Traduciamo questa serie di tre articoli pubblicati il 22, 24 e 25 febbraio 2026 su La Izquierda Diario, giornale della rete Red Internacional di cui fa parte anche La Voce delle Lotte.
La lotta degli 800 lavoratori dell’azienda di pneumatici Argentina, che dal 18 febbraio hanno occupato lo stabilimento vicino a Buenos Aires a seguito dell’annuncio di cessazione attività, ci ricorda molto un’altra grande lotta operaia del nostro secolo, che prosegue da ormai quasi cinque anni.
Nessuno sgombero, tutti dentro. La FATE deve diventare una causa nazionale contro chi impone i tagli
Il multimiliardario Javier Madanes ha sferrato un attacco gravissimo alla classe lavoratrice, nel pieno del dibattito sulla riforma del lavoro. Ricatto per ottenere più benefici e precarizzazione o chiusura definitiva? Bisogna respingere l’attacco. Moltiplicando le presenze al presidio nello stabilimento, con l’organizzazione del quartiere e delle famiglie, l’unità del sindacato, la più ampia solidarietà di altre organizzazioni e la preparazione della resistenza a qualsiasi tentativo di sgombero.
La scorsa settimana FATE è stata chiusa con un lucchetto e con l’annuncio della cessazione delle attività. Come abbiamo riportato, e ormai è notizia su tutti i media, i lavoratori hanno deciso di avviare un presidio permanente nello stabilimento in difesa dei posti di lavoro. L’immagine del tetto con il logo di FATE, occupato dagli operai dello pneumatico è diventata il simbolo di questi giorni. Il caso è entrato nell’aula del Congresso nel dibattito sulla riforma del lavoro ed è stato uno degli epicentri dello sciopero generale.
Siamo infatti di fronte al tentativo di chiusura più eclatante degli ultimi anni. La FATE è una delle tre grandi dell’industria dello pneumatico, insieme a Pirelli e Bridgestone, ma l’unica di proprietà nazionale. Javier Madanes Quintanilla, il suo amministratore, è uno degli uomini più ricchi del paese e ha anche affari nell’alluminio (Aluar) e nell’energia (Futaleufú). Molti ipotizzano che la chiusura sia una manovra per ottenere un aumento dei dazi sulle importazioni di gomme dal mercato estero, contro la politica “aperturista” di Milei. Se così fosse, sarebbe una dimostrazione delle conseguenze della politica liberista, ma anche del parassitismo della “borghesia nazionale”, che vive di sussidi dallo Stato oltre che dello sfruttamento operaio.
Che sia un ricatto per ottenere favori e riaprire con meno lavoratori (tecnica già sfoderata nel 1991), o una chiusura definitiva, siamo di fronte a un attacco storico. Si tratta di uno degli stabilimenti più grandi del paese, con più di 800 lavoratori che hanno una lunga tradizione di lotta e un sindacato riconquistato [alla burocrazia sindacale, n.d.t.], oltre a un quartiere costruito attorno a loro.
Tanto più se consideriamo che nell’ultimo anno l’azienda ha eseguito centinaia di licenziamenti e un regime di lavoro più flessibile, nonostante la resistenza della maggioranza dei lavoratori.
Sul tetto, le assemblee e il presidio
Tenendo fede a questa tradizione di lotta, i lavoratori hanno risposto. Il presidio all’interno dello stabilimento è iniziato il giorno stesso della chiusura, vicino all’ingresso così come sul tetto della torre principale. Dall’Agrupación Granate1 della FATE, insieme a compagni della lista Roja e indipendenti, sottolineano l’importanza di continuare con azioni incisive e mostrare la volontà di resistere, contro i sotterfugi della direzione aziendale.
Inoltre hanno dimostrato che lo stabilimento è pienamente operativo e potrebbe tornare a produrre rapidamente.
Le assemblee hanno confermato che lotteranno per i posti di lavoro. Nonostante si sia in pieno periodo di ferie, molti lavoratori sono già tornati nei pressi dello stabilimento, così come le famiglie e i vicini, rimasti sconvolti da un attacco che colpisce i loro cari ma anche la loro stessa economia.
Questo lunedì sarebbero dovuti rientrare dalle ferie più di 400 lavoratori, per cui la mobilitazione continuerà ad allargarsi. Questo rientro è stato preceduto da un grande festival che ha incluso gruppi musicali, murales, comizi e la partecipazione di centinaia di giovani. Nicolás del Caño, Christian Castillo e altri referenti di sinistra erano presenti.
Tuttavia, la direzione aziendale ha ottenuto un ordine di sgombero, che il giudice ha stabilito debba essere “immediato” ma nessuno conosce i tempi. All’esterno dello stabilimento, presso un altro dei cancelli d’ingresso agli uffici di Aluar, era parcheggiato un mezzo delle forze di sicurezza.
I media nazionali si sono trovati costretti a coprire gli avvenimenti, mostrando ciò che Milei e Madanes, al di là delle loro divergenze, vogliono seppellire: la volontà di lottare della classe lavoratrice, che invece vorrebbero rassegnata alla fame e alla schiavitù. La testimonianza di “Charly” Oroño, che ha raccontato perché continueranno a lottare e ha salutato suo figlio disabile, ha commosso migliaia di persone e ha riassunto il morale di questi combattenti: “A mio figlio che mi sta guardando, papà è qui e ti vuole molto bene”.
Come alla Lustramax o alla Georgalos nella stessa zona, ci sono due lati della trincea. Da uno l’avidità dei milionari e dei governi che impongono i tagli. Dall’altro, il futuro della classe lavoratrice.
Bisogna trasformarla in una causa nazionale della resistenza
La lotta della FATE è già sulla bocca di tutti e può diventare una causa nazionale. Un movimento contro i licenziamenti, contro la riforma del lavoro, contro il tentativo di scaricare le loro crisi sulle nostre spalle.
Il messaggio “Nessuno sgombero, tutti dentro” deve arrivare in ogni angolo del paese.
Madanes ha fatturato milioni negli ultimi decenni. Ha accumulato una fortuna sul sudore e sul sangue di quei lavoratori. Se non è redditizio o non così redditizio come vorrebbe, è un problema suo. Le vite degli operai, delle loro famiglie, valgono molto più dei suoi profitti. Come hanno detto ai media: “Non saremo i disoccupati del governo di Milei, non rovisteremo nella spazzatura, né ci bruceremo in pochi mesi una liquidazione”.
Se vuole produrre meno, che riduca la giornata lavorativa a 6 ore, senza toccare il salario, perché non si perda nessun posto di lavoro. Ha una fortuna che non potrebbe spendere nemmeno in 100 vite, perché vorrebbe rovinare 1000 famiglie e un intero quartiere? Se vuole chiudere un simile bastione produttivo, perché non nazionalizzarlo, sotto gestione operaia, e metterlo al servizio della comunità?
Ma sappiamo che non accetteranno una soluzione che tuteli i lavoratori “per pura bontà”. Serve un piano di lotta dei lavoratori e del sindacato, con l’appoggio di migliaia e la simpatia di milioni.
I lavoratori della FATE dell’Agrupación Granate sono in prima linea nella battaglia insieme ad altri referenti. Oltre alla denuncia dell’attacco, stanno proponendo a Lista Negra, che dirige il sindacato, e alle assemblee una strategia per imporre la riapertura della fabbrica mantenendo tutti i posti di lavoro. Rafforzare l’occupazione con centinaia di compagni e il presidio all’esterno. Organizzare le famiglie e il quartiere che li sostiene. Serve un’assemblea generale di tutto il sindacato, perché nonostante i colpi ricevuti in questi due anni la difesa della FATE può unire e rimettere in piedi le tre grandi aziende. Ampliare la solidarietà con i settori combattivi ma anche con tutti i sindacati che dicono di rifiutare l’aggiustamento mileista e l’atteggiamento passivo della direzione della CTA2. Anche promuovere manifestazioni incisive nella zona e a Buenos Aires. Tutto questo deve essere accompagnato dalla preparazione di una forte resistenza in caso di tentato sgombero. Riusciranno a portare avanti uno sgombero se siamo migliaia di lavoratori, vicini, docenti e studenti a stringerci attorno allo stabilimento? Crediamo di no.
Come PTS3, e così le nostre organizzazioni operaie e giovanili, i nostri deputati, continueremo ad appoggiare questa lotta con tutte le nostre forze, perché se vincessero gli operai della FATE, infliggeremmo un duro colpo al piano di guerra di Milei e degli imprenditori.
La lotta è appena iniziata. È il momento: la battaglia contro l’applicazione della riforma del lavoro comincia inondando FATE di solidarietà
Questo venerdì il Senato tenterà di approvare definitivamente la riforma del lavoro schiavista. Mentre si preparano mobilitazioni per quel giorno, è fondamentale sostenere con tutte le forze il presidio degli operai della FATE che lottano contro la chiusura dell’azienda. In questa battaglia emblematica si comincia a organizzare la resistenza all’applicazione della riforma del lavoro, se riuscissero a votarla.
Per questo venerdì 27 è convocata la sessione del Senato che si propone di dare approvazione definitiva alla riforma del lavoro. Il piano del governo e dei potentati economici è chiarissimo: far approvare una legge che sia uno strumento per licenziare, precarizzare, estendere la giornata lavorativa, annullare gli straordinari, attaccare il diritto di sciopero e frazionare le ferie, tra tanti altri punti.
La classe lavoratrice ha già dimostrato la sua forte opposizione a questi piani. Nonostante il tradimento aperto del triumvirato della CGT, a cui il malcontento dei lavoratori ha imposto di convocare uno sciopero (condotto però in modo passivo), la paralisi delle attività è stata massiccia e migliaia di persone si sono radunate in blocchi stradali, carovane e cortei davanti al Congresso Nazionale, nonostante la repressione. Quella giornata non è bastata, ma ha dimostrato il rifiuto dei lavoratori alla riforma, e la volontà di migliaia di persone di lottare. In queste ore si sta ultimando la convocazione di una nuova giornata di lotta per venerdì 27. Anche se la CGT ha già annunciato che non farà un altro sciopero, un raggruppamento come il Fresu4 ha comunicato che si mobiliterà quel giorno dalle ore 12 (seppur senza indizione di sciopero da parte del grosso dei suoi sindacati).
La sinistra e il sindacalismo combattivo stanno ancora discutendo la loro modalità di partecipazione a quella giornata, ma anticipando un asse molto importante: la lotta contro l’applicazione della riforma del lavoro comincia oggi stesso, facendo di una battaglia simbolo come quella di FATE una causa nazionale, e venerdì le due bandiere di lotta, quella contro la riforma e quella per FATE, saranno una sola. La conclusione è semplice: se riusciranno ad approvare la riforma del lavoro, l’applicazione sarà seguita da conflitti di classe in migliaia di luoghi di lavoro, dove si definiranno le prossime battaglie e le elitès dovranno confrontarsi con la resistenza dei lavoratori. Non sulla carta. Nella realtà.
In questo senso, la FATE è diventata la lotta più emblematica del momento ed è imperativo supportarla affinché trionfi, così come dare sostegno ai controllori del traffico aereo, ai docenti di Jujuy, della Provincia di Buenos Aires e di tutto il paese, così come a tutti i settori in lotta. Ogni battaglia ben combattuta, ogni lotta che rafforzi l’organizzazione, sarà un ingranaggio in più per coordinare e avere più forze per le battaglie che verranno contro i licenziamenti, per il salario, per le pensioni, la sanità o l’istruzione.
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Né chiusura né sgombero, tutti dentro. FATE: l’assemblea di solidarietà ha votato nuove misure e il rafforzamento della resistenza
Il sindacato e i lavoratori sono stati appoggiati da delegazioni di diversi sindacati, organizzazioni sociali, giovanili e deputati nazionali. Hanno votato per questo giovedì un presidio al cancello della FATE alle ore 17. Si uniscono alla manifestazione al Congresso il 27, anche contro la riforma del lavoro. Si è discusso come rafforzare la lotta e preparare la resistenza a qualsiasi tentativo di sgombero.
Questo martedì si è tenuta un’assemblea di solidarietà ai cancelli della FATE, che da più di una settimana dall’annuncio della chiusura ospita una strenua resistenza operaia. Convocata dal SUTNA5 e dai lavoratori in lotta, con la partecipazione di delegazioni della Lustramax, Cicop, Georgalos, SUTEBA Tigre, Unión Ferroviaria Haedo, Cicop, Secco, MadyGraf, AGD-UBA, diversi ospedali, aziende telefoniche e altri sindacati, così come le Coordinadoras di Zona Norte e Zona Sur6. L’assemblea è stata seguita da un corteo per il quartiere, proposta dalla Mesa Coordinadora de Norte e dal Suteba Tigre, che ha confermato il sostegno dei vicini e delle vicine del quartiere ai lavoratori.
Dal tavolo è stato annunciato un programma di azioni e solidarietà. Una di queste sarà un presidio al cancello alle ore 17, accompagnato da iniziative in altre città del paese. Inoltre, si è concordato che il giorno in cui si voterà al Senato, venerdì 27, si terrà un presidio in Plaza del Congreso alle ore 12. Ricordiamo che sebbene la riforma schiavista sia praticamente approvata, manca l’accettazione delle modifiche al Senato; dai settori combattivi si propone di continuare il piano di lotta contro la sua applicazione e per annullarla.
All’assemblea hanno preso la parola dirigenti del SUTNA, come Alejandro Crespo, così come altri lavoratori in lotta, tra cui Enzo Pozzi e Charly Oroño (Granate) e Jorge Ayala (Marrón), che sono scesi dal tetto dell’occupazione per salutare. Dalle diverse organizzazioni è stata sottolineata l’importanza della lotta di FATE, non solo come esempio di come affrontare le chiusure e i licenziamenti, ma anche come caso emblematico contro il tentativo di far avanzare la riforma del lavoro e una maggiore precarizzazione.
Come parte del sostegno sono stati annunciati i contributi al fondo di sciopero, tra cui quelli dei seggi del PTS e del PO nel Frente de Izquierda, così come della Lista Granate-Blanca dei centralinisti. Durante la settimana erano arrivati generi alimentari da sindacati come Camioneros e dai vicini del quartiere.
Anche le giovani generazioni hanno risposto all’appello, con le parole cariche di forza degli studenti delle superiori e universitari della giovanile del PTS, che stanno già partecipando alle lotte di Lustramax e Georgalos, e ora si spendono anche per gli operai del settore degli pneumatici.
Trasformarla in una causa nazionale e riprendere gli esempi di resistenza
All’assemblea sono stati presentati il programma e i messaggi di solidarietà. Ma sono arrivati anche contributi per rafforzare la lotta. Diversi referenti del Movimiento de Agrupaciones Clasistas (MAC) promosso dal PTS hanno sottolineato l’importanza di trasformare FATE in una grande causa nazionale, insieme all’Hospital Garrahan, un’altra lotta esemplare. Non solo “rafforzando l’occupazione” ma con altre azioni incisive. Inoltre hanno posto la prospettiva di preparare una forte resistenza, organizzata dentro e fuori lo stabilimento. Raúl Godoy ha ripreso l’esempio di Zanon, che riuscì a ottenere un enorme sostegno operaio e popolare di fronte a ogni annuncio di sgombero, così come esempi storici della storia operaia come il caso del Frigorífico Lisandro de la Torre.
L’iniziativa si è chiusa con un momento emozionante, dove chi era in strada ha salutato con le torce gli operai che resistono sul tetto dello stabilimento, che hanno risposto con lo stesso gesto, al grido di “Unità dei lavoratori, e chi non ci sta si attacchi!”.
Redazione Internazionale La Izquierda Diario
Note:
1 : movimento di lavoratori e organizzazioni di classe, legato al sindacato Lista Negra, coalizione politica e sindacale che guida il Sindicato Único de Trabajadores del Neumático (SUTNA) in Argentina, riconquistato nel 2016 dopo una lotta operaia contro la burocrazia. Composta da militanti del Partido Obrero (PO), del PTS, lavoratori indipendenti e delegati, ha vinto tutte le elezioni nazionali e di sezione dalla sua riconquista, consolidando un sindacato di classe, antiburocratico e democratico.
2 : sindacato confederale argentino, nato come scissione dalla più ampia CGT nel 1992
3 : Partido de los Trabajadores Socialistas, è un partito politico trotskista argentino fondato nel 1988 come scissione dal Movimento per il Socialismo (MAS). Membro della Frente de Izquierda Trabajadora (FIT), una coalizione di forze di sinistra che partecipa alle elezioni nazionali per promuovere un programma socialista rivoluzionario.
4 : Il Frente de Sindicatos Unidos (FreSU) è un raggruppamento sindacale formato da sigle con una posizione più combattiva, nato come risposta all’inerzia del triumvirato della Confederación General del Trabajo (CGT) di fronte alla riforma del lavoro promossa dal governo di Javier Milei. Riunisce organizzazioni come l’Asociación Trabajadores del Estado (ATE), l’Unión Obrera Metalúrgica (UOM), il sindacato dei lavoratori oleari, i sindacati del settore aeronautico e oltre 100 sindacati appartenenti alla CTA Autónoma, alla CTA de los Trabajadores e alla CGTRA.
5 : Sindicato Único de Trabajadores del Neumático Argentino, ovvero il Sindacato Unico dei Lavoratori dello Pneumatico in Argentina
6 : Coordinamenti di lavoratori di fabbriche diverse
Redazione Internazionale La Izquierda Diario
Rete di 15 giornali online militanti, in 7 lingue, animati dalla Frazione Trotskista per la Quarta Internazionale (FT-QI), di cui La Voce delle Lotte è la testata in Italia.