Afragola: Storie di Ordinaria Amministrazione

di Paolo Prudente

Quella di Afragola e della vicenda che ha interessato e interessa tutt’ ora i dipendenti del Comune è oramai un copione già visto e rivisto. Oramai è prassi nelle Amministrazioni locali la spudorata e antidemocratica condotta intrapresa contro chi lavora e chi rappresenta gli interessi dei dipendenti comunali. E’ recente ed ancora in corso lo stato di agitazione dei lavoratori pubblici di questo Ente interessati da una vera e propria presa di posizione autoritaria da parte degli amministratori,  una condotta irriverente delle corrette relazioni sindacali che denota una natura ostile al mondo del lavoro della politica dominante targata centro sinistra ( e centro destra). Tutto ha inizio con una sentenza che prosegue da tempo e su cui si è pronunciato il Tribunale di Aversa (sentenza favorevole ai dipendenti) . Oggetto del braccio di ferro tra Amministrazione e dipendenti è una Delibera di Giunta Comunale riferita al Regolamento per la ripartizione delle somme per i progetti dell’Ufficio Tecnico Comunale, un provvedimento che, come confermato dal responsabile sindacale provinciale CSA Luca Matrullo, violerebbe la normativa vigente, essendo prevista in tal caso, prima dell’adozione dell’atto, un’informativa preventiva alle organizzazioni sindacali nonché la discussione e decisione in sede di delegazione trattante (riunione tra sindacati e rappresentanti del Comune).

Da qui la denuncia da parte del CSA di “ ennesimo comportamento arbitrario ed autoritario di questa Amministrazione”, sindacato che non ha tardato a sollevare la condotta irregolare della parte datoriale. Ma fin qui verrebbe da dire tutto “normale” se non fosse che, a seguito del dispositivo del Tribunale , il Comune non ottempera a quanto disposto dalla magistratura, la quale impone di rimuovere ad horas gli effetti prodotti dalla Delibera di Giunta. Orbene è proprio il caso specifico che conferma come la borghesia e la classe dominante utilizzi a proprio uso e consumo la legge, prodotta dalla propria rappresentanza parlamentare, talvolta per reprimere l’acuirsi delle vertenze e della coscienza della classe lavoratrice ed altre eludendo la stessa con la medesima finalità di arginare gli entusiasmi conseguenti ai successi ottenuti dai lavoratori nel corso di una oramai secolare lotta di classe. Ma la vicenda non finisce qui in quanto all’orizzonte di prevede un’ulteriore truffa ai danni dei dipendenti di Afragola. In perfetto stile padronale, nel corso di ripartizione del fondo salario accessorio dei dipendenti (ripartizione che avviene nell’incontro tra sindacati e Comune), pur essendoci una forte opposizione della parte sindacale, il Comune da corso alla distribuzione delle risorse destinate allo stipendio utilizzando principi e criteri del tutto unilaterali: nella fattispecie il Comune decide di destinare questi fondi per incrementare la spesa e di conseguenza il numero delle Posizioni Organizzative (ovvero funzionari del Comune con posizione apicale il cui status in termini di compiti e funzioni è equiparabile  a quello dei Dirigenti), il tutto con la benedizione dei sindacati CGIL , CISL e UIL che firmano questo scempio di accordo; una scelta questa dell’Amministrazione e della Triplice che ha comportato un taglio netto alla produttività ed alla busta paga dei dipendenti. E pensare che al Comune di Afragola è già presente personale con incarichi di specifiche responsabilità ed un numero più che adeguato di Posizioni Organizzative. Insomma è la storia, la brutta storia che si ripete, quella fatta di clientele, presunzione, autorità e non rispetto di chi lavora e manda avanti concretamente la macchina comunale ovvero i dipendenti. Insomma non bastava alla categoria dei dipendenti comunali il periodo già di forte contrazione salariale, l’abrogazione dell’equo indennizzo e delle cause di servizio da parte del Governo Monti, gli aumenti dei carichi di lavoro consequenziali ai pensionamenti ed alle mancanti coperture dei posti ( vietati da un legge che impone risparmi di spesa sul personale al solo fine di garantire risorse da destinare alle banche per il pagamento dei debiti e degli interessi) ci si mette anche la politica dominante locale con i propri interessi capitalistici e le proprie contraddizioni.

 

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