La guerra: soltanto un metodo di arricchimento ed accentramento dei padroni

– di Emanuele Delizia

Negli ultimi tempi, si è sentito parlare di una probabile terza guerra mondiale, ed i presupposti ci sono tutti: crisi internazionali, tensioni e sopratutto piccole guerre combattute un po’ ovunque. Però i grandi protagonisti di questi presupposti sono le grandi potenze mondiali come Stati uniti, Russia e Gran Bretagna, che, con il loro intervento militare, mossi dagli interessi economici che quel territorio offre -come ad esempio la Siria- e dal fatto che vendono armi agli stessi nemici, come al solito il padrone si arricchisce, tra commercio bellico e interessi territoriali a scapito di quegli stessi proletari, che, come si può non solo notare sul web ma persino intuire, vivono in una condizione disumana.

La cosa più incredibile è che queste guerre appaiono come guerre di pace, guerre di liberazione, e si è arrivati persino a considerare normale e abitudinario che caschino tonnellate e tonnellate di bombe sulle città Siriane, Kurde, Nord Africane, e la lista non termina mica…
Assistiamo alla concretizzazione di 2 temi orwelliani: dallo slogan “la guerra è pace” -War is Peace-, emblema della propaganda di regime (capitalista in fase imperialista!) alla normalizzazione della guerra stessa.
La guerra, fin dall’ottocento, è stato un mezzo con cui la borghesia nazionale continuava ad arricchirsi, mandando i proletari di questo o quel paese a morire in queste lotte prive di senso, mere guerre fra poveri.
Questi poveracci ci andavano con mille promesse, e con idee romantiche che di sensato non avevano nulla: a partire dal patriottismo.
Ma, alla fine della guerra, i proletari si ritrovavano peggio prima, invece la classe dominante sempre più ricca.
È questo lo dimostra la prima guerra mondiale, dove ci furono 23 milioni di morti, invece i re, le industrie non avevano subito nessun torto, anzi erano diventati più ricchi!
Quindi che senso ha farsi la guerra? Le uniche guerre, le uniche lotte che bisognerebbero fare, sarebbero da fare al padrone, al capitalismo! A chi ci controlla, ci sfrutta e se ne frega delle nostre condizioni di operai, studenti e lavoratori.
La guerra non è pace, la guerra uccide i proletari, sia fisicamente sia psicologicamente.

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