In un recente atto di “defiance” alle strutture di cybersecurity del colosso americano che gestisce il motore di ricerca più usato al mondo, gli schermi di milioni di utenti si sono riempiti di ironici messaggi e migliaia di pagine sono state oscurate in un batter d’occhio. Non è la prima volta; speriamo non sia nemmeno l’ultima.

Molto clamore hanno fatto gli attacchi hacker ai server di Google, che hanno bloccato il sito per qualche ora e inviato ironici messaggi agli studenti collegati online. Dobbiamo trarre una lezione da quanto è successo: il sistema si può ancora attaccare e questo è uno dei modi nuovi di farlo.

Il capitale vive oramai del suo algoritmo, immagazzina dati da ogni singolo computer e li collega ad una singola persona (ogni macchina elettronica possiede un numero di serie che la collega direttamente al proprietario tramite i suoi vari account). L’irrazionalità propagandata dal capitalismo entra dunque in contraddizione con i metodi da esso stesso usati per fare profitto; oggigiorno ogni singolo uomo possiede un suo algoritmo, che al meglio lo induce al consumo, e l’uomo qualunque non diviene nient’altro che quello. Ebbene la nuova era della tecnologia ha aperto ai marxisti un nuovo fronte di lotta e contrapposizione: ora più che mai lo sviluppo tecnologico consentirebbe la creazione di una società marxista realmente priva di massicci carichi di lavoro, capace di essere realmente dialettica e fondata su procedure effettive di democrazia diretta (si pensi al voto online, o alla creazione di piattaforme di discussione politica in rete). Tutto questo non avviene per caso, ma a causa della non neutralità della scienza, anch’essa al servizio del capitale. Il progresso scientifico degli ultimi decenni è stato diretto dal grande capitale unicamente per conseguire i suoi fini di lucro; le grandi piattaforme che tutti i giorni usiamo non sono altro che strumenti di immagazzinamento di dati, e ogni passo che si fa sulla rete è tracciato, registrato e salvato. Per questo motivo, per quanto la rete abbia aperto anche per i marxisti una grande opportunità di internazionalizzazione degli scambi dialettici e dei confronti diretti col capitale, non bisogna mai dimenticarsi chi è che controlla effettivamente questo piano di discussione, e il fatto che esso non sia neutrale e quindi rappresenti un campo di battaglia al pari del mondo “materiale”, e non sia, consequenzialmente, solo uno strumento. In questo, siamo solidali nei confronti di tutti coloro che compiono “crimini informatici”, come li definisce lo stato borghese, con l’intento di smascherare malefatte dei vari servizi segreti, o rivelare segreti di stato (solo grazie ad essi, per esempio si è arrivati alla conclusine del tanto seguito e doloroso caso Regeni, in Egitto).

Per quanto gli immaginari di un futuro prossimo siano egemonizzati dalla tecnologia al servizio delle banche e delle industrie, si deve dunque comprendere l’importanza che questo comparto tecnico andrà assumendo. Col tempo la moneta cartacea verrà progressivamente sostituita da una serie di pagamenti tracciati e tassabili al 100%, si cercherà di convertire in tecnologico tutto il possibile al fine di controllarlo al meglio, poiché è lampante che una macchina o un algoritmo sono molto più assoggettabili che persone in carne e ossa. Col tempo il controllo sulla rete e l’egemonizzazione degli spazi ancora “funzionalmente” liberi si farà più pesante; in caso di conflitto, il sistema ha come al solito il coltello dalla parte del manico, e come nel caso di idee e progetti scomodi, basterà poco più di un click per intervenire e ristabilire l’ordine pre-configurato della libertà sulla base del consumo e dell’asservimento (ci torna alla mente il doloroso caso del Progetto Gutenberg). Tuttavia, sarebbe oltremodo sbagliato abbandonarsi al malessere: anche Marx diceva che l’avanzamento tecnologico del capitale è un male, se usato dalla classe dominante ai fini di lucro e sfruttamento: ma può dare dei vantaggi anche ai marxisti, qualora la stessa tecnologia possa essere riconvertita a strumento rivoluzionario; qualora, sostanzialmente, i marxisti fossero capaci, stando al passo coi tempi e i modi, e i costumi, e riuscissero a concepire l’avanzamento tecnologico come la possibilità in atto del cambiamento: infatti, se così dovesse essere, basterebbe un clic per chiudere il sito della polizia di stato, bloccare Google o per prosciugare i conti di una banca…

 

Francesco Arechi La Salvia