I lavoratori dei 2 principali scali toscani (Pisa e Firenze) e il sindacato USB annunciano un percorso di lotta unitario, tra aziende esternalizzate e gestore. I bersagli: la frammentazione contrattuale, il deterioramento delle condizioni di lavoro e il controllo privato degli aereoporti. Si tratta di una mobilitazione importante che, contro le divisioni e la competizione al ribasso, lancia la parola d’ordine del coordinamento dei lavoratori lungo le filiere esternalizzate, in un comparto strategico per l’economia e la logistica di guerra. 


 

Il prossimo 13 settembre USB trasporto aereo Toscana ha annunciato un importante sciopero dei due principali scali regionali, quelli di Firenze e di Pisa. Il sindacato denuncia la compressione dei salari e ne identifica la radice nella liberalizzazione dei servizi esternalizzati, quindi nella separazione della gestione aeroportuale e delle attività di handling successiva alla privatizzazione degli aeroporti voluta dalla regione Toscana nel 2015. A partire da questa data Toscana Aeroporti S.P.A – oggi controllata dal miliardario argentino Eduardo Eurnekian e presieduta dal console di Israele Marco Carrai – ha infatti tenuto i compiti di gestione dei terminal, più remunerativi poiché dipendono dalle tasse di volo e dalle quote dei vari attori privati che utilizzano l’infrastruttura. Le attività di handling sono state invece cedute ad aziende esternalizzate e competono al ribasso sui costi del lavoro per vendere i propri servizi alle compagnie aeree, che in questo modo possono aumentare enormemente i propri profitti. 

Chi è impiegato negli aeroporti fa parte dello stesso processo che permette agli aerei di atterrare e decollare, ai bagagli di essere caricati e ai passeggeri di imbarcarsi in comodità e sicurezza. A causa delle esternalizzazioni, però, i lavoratori subiscono inquadramenti contrattuali differenziati e peggiorativi. Frequentemente applicato nei servizi esternalizzati è “il CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, notoriamente povero; o [l’]appalto dei passeggeri a mobilità ridotta, il cui personale viene retribuito con il CCNL Cooperative Sociali pur operando su mezzi aeroportuali complessi”, denuncia il volantino diffuso da USB lavoro privato Toscana in preparazione alla protesta. 

L’obiettivo è spremere al massimo la manodopera sul piano dei salari, dei ritmi e più in generale delle condizioni di lavoro, con tutti gli effetti del caso sulla salute e la sicurezza. Come denuncia Lorenzo Robin Frosini, delegato dei lavoratori alla sicurezza (RLS) all’aereoporto di Firenze e membro del coordinamento regionale USB trasporto aereo Toscana:

Chi carica e scarica i bagagli dalle stive, chi guida e assiste l’aeromobile a terra, chi accoglie i passeggeri al check-in e al gate: i lavoratori e le lavoratrici dell’handling tengono in piedi uno dei sistemi di trasporto più redditizi al mondo. Eppure vivono nell’insicurezza, non godono delle migliori tutele in termini di salute e sicurezza, guadagnano stipendi al limite della povertà, sono vittime di forte stress lavoro-correlato e patiscono le conseguenze del caldo estremo.

Mentre i mezzi di trasporto e le infrastrutture ove operano i lavoratori dell’handling sono vetuste e inadeguate, le aziende stanno inoltre minacciando i livelli occupazionali con un sistema di automazione non discusso con i lavoratori. 

A fronte di tutto ciò, lo sciopero promosso da USB è molto importante perché, contro la frammentazione, mira a unire i lavoratori delle aziende esternalizzate con quelli del gestore, rivendicando aumenti salariali, più tutela per la salute e la sicurezza – soprattutto dalle conseguenze dal caldo estremo che investe i piazzali dei due aeroporti -, maggiori investimenti in formazione, infrastrutture e mezzi. Significativo, inoltre, che lo sciopero sia coordinato tra i due principali scali toscani, onde evitare che la controparte padronale possa giocare sulla competizione tra Pisa e Firenze per spezzare la mobilitazione. 

Auspichiamo che lo sciopero ottenga solidarietà anche dal personale di bordo: come abbiamo visto, la competizione al ribasso tra aziende esternalizzate avvantaggia soprattutto le compagnie aeree. Inoltre, nei prossimi mesi queste ultime cercheranno di scaricare le conseguenze dell’attacco USA all’Iran in termini di aumento dei costi tanto su chi lavora sugli aerei, quanto su chi è occupato nell’handling: lo sciopero di USB può quindi essere una prima occasione per costruire l’unità necessaria a rispondere.

In tutti i settori, l’idea di coordinare le lotte lungo le filiere esternalizzate che emerge dallo sciopero degli aeroporti Toscani deve essere al centro delle strategie sindacali a difesa delle condizioni di lavoro, ma anche contro l’economia e la logistica di guerra – di cui lo stesso trasporto aereo è un nodo cruciale. Importante è anche la critica di USB alla privatizzazione degli scali di Pisa e Firenze e la richiesta dell’intervento pubblico; un rivendicazione che, come ha insegnato la lotta GKN, crediamo non debba essere intesa come un semplice ritorno dello stato, ma la leva perché siano i lavoratori, insieme ai territori, a decidere democraticamente cosa produrre\trasportare e le priorità di investimento. Oggi, infatti, siamo in una situazione in cui le ‘istituzioni’, le aziende pubbliche e il ceto politico-manageriale che le gestisce è sempre più interessato alla riconversione della produzione e della logistica per le esigenze del riarmo (lo sanno bene i lavoratori di Ferrovie dello Stato, dopo gli accordi tra RFI e Leonardo del 2024).

La protesta negli aeroporti toscani ha bisogno del sostegno più ampio possibile, non solo perché parla a tutti i lavoratori. Va sostenuta con forza anche perché come altre vertenze nei trasporti e nei servizi pubblici, essa subisce l’ipoteca della legge 146/90 che limita la durata e la frequenza degli scioperi. Strumenti come una cassa di resistenza (già promossa in vertenze come quella GKN e più recentemente alla Acca di Seano) potrebbero aiutare i lavoratori a contrastare queste leggi, e più in generale gli attacchi ai picchetti che abbiamo visto negli ultimi mesi con la legittimazione dei decreti sicurezza. Affinché lo sciopero degli aeroportuali toscani possa avere successo, ispirare e contribuire a rafforzare altre lotte contro gli attacchi di Meloni & co. alle classi popolari, ai giovani e alle soggettività oppresse è allora necessario che i lavoratori, i sindacati, ma anche il movimento studentesco si impegnino attivamente in una campagna contro la 146/90, e più in generale contro la repressione contro chi si mobilita nei luoghi di lavoro.

Django Renato 

 

Ricercatore indipendente, con un passato da attivista sindacale. Collabora con la Voce delle Lotte e milita nella FIR a Firenze.