a 90 anni il 27 febbraio 2018.

Menédez fu uno dei repressori più sanguinari della dittatura militate in Argentina. Fu anche condannato per crimini commessi prima del colpo di Stato del ’76, come l’Operativo Independencia. Fu comandante del III Corpo dell’Esercito dal settembre del 1975 sino al settembre del 1979. Da lì diresse la repressione militare in dieci province durante gli anni ’60 e ’70. Divenne governatore di Córdoba per un giorno.

Nel 1990, per Menéndez e altri generali arrivò la grazia concessa dall’allora presidente Carlos Saúl Menem.

Dopo che nel 2005 la grazia venne dichiarata incostituzionale, fu processato per delitti di lesa umanità. La prima condanna all’ergastolo arrivò nel 2008, in Córdoba. Nel 2012 fu arrestato per la sua partecipazione nell’Operativo Independencia, un azione di repressione contro militanti politici e lavoratori dei zuccherifici nel Nord-Est argentino, iniziata durante il governo di Isabel Perón.

Menéndez è stato imputato in più di 140 processi per delitti di lesa umanità ed è stato condannato a 14 ergastoli.

Nelle ultime settimane, contro il repressore era ripreso un processo presso la Prima Corte Federale di Cordóba. Il processo riguarda i crimini commessi tra il febbraio 1975 e il maggio 1978 nei centri clandestini di detenzione, tortura e sterminio del Dipartimento di Informaziono Poliziesca (D2) e Campo de la Ribera.

 

La Izquierda Diario