Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 14/02/2026 su Révolution Permanente, giornale della rete Red Internacional di cui fa parte anche La Voce delle Lotte.
La morte di un militante legato a gruppi neofascisti e antisemiti di Lione ha scatenato un’offensiva dell’estrema destra, rilanciata dai vertici dello Stato. Il rammarico per questa morte non deve impedire al movimento operaio e alla sinistra di denunciare la strumentalizzazione politica in corso e di opporsi alla dura offensiva autoritaria che si sta preparando.
Anche in Italia, assistiamo quasi quotidianamente ad analoghi fenomeni di strumentalizzazione politica: dal più recente omicidio di Abderrahim Mansouri a Milano, alla canea mediatica imbastita per delegittimare il corteo per l’Askatasuna di Torino, all’inseguimento che ha portato alla morte di Ramy Elgaml, la lista sarebbe interminabile. Ognuno di questi episodi è immancabilmente e unicamente inquadrato come un problema di “sicurezza”, a cui l’unica risposta possibile è sempre, naturalmente, una maggiore limitazione dei nostri diritti, e più repressione per chi lotta per una società migliore.
Sabato scorso, la Procura di Lione ha annunciato la morte di Quentin, militante di estrema destra di 23 anni, e ha confermato l’apertura di un’indagine per «violenza volontaria», poi estesa a «omicidio aggravato». Secondo le informazioni che circolano, giovedì Quentin si trovava nei pressi dell’IEP [Istituto di Studi Politici, n.d.t.] di Lione, nell’ambito di un’azione razzista organizzata dalle militanti di estrema destra di Némésis, che si mobilitavano contro lo svolgimento di una conferenza di Rima Hassan con uno striscione: «Islamo-sinistroidi fuori dalle nostre università». Secondo Mediapart, sarebbe scoppiata una rissa e l’attivista avrebbe riportato una commozione cerebrale, per la quale è stato soccorso dai vigili del fuoco più tardi nel corso della giornata.
Da venerdì si moltiplicano i comunicati da parte dei gruppi neofascisti più radicali per salutare la memoria di un “camerata”. Da Action française Lyon, dove il giovane era militante, ad Audace Lyon, nata dall’organizzazione violenta Lyon Populaire, sciolta nel 2025, rendono omaggio a un «militante sul campo». Luminis, organizzazione apertamente antisemita, conclude il suo comunicato spiegando: «Le ultime parole di Quentin sono state: “Rifacciamolo, ragazzi”. Come lui, la lotta fino alla morte ci rende gioiosi.“ Sebbene i media parlino di “linciaggio”, gli elementi disponibili sembrano confermare l’ipotesi di una morte accidentale durante uno dei frequenti scontri tra l’estrema destra violenta, molto radicata a Lione, e i militanti antifascisti.
Da parte dei responsabili politici nazionali, le reazioni non si sono fatte attendere. Mentre Marine Le Pen parla di «milizie di estrema sinistra» che invita a «considerare come gruppi terroristici», Bruno Retailleau evoca «l’estrema violenza che regna nella cerchia che gravita attorno a LFI». Stesso tono da parte dei sostenitori di Macron, dove Gabriel Attal ha condannato «la violenza dell’estrema sinistra [che] si è scatenata». Considerando che La France insoumise è stata classificata come «estrema sinistra» dallo Stato in occasione delle elezioni comunali, posizione ribadita da Emmanuel Macron questa domenica mattina, e che la destra sta già sfruttando la situazione per legittimare lo scioglimento della Jeune Garde e invocare nuove misure di questo tipo, l’operazione che si sta preparando è chiara: utilizzare la situazione per criminalizzare la lotta contro l’estrema destra e l’antifascismo, nonché le organizzazioni politiche della sinistra radicale, a cominciare da La France Insoumise.
Il rammarico per questa morte accidentale non deve impedire di vedere che la retorica utilizzata dai leader politici nasconde la realtà delle violenze dell’estrema destra. Negli ultimi anni tali violenze si sono moltiplicate contro gli stranieri, i musulmani, la sinistra, le persone LGBT e i giovani, che si tratti di aggressioni con coltelli e rasoi, attacchi a bar, riunioni politiche, manifestazioni o progetti di attentati terroristici. La città di Lione è uno degli epicentri di questa violenza in Francia, come dimostra l’omicidio razzista di Ismael Aali, 20 anni, trovato senza vita vicino a uno stagno all’inizio di gennaio, nell’indifferenza totale della classe politica.
Da venerdì, i locali di La France Insoumise sono stati vandalizzati un po’ ovunque in Francia e lo Stato minaccia di lanciare un’offensiva contro i diritti democratici, in continuità con la repressione delle grandi mobilitazioni sociali degli ultimi anni, del movimento di solidarietà con la Palestina e dello scioglimento di organizzazioni musulmane, antirazziste, antifasciste o ecologiste: per questo è fondamentale fare fronte comune. La strumentalizzazione politica in corso prepara attacchi brutali, ora è fondamentale che il movimento operaio e tutte le organizzazioni che si oppongono alle idee razziste dell’estrema destra denuncino la retorica dominante, e si organizzino per difendere il diritto di riunirsi e manifestare e opporsi alle offensive autoritarie in corso e future.
Redazione di Révolution Permanente
Foto di copertina: Screenshot da Contre Attaque.
Articoli a cura della redazione del giornale in lingua francese della Rete Internazionale di giornali militanti La Izquierda Diario, di cui LVdL fa parte.