Proseguono gli scioperi dei lavoratori Alcaruno

  • Data : aprile 11, 2017
  • Sezione : Lavoro

di Francesco Di Somma

Lo Sciopero Provinciale indetto dal SI.Cobas ha avuto un ruolo chiave in questa svolta:  dalle prime ore della mattina davanti ai cancelli dello stabilimento si sono radunati i lavoratori dei magazzini di Modena al fianco dei licenziati global/Alcar1, ben presto se ne sono aggiunti altri numerosi venuti da Milano, Piacenza, Bologna, Pavia, Napoli (i compagni della FCA) e un gruppo dell’ADL Cobas licenziati dalla multinazionale Coca Cola di Nogara. Più di 200 lavoratori hanno presidiato i tre ingressi dello stabilimento e alcuni punti strategici generando una lunga fila di camion che ha ostruito l’arteria principale di circolazione del traffico.

Le forze dell’ordine manovrate, come al solito, dalle istituzioni in difesa del capitale hanno agito sui lavoratori applicando la violenza,nonostante la manifestazione si collocasse all’interno di uno sciopero provinciale, prefigurando così un nuovo grave atto repressivo verso la libertà  di sciopero e di manifestazione da parte della questura di Modena. I lavoratori vengono al solito trattati come criminali che ledono il diritto alla “libera impresa”, libera impresa fondata sullo sfruttamento della manodopera.

Il sistema delle cooperative, gestito in gran parte da mafia, camorra, ndrangheta , ha lo scopo di fornire alle aziende manodopera a basso costo attraverso lo sfruttamento dei lavoratori, negando a questi ultimi gli straordinari, i contributi,le malattie e gli infortuni. Nonostante questo, la lotta sindacale ha creato le condizioni necessarie a mostrare lo scempio presente in queste cooperative,  endendo inutile l’esistenza delle stesse cooperative, ed e’ per questo motivo che la lotta dei lavoratori organizzati dai sindacati viene repressa dalla borghesia e dal governo.

I lavoratori non si sono piegati alla repressione e dopo un’intensa mattinata di lotte si sono recati in presidio sotto la Prefettura chiedendo a gran voce l’intervento di quella istituzione nella vertenza. capacità di resistere dei lavoratori ha evidentemente smosso le massime autorità sul territorio che si son decise a dare udienza ai lavoratori organizzati dal SI Cobas.

La situazione di Alcar1, mostra lo spettro e la soluzione da adottare per evitare il tentativo di rendere la schiavitù legalizzata da parte dei padroni sia non solo l’autorganizzazione dei lavoratori ma anche l’unione e il coordinamento delle lotte che abbiano obiettivi e strategie comuni cosi come dimostrato nelle giornate del 5 e 6 Aprile dopo le mobilitazione attuate dai lavoratori.

Coincidenza, o forse no, che nello stesso lasso di tempo avveniva lo sgombero dei lavoratori ADL dal tetto dello stabilimento di Nogara e quello tentato in contemporanea davanti ai cancelli di Alcar1, a dimostrazione del fatto che è una guerra strategica quella messa in atto dai padroni nei confronti dei lavoratori alla quale è necessario rispondere con la lotta.

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