Lavorare anche a Pasqua: lettera da una lavoratrice dei supermercati

Di Matilda

Mi chiamo Matilda, sono una giovane lavoratrice di un supermercato di Roma. Il mio lavoro si svolge principalmente alla cassa e il giorno di pasquetta, invece di poter dedicare tempo alla mia famiglia, alle mie passioni, insomma a ciò che preferirei fare, sarò alla cassa puntuale a svolgere il mio turno. Voglio far capire a chi leggerà questo articolo il mio stato d’animo.

Mi sento sotto pressione, costretta e ricattata, come fossi solo una macchina incassa soldi. Vorrei ribellarmi, non presentarmi quel giorno ma, se lo facessi, cosa rischierei? Rischierei quel minimo di sicurezza economica per il futuro, faticosamente ottenuta, che mi si prospetta. Rischierei di perdere la possibilità di ottenere quel contratto “a tempo indeterminato” che, “grazie” al Jobs Act, tale più non è realmente. Rischierei di subire turni disumani come punizione e come ammonimento implicito per farmi desistere dal protestare. Rischierei di essere isolata e vista male dai miei stessi colleghi, nonostante essi vivano le mie stesse condizioni, dato che purtroppo l’aria che si respira nei luoghi di lavoro è sempre più pervasa dalla paura dei ricatti e dalla disillusione verso l’efficacia della lotta per il miglioramento delle condizioni lavorative. E cosa ottengo invece svolgendo diligentemente il mio lavoro durante un giorno festivo come in questo caso, dopo una settimana di turni intensi? Un bel niente! La mia paga rimarrà la stessa di tutti gli altri giorni feriali, non mi verrà riconosciuta alcuna maggiorazione (che tra l’altro mi spetterebbe per legge!) e di conseguenza neanche quel minimo di consolazione economica.

Mi chiamo Matilda e vorrei tu non mi vedessi come una macchina, ma come un essere umano, quale sono, con una dignità e con il diritto di poter godere di un giorno di festa. O forse per voi clienti questo servizio aggiuntivo è veramente così indispensabile, al punto da far lavorare delle persone solo per soddisfare quello che più che un bisogno, sembra piuttosto un capriccio? Non è forse possibile organizzarsi in tempo per gli acquisti, semplicemente come avveniva in passato? E in definitiva, tutto ciò non è forse soltanto l’ennesimo stratagemma per aumentare un minimo le vendite e dunque i profitti dei proprietari dei punti vendita?

Cosa puoi fare tu cliente? Se sei d’accordo con me, intanto potresti evitare di usufruire dei punti vendita aperti nei giorni festivi.

Cosa puoi fare tu collega? Unirti al mio pensiero, informarti, organizzarti nel luogo di lavoro insieme ai tuoi colleghi per far valere le tue istanze, come di tutti i lavoratori del settore del commercio.

Non dimentichiamoci che, in quanto classe lavoratrice, siamo noi la vera colonna portante di questa società, poiché ogni giorno la facciamo funzionare, col nostro duro lavoro e col nostro sudore.

Insieme, uniti e organizzati, possiamo fare la differenza… e battere il padrone!

“L’orso ha detto che ci schiaccerà… E se schiacciassimo noi l’orso?” (Il Tallone di Ferro, Jack London)

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