Dopo due elezioni nell’arco di sei mesi, il presidente Reuvén Rivlin cerca la formazione di un governo dei principali partiti appena affrontatisi, entrambi troppo deboli per formare da soli un governo.


Le recenti elezioni del 17 settembre, senza un chiaro vincitore, hanno lasciato la scena politica israeliana nell’incertezza sulla possibilità di trovare un accordo sull’elezione del Primo Ministro.

Il candidato di centro-destra Beni Gantz della coalizione Blu e Bianco e il candidato di destra Benjamin Netanyahu del Likud, e attuale Primo Ministro, in cerca di rielezione sono stati i più votati, vincendo rispettivamente 33 e 31 seggi in parlamento (Knesset). Con i loro rispettivi alleati, Netanyahu ha raggiunto 55 nomine e Gantz 54, ma per essere eletto hanno bisogno del voto di 61 deputati (metà più uno del parlamento unicamerale).

Lunedì sera, il presidente Reuvén Rivlin aveva convocato entrambi a una riunione a porte chiuse in cui si discutevano “vie per avanzare verso l’unità” e hanno concordato che i loro consiglieri si incontreranno questo martedì per avviare i primi contatti.

Rivlin li ha chiamati ad un’altra riunione tripartita nel suo ufficio mercoledì sera, dove hanno dovuto riferire sui loro progressi.

I negoziati saranno condotti per il Likud dal deputato Yariv Levin, ex ministro del Turismo, della Sicurezza Nazionale e dell’Aliya (immigrazione ebraica), e per Blu e Bianco dall’uomo d’affari Yoram Turbovich, ex commissario antitrust che era a capo dell’ufficio dell’ex primo ministro Ehud Olmert.

Rivlin, che ha optato per la creazione di un esecutivo “condiviso ed egualitario” che includa il Likud e Blu e Bianco, deve decidere nei prossimi giorni se affidare la formazione del governo a Netanyahu o Gantz.

“La gente si aspetta che troviate una soluzione per evitare altre elezioni, anche se dietro un costo personale e ideologico”, ha insistito oggi  versi entrambi i politici il presidente, che si è rallegrato per aver fatto “un passo significativo” per creare “un canale di comunicazione diretto”.

Gantz e Netanyahu sono costretti a negoziare dopo che il laico di destra Avigdor Lieberman di Israele Nostra Patria (“Yisrael Beiteinu”) ha rifiutato di sostenerli. Avendo vinto 8 seggi, Lieberman scommette su un governo di unità che includa il suo partito, escluda gli ultra-ortodossi e abbia una leadership esecutiva a rotazione tra i due partiti maggiori. Lunedì ha dichiarato che questa è l’unica opzione e che resta solo da vedere “chi dovrebbe servire prima come primo ministro e chi dovrebbe servire secondo”.

Un altro fatto da evidenziare in questi giorni è la storica decisione dei partiti arabi, che si sono riuniti e sono riusciti a rimanere come terza forza con 13 seggi, di nominare Gantz come primo ministro per “rimuovere Netanyahu dal potere”. Una logica del “male minore” veramente vergognosa: Gantz è stato il principale responsabile dell’esecuzione dell’Operazione Margine Protettivo, che nel 2014 ha sistematicamente bombardato la Striscia di Gaza per più di un mese, causando più di 2300 morti, più di 10.000 feriti e innumerevoli distruzioni di case ed edifici pubblici.

Redazione di La Izquierda Diario