Il nostro referendum è la lotta: sostegno allo sciopero dei ferrovieri contro il CCNL bidone
La settimana scorsa ha vinto il SI al referendum sul CCNL attività ferrovia…
La settimana scorsa ha vinto il SI al referendum sul CCNL attività ferrovia…
Il 20 giugno è sciopero generale indetto dai sindacati di base, a cui aderiscono i ferrovieri con una manifestazione a Roma. Lo stesso giorno scade la riserva per approvare o meno l’ipotesi di CCNL Attività Ferroviarie che le burocrazie sindacali confederali e autonome hanno firmato lo scorso 22 maggio. Ancora non è ufficiale una data per il referendum che sottoporrebbe il contratto al giudizio dei lavoratori, ma secondo indiscrezioni si svolgerà agli inizi di luglio. In questo scenario è nato il Comitato dei ferrovieri per il NO a questa ipotesi di contratto, un coordinamento unitario tra le assemblee autorganizzate dei ferrovieri di vari settori, i sindacati di base e le riviste militanti di settore che stanno sostenendo la mobilitazione dal basso dei lavoratori. Si tratta di un’esperienza importante, che vede per la prima volta uniti i lavoratori dei settori dell’esercizio ferroviario che si sono maggiormente mobilitati da un anno e mezzo a questa parte, contro una contrattazione a perdere e un peggioramento significativo delle condizioni di lavoro e di vita, che sta riguardando tutti i ferrovieri, così come i lavoratori dell’intero comparto trasporti (significativa la situazione simile di portuali e lavoratori del TPL). Nella stessa data si svolgerà uno sciopero di 8 ore indetto da FIOM-FIM e UILM per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, un altro settore strategico, come quello dei ferrovieri, nella lotta per forti aumenti salariali e riduzione dell'orario di lavoro, contro riarmo ed economia di guerra.
Il 22 maggio i vertici delle confederazioni dei trasporti di CGIL, CISL, UI…
L’offensiva di Confindustria contro la piattaforma dei sindacati confederal…
Il CCNL metalmeccanico prevede per questo giugno incrementi salariali del 6…
Ripubblichiamo questo interessante contributo di Marxpedia che permette di …
Il 3 novembre scorso entrava in vigore il discutibile Accordo Quadro firmat…
Nella giornata di venerdì 30 ottobre i rider daranno vita ad una iniziativa…
La crisi che stiamo vivendo è in primis e soprattutto una crisi dell’accumu…
SI CHIUDE CON UNA VERA A E PROPRIA FARSA IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA LOG…
Il CCNL logistica e trasporto merci, firmato dai sindacati confederali lo s…
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato congiunto dei sindacati ADL Cobas e …
Pubblichiamo le riflessioni di un operaio presente all'Assemblea dei 500 FI…
I lavoratori dei 2 principali scali toscani (Pisa e Firenze) e il sindacato USB annunciano un percorso di lotta unitario, tra aziende esternalizzate e gestore. I bersagli: la frammentazione contrattuale, il deterioramento delle condizioni di lavoro e il controllo privato degli aereoporti. Si tratta di una mobilitazione importante che, contro le divisioni e la competizione al ribasso, lancia la parola d’ordine del coordinamento dei lavoratori lungo le filiere esternalizzate, in un comparto strategico per l’economia e la logistica di guerra.
A partire da un bilancio degli scioperi generali di maggio e dello sciopero…
Per la prossima domenica 14 giugno, Potere al Popolo ha lanciato un appello, accompagnato da un manifesto, per la costruzione di un campo politico indipendente dal centro-sinistra. Aderiamo alla chiamata e proviamo a fornire un contributo al dibattito, sviluppando in particolare 4 punti: come delimitare questo campo in Italia e a livello internazionale? Quale prospettiva socialista (l’orizzonte indicato dall’appello)? Come pensare un’ipotesi di rottura rivoluzionaria del capitalismo oggi? Quali i rapporti tra una strategia che punti su questa ipotesi, l’egemonia, il terreno elettorale e il programma?
Poco prima del primo maggio ha debuttato il nuovo “decreto lavoro” del governo Meloni che in pompa magna lo ha annunciato come "il modo migliore per ringraziare gli italiani" e "celebrare" la Festa dei lavoratori. Ma c'è davvero qualcosa di concreto dietro la propaganda di un governo in forte difficoltà su cui pesano le decisioni prese in anni di guerre, sostegno a governi di ultra destra (in particolare ovviamente quelli di Trump e Netanyahu) e attacchi ai lavoratori e alle lavoratrici?
La rottura al veleno tra Donald Trump e Giorgia Meloni marca l’allontanamento del governo italiano da un padrino diventato una pesante zavorra. Una leadership, quella di Trump, sempre più impopolare e che rischia di far affogare tutti coloro, come Viktor Orbán in Ungheria, che si aggrappano alla sua scialuppa. Il combinarsi di guerra in Iran e sconfitta referendaria segna il momento più difficile per il governo Meloni. Per aprire una vera crisi di governo serve però un movimento di massa centrato sulla classe lavoratrice e su un programma indipendente dal centro-sinistra.
La violazione degli accordi con l’Iran da parte dell’imperialismo USA e Israele ha causato la persistenza del blocco allo stretto di Hormuz, rendendo lo scenario di una crisi energetica e globale probabilmente inevitabile. Ma la crisi sarà soprattutto per i lavoratori e giovani, che dovranno subire crescente inflazione, aggravamento dell’impasse alla transizone ecologica e militarizzazione. Le lotte dei ferrovieri e dei metalmeccanici dell’anno scorso, così come il blocchiamo tutto dell’autunno, ci danno uno spunto per costruire una risposta.
Nelle scorse settimane il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (d'ora in av…
Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 17/02/2026 su La I…
Nelle ultime settimane, il Governo italiano ha intensificato la repressione ed i processi giudiziari contro giovani, lavoratori, studenti e attivisti che hanno partecipato alle mobilitazioni ed all’enorme sciopero generale del 3 ottobre in solidarietà con il popolo palestinese. Sono state convocate assemblee e cortei in varie città italiane per contrastare questa nuova ondata di repressione.
Si è riunita a Firenze in data 12 e 13 dicembre, l'Assemblea Nazionale dei Lavoratori della Manutenzione di RFI (ANLM), nata in seguito alla firma di un accordo siglato il 10 gennaio 2024 tra sindacati firmatari del contratto (CGIL-CISL-UIL-UGL-FAST-ORSA) e Rete Ferroviaria Italiana, con il quale è stato stravolto e flessibilizzato l’orario di lavoro dei manutentori dell’infrastruttura ferroviaria, al fine di garantire lavorazioni e reperibilità in tutte le fasce orarie, ma con meno personale del necessario. Il numero elevato di licenziamenti spontanei, mai visti prima nelle ferrovie, parla chiaro rispetto al peggioramento attuato all’orario di lavoro. Dopo quasi due anni di mobilitazione contro l’accordo del 10 gennaio, ANLM discute sul proseguimento dell’iniziativa dei manutentori, valutando di ampliare la propria piattaforma rivendicativa verso la messa in discussione del “modello Brandizzo” e contro la repressione del diritto di sciopero.
La bozza della legge di bilancio 2026 è stata approvata dal governo. La nuova finanziaria prosegue la politica di tagli allo stato sociale per trovare nuovi fondi per i capitalisti e per il riarmo. Abbiamo bisogno di riprendere lo storico successo del 22 settembre e del 3-4 ottobre con una campagna per un grande sciopero generale unitario. Rilanciamo la data del 28 novembre avanzata dal CALP e da USB!