Dopo la riuscita giornata del 22 settembre, il movimento operaio italiano cresce di intensità. Una giornata di sciopero negli aeroporti avrà luogo venerdì 26 settembre, per i salari e per Gaza, in preparazione della giornata nazionale del 4 ottobre.
Mentre lo sciopero nazionale del 22 settembre è stato un grande successo, il movimento operaio italiano cresce di intensità. Su iniziativa della CUB, raggiunta dall’USB, i lavoratori aeroportuali erano stati chiamati a una giornata di sciopero di 24 ore, questo venerdì 26 settembre. Uno sciopero per i salari, le condizioni di lavoro e contro il genocidio in Palestina.
Ma dopo il successo del 22 settembre, questo sciopero ha cambiato natura e mira a preparare la nuova giornata di mobilitazione nazionale convocata il 4 ottobre. Mentre la « Global Sumud Flotilla » ha subito un brutale attacco nella notte tra martedì e mercoledì, i lavoratori italiani sono determinati a difenderla con i metodi della lotta di classe, paralizzando tutta l’Italia se necessario.
A Milano, all’aeroporto di Malpensa, i lavoratori organizzano una manifestazione alle 10, nel terminal 1, mentre importanti mobilitazioni sono attese a Roma, dove è previsto un raduno al terminal 3, a Napoli e a Firenze.
Come sottolinea l’Unione Sindacale di Base, « le attività degli operatori aeroportuali sono diventate difficili e faticose e poco remunerate, insostenibili per il personale di front line di compagnie aeree e di gestioni aeroportuali, per i gestori ai banchi dei check in, sugli aeromobili, per chi opera nei piazzali o alle operazioni di carico degli aerei, nella security, negli allestimenti di catering e pulizie e negli hangar per le manutenzioni ».
Mentre il governo Meloni moltiplica gli attacchi contro il mondo del lavoro, i lavoratori del settore aereo chiedono aumenti salariali « che recuperino interamente il potere d’acquisto perso con l’inflazione » e l’introduzione di regole democratiche nella firma dei contratti collettivi, affinché gli accordi negoziati siano sottoposti all’approvazione dei lavoratori.
Ma, al di là delle rivendicazioni economiche, i lavoratori sciopereranno anche per la Palestina, come scrive la CUB in un comunicato : « I lavoratori e le lavoratrici si mobiliteranno in difesa dei loro diritti e dei loro salari rilanciando anche le mobilitazioni di solidarietà per il Popolo palestinese vittima di un genocidio, nonché il sostegno incondizionato alla Flotilla ma anche affinché l’Italia e la UE sanzionino severamente Israele ». Per l’USB, la lotta per porre fine al genocidio è essa stessa legata alla lotta contro l’economia di guerra.
Rivendicazioni offensive che mettono al centro la complicità di Giorgia Meloni con il governo genocida dell’estrema destra israeliana e che contribuiscono a costruire la manifestazione nazionale del 4 ottobre per la Palestina e contro il genocidio. Mentre l’esercito israeliano accelera le sue operazioni a Gaza e intraprende la distruzione della città, quartiere dopo quartiere, la mobilitazione della classe operaia italiana mostra la via.
Di fronte al genocidio che non si ferma e in solidarietà con le flottiglie, è giunto il momento che il movimento operaio francese segua l’esempio dei lavoratori italiani e che le direzioni sindacali rompano con la propria passività per mettere tutte le forze nella battaglia. Il 2 ottobre, in Francia, avrà luogo una giornata di mobilitazione nazionale contro Macron e l’austerità. Due giorni dopo, saranno i lavoratori italiani a scendere in piazza per la Palestina e contro il genocidio. Se i due movimenti si incontrassero su questo terreno, invierebbero un segnale di importanza mondiale e cambierebbero radicalmente i rapporti di forza nella lotta per porre fine al genocidio a Gaza.
Livio Berio
[in collaborazione con revolutionpermanente.fr]
Articoli a cura della redazione del giornale in lingua francese della Rete Internazionale di giornali militanti La Izquierda Diario, di cui LVdL fa parte.