Ieri Auschwitz, oggi Grozny

di Lorenzo Montanari

“L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva; la storia insegna ma non ha scolari”, così diceva Gramsci nell’Ordine Nuovo, l’11 marzo del 1921, in riferimento al modo di pensare della sua generazione. Questa frase, tuttavia, è ancora oggi molto attuale sia per la società italiana sia in riferimento ai grandi eventi che accadono nel mondo. In particolare uno di questi è agghiacciante, ma non se ne parla molto. Riguarda proprio la Cecenia, una regione estrema della Russia, che anche anni addietro ha fatto molto parlare. Sebbene nell’immaginario campista dei nostalgici la Russia abbia una sorta di cordone ombelicale politico con l’URSS, oggi non è uno stato comunista, anzi, addirittura, potremo definirlo ancora più retrogrado dei paesi dell’Europa occidentale, costruita attorno a un bonapartismo euroasiatico, poiché la forma di potere autoritario esercitata da Putin è, paragonabile, a grandi linee, a quella degli zar come Nicola II o Pietro il Grande.

Premesso ciò, in Russia, anche solo parlare di omosessualità costituisce un reato punibile anche con multe molto salate fino ad arrivare al carcere per chi manifesta tale tendenza sessuale. Un po’ come nell’Italia fascista dove gli omosessuali, o anche i presunti tali, erano accusati di reato di pederastia e venivano mandati al confino assieme ai prigionieri politici. L’argomento è tabù e nella società odierna, dove molti paesi occidentali han riconosciuto seppur con molta difficoltà e ristrettezza alcuni diritti degli omosessuali, tale fatto suscita ancora più scandalo e perplessità. Ma la deriva a destra della società russa non si ferma qui. In questi giorni in Cecenia, stanno rapendo  uomini gay o sospettati di esserlo per poi rinchiuderli nel campo di internamento e rieducazione di Argun, dove al momento gli internati si aggirano attorno alle 100 persone. Chi è più sfortunato viene assassinato. In queste campo le persone vengono picchiate e torturate più volte al giorno e il tutto viene giustificato dal fatto che questi uomini non rappresentino i “valori nazionali ceceni”, motivo per il quale vanno repressi.

L’obiettivo è quello di ripulire la Cecenia dagli omosessuali, un po’ come fece Hitler. E guarda caso anche costui giustificò in questo modo lo sterminio degli ebrei e degli altri internati, disumanizzandone le condizioni di vita. Perché solo il processo di disumanizzazione può giustificare cose del genere. Un fenomeno terribile e atroce che ha scosso il mondo intero quello della Shoah e su cui ancora oggi ci si ferma a riflettere in varie occasioni, soprattutto nel “giorno della memoria”.

L’ipocrisia della borghesia europea è ridicola. Spende tante risorse in convegni e kermesse per denunciare lo sterminio degli ebrei, ma si tace dinanzi ai campi di concentramento odierni, come quelli della Cecenia e quello della Palestina, divenuta un enorme campo di sterminio a cielo aperto. a
“l’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva; la storia insegna ma non ha scolari”, diceva Gramsci. Gli errori vengono ripetuti all’infinito a causa dei pessimi studenti che non vogliono imparare mai dal passato. Manca una memoria storica, perché la borghesia ha tutto l’interesse a disperderla. Perché la memoria è coscienza, flusso di esperienze immagazzinato. L’esperienza è consapevolezza e si può tradurre in organizzazione.
Per questo la storia – ebbe a dire Marx – “sembra ripetersi due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa”. Quando un omosessuale viene discriminato o classificato come “persona malata” e di serie b è il Grande Capitale che muove le sue redini. Ha bisogno di questa discriminazione per indebolire il fronte dei suoi nemici e coltivare in seno alle masse sentimenti di odio al fine di garantire la riproduzione sociale della sua società, quella sì, malata.

 

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