È oggi a Roma, in piazza della Repubblica alle 14, l’appuntamento per un corteo nazionale contro il razzismo e contro il decreto sicurezza di Salvini.

La convocazione arriva dalla sigla “Indivisibili“, creata per l’occasione a seguito di un’assemblea nazionale che ha visto partecipare l’associazionismo, organizzazioni degli immigrati, settori sindacali (ADL Cobas e Confederazione Cobas), esponenti della sinistra riformista e dei centri sociali di varie parti d’Italia.

Questo corteo arriva dopo quello, determinato e riuscito, che ha attraversato la capitale lo scorso 27 ottobre, sempre contro il razzismo di Stato e per il ritiro del DL sicurezza.

Come Voce delle Lotte e Frazione Internazionalista Rivoluzionaria partecipiamo al corteo, anche se non condividiamo le modalità di convocazione, discussione della piattaforma (che è minimale rispetto a quelle proposte dalle frange più “a sinistra” che hanno partecipato alla costruzione della data) e individuazione dei soggetti tramite i quali trainare l’opposizione al governo: questo corteo di presenta come una manifestazione del “popolo della sinistra” dove il movimento operaio è uno fra i tanti soggetti presenti (molti dei quali assai piccoli) e dove “l’unità contro il governo” è proposta sulla base della solidarietà e dell’antirazzismo: valori positivi ma che non bastano per la lotta contro il governo e i capitalisti che lo sostengono e che si arricchiscono a partire proprio dal supersfruttamento dei lavoratori immigrati.

Per combattere il razzismo e le misure anti-immigrati e anti-lotte del decreto sicurezza, serve una grande lotta a partire dai posti di lavoro, centrata sullo sciopero e che rivendichi la disobbedienza alle nuove pene durissime contro chi usa i metodi della lotta di classe. Senza i lavoratori che producono la ricchezza del paese e possono fermare l’economia, nessun movimento “progressivo”, “solidale”, “di sinistra” può ottenere alcuna vittoria sostanziale per gli oppressi, né proporre un programma politico e un piano d’azione per vincere contro i nostri oppressori.

In questo senso, condividiamo lo spirito con cui parteciperà il sindacato SI Cobas al corteo, ponendo la centralità della classe lavoratrice, fianco a fianco con gli immigrati, nella lotta al governo e ai padroni, sulla base di un piano di lotta anticapitalista e internazionale contro il nemico comune in tutti i paesi: banchieri e industriali – la classe dominante.

 

Frazione Internazionalista Rivoluzionaria

Pubblichiamo di seguito la convocazione del corteo di oggi, il volantino distribuito dalla FIR, il comunicato di partecipazione del SI Cobas.

 


 

10 NOVEMBRE, MANIFESTAZIONE NAZIONALE:
“UNITI E SOLIDALI CONTRO IL GOVERNO, IL RAZZISMO E IL DECRETO SALVINI”

ORE 14 PIAZZA DELLA REPUBBLICA – ROMA

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.

– Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.

– Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.

– Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.

– Contro l’esclusione sociale.

– No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.

– Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.

Per queste ragioni convochiamo una MANIFESTAZIONE NAZIONALE pacifica, solidale, accogliente e plurale per sabato 10 novembre a Roma.

 


 

I LAVORATORI E GLI IMMIGRATI HANNO GLI STESSI NEMICI: I PADRONI E I LORO GOVERNI AMICI

Il governo Di Maio-Salvini è nemico degli immigrati e non lo nasconde: continua e peggiora (se possibile) la politica del PD del ministro Minniti coi suoi lager in Libia per fermare i migranti, ma a differenza del PD non fa finta di essere antirazzista e solidale coi popoli dei paesi poveri. Salvini vuole gli immigrati: non devono essere troppi e devono accettare condizioni di lavoro terribili, possibilmente senza diritti e senza dovere concedere loro la cittadinanza.
Questa politica di Salvini è la stessa cosa che vogliono i padroni italiani: lavoratori a basso costo, senza diritti, da mettere in competizione coi lavoratori italiani. Stranieri verso i quali i lavoratori italiani possano dirigere la propria frustrazione: lo straniero ruba il lavoro, lo straniero commette crimini, lo straniero viene prima di me. Noi sappiamo che queste sono menzogne, ma le televisioni, i giornali, i siti web dei padroni le ripetono tutti i giorni e convincono sempre più povera gente che siano la verità. Che l’immigrato sia il primo nemico. Che il razzismo sia giusto.
Tutti gli immigrati, invece, hanno un grande nemico, lo stesso dei lavoratori italiani: i padroni che ci sfruttano e si arricchiscono col nostro lavoro. E con loro tutti i governi, anche quelli “di sinistra”, che obbediscono sempre ai banchieri e agli industriali.
Non basta, allora, essere antirazzisti e per la solidarietà agli immigrati.
È necessario che si uniscano lavoratori italiani e stranieri per lottare uniti contro i capitalisti e i loro politici amici.
Perché in questa società nessun governo ascolterà le nostre richieste, nessun governo potrà fermare lo sfruttamento e il razzismo: sono due cose necessarie per far funzionare la nostra economia, la nostra società: il capitalismo. Sia qui, in Italia e in Europa, sia nei paesi poveri, in Africa, in Asia: la nostra lotta deve collegarsi a quella dei lavoratori di questi paesi, che sono sfruttati dalle stesse grandi aziende.
Per avere i diritti che vogliamo possiamo solo strapparli con la lotta: dobbiamo chiedere a tutti i sindacati di muoversi contro governo e padroni, di preparare un grande sciopero generale.
Ci serve discutere di come affrontare la lotta politica insieme, immigrati lavoratori donne studenti, per vincere contro i nostri nemici, per ribaltare la dittatura dei padroni e la loro Unione Europea, non solo per avere qualche riforma. Ci serve una rivoluzione!

RITIRO IMMEDIATO DEL DL SICUREZZA DI SALVINI!
PERMESSO DI SOGGIORNO E PIENI DIRITTI A TUTTI!

PARITÀ DI SALARIO E DI DIRITTI TRA LAVORATORI ITALIANI E IMMIGRATI, E TRA UOMINI E DONNE!

PER UN FRONTE ANTICAPITALISTA DEGLI SFRUTTATI! Costruiamo assemblee nei territori per decidere come affrontare i padroni e il loro governo amico Di Maio-Salvini: discutiamo un programma per togliere il potere agli sfruttatori e per averlo noi che siamo la maggioranza!

 


 

 

Il 10 novembre di nuovo in piazza a Roma contro il DL sicurezza, la repressione padronale e gli attacchi al diritto di sciopero

Dopo la straordinaria manifestazione che lo scorso 27 ottobre ha visto in piazza circa 15000 lavoratori, disoccupati, studenti, comitati di immigrati e occupanti casa contro il razzismo di stato e il DL Sicurezza di Salvini, sabato 10 novembre il SI Cobas sarà nuovamente in piazza a Roma per la manifestazione “Uniti e solidali contro il governo, il razzismo e il Decreto Salvini”, indetta a livello nazionale da decine di associazioni e realtà di movimento.
Saremo nuovamente in corteo per le vie della Capitale per rilanciare un percorso di lotta unitario contro le politiche repressive, razziste e reazionarie di questo governo, e per lanciare un messaggio e una proposta chiara e concreta a tutti coloro che scenderanno in piazza quella giornata: l’unico modo per costruire una vera opposizione ai piani del governo 5 stelle- Lega è partire dalle condizioni materiali e di vita dei salariati e degli sfruttati, e dal protagonismo che i proletari, in primo luogo immigrati, hanno saputo esprimere in questi anni con numerosi ed esemplari movimenti di lotta, a partire dai facchini della logistica, dai braccianti agricoli e dalle occupazioni a scopo abitativo.
E’ da queste soggettività che occorre partire per sviluppare un vero movimento di classe, su basi anticapitaliste e internazionaliste, dunque del tutto autonome da ogni tipo di illusione su (im)possibili deleghe parlamentari e/o inutili scorciatoie elettorali.
In queste ore il DL Sicurezza è stato approvato al Senato; a breve, con ogni probabilità, lo sarà anche anche alla camera e diventerà legge. Per noi del SI Cobas, da sempre protagonisti di scioperi e picchetti fuori ai magazzini e ai luoghi di lavoro assieme a migliaia di operai immigrati per reclamare migliori condizioni di vita e salariali, si tratta di un attacco senza precedenti.
L’articolo 23, nel prevedere la possibilità del carcere fino a 12 anni per il “reato” di blocco stradale, nonché l’immediata espulsione per gli stranieri che vi prendono parte, condensa e sintetizza il carattere classista, prima ancora che razzista, di questo governo: dietro la retorica della “sicurezza”, si tende a trasformare in criminali e fuorilegge coloro che alzano la testa e lottano.
In sostanza, si vuol mettere fuorilegge lo strumento dello sciopero nelle forme che davvero fanno paura al padrone, consentendone solo un esercizio limitato e in forme edulcorate, innocue, e quindi inefficaci: non è un caso che tra i primi sostenitori del DL sicurezza e in particolare dell’articolo 23 vi sia Confetra , associazione datoriale maggiormente rappresentativa nella logistica e nota per essere l'”ala dura” del fronte padronale, che favorisce e incentiva le forme di sfruttamento e di abuso più brutali nei confronti dei lavoratori, e che da sempre si rifiuta di applicare integralmente i Contratti collettivi nazionali di lavoro nei magazzini (che, tanto per parlare di legalità, in Italia sono formalmente equiparati alla legge).