Molti di voi si saranno sicuramente chiesti come fanno ogni giorno gli scaffali dei supermercati ad essere sempre e puntualmente pieni di merci. Certo c’è chi quelle merci le produce, ma come fanno ad essere a disposizione dei consumatori già di primo mattino? Ebbene la soluzione all’arcano non è da cercare nella mitologia greca, ma nello sfruttamento di un particolare settore di lavoratori salariati che ogni giorno – notte compresa – si occupano di scaricare i prodotti di modo tale che possano essere tranquillamente acquistati una volta ben disposti, puliti e ordinati nei ripiani dei vari punti vendita.

 

So di cosa parlo perché ho lavorato per qualche mese per uno dei principali consorzi che si occupano dello scarico merci per le maggiori catene di supermercati del paese (la mia esperienza è insomma con tutta probabilità la stessa di migliaia di proletari in tutta Italia). Si tratta di lavoratori privi di qualsiasi diritto e sottoposti a turni massacranti che arrivano fino a 10 ore. Spesso chi lavora di notte è costretto a farlo anche di giorno, in barba alla regolamentazione sui turni e alla stessa tipologia contrattuale. Nella maggior parte dei casi infatti gli scaricatori sono assunti con contratti part time;  tradotto, la metà della paga è in nero, mentre non esiste un vero e proprio fisso, bensì il salario dipende dal numero di pezzi scaricati. I padroni insomma non solo evitano di pagare i contributi pensionistici e assicurativi grazie ai “falsi part time”, ma riducono il costo del lavoro anche grazie un vero e proprio sistema di cottimo. Giusto per dare due cifre, nel mio caso prendevamo attorno ai 6,15 euro all’ora, una paga addirittura inferiore a quella erogata in media ai lavorato]ri in nero (ovvero 8 euro, secondo gli ultimi dati ISTAT). 

 

Nonostante gli effetti del cottimo – che induce i lavoratori a “non lamentarsi” e a concentrarsi sulla produttività (salvo poi vedersi ridurre ogni volta la paga per il singolo pezzo) – è successo varie volte che i miei colleghi manifestassero la propria insofferenza nei confronti dei ritmi di lavoro massacranti. La minaccia del licenziamento, impugnata prontamente dal padrone, si è però sempre dimostrata efficace ad evitare che le rimostranze si generalizzassero. L’unico modo attraverso il quale gli scaricatori possono affrontare il problema della ricattabilità e migliorare le proprie condizioni di lavoro è la lotta collettiva e organizzata: quando il padrone minaccia di licenziare chi si oppone a un sopruso, deve essere chiaro che se toccano uno toccano tutti. Negli ultimi anni, le battaglie dei lavoratori della logistica – peraltro lo stesso settore degli scaricatori dei supermercati – dimostrano con esattezza l’importanza di questa presa di coscienza.  

 

Crow