Struttura burocratica e carichi di lavoro nelle aziende informatiche

Riceviamo e pubblichiamo le osservazioni di un giovane lavoratore di un’azienda nel settore IT (Tecnologie dell’Informazione) su condizioni di lavoro, straordinari e carico a cui sono sottoposti i dipendenti.

L’osservazione oggettiva della struttura aziendale e della sua struttura burocratica, soprattutto nel settore dell’IT , offre spunto per una riflessione su quanto realmente essa funzioni e quale impatto abbia nella vita lavorativa di chi ne fa parte.

All’apparenza lo scheletro di un’azienda, una compagnia ad esempio di fornitura software, viene presentato come simbolo dell’efficienza strutturale e dell’organizzazione per quanto riguarda il personale e la gestione delle mansioni. Essa infatti è divisa gerarchicamente in base alla carica assegnata al lavoratore, il quale percepirà uno stipendio bilanciato rispetto alle responsabilità che ne derivano.

Da cosa parte quindi il presupposto di quest’analisi? La realtà dei fatti e delle esperienze lavorative ci insegnano a guardare le cose da un punto di vista più concreto e razionale.

Divideremo quest’articolo in due tematiche: Come si presenta e Come realmente funziona la gestione di un’azienda informatica, semplificandone la struttura ai suoi elementi principali.

COME SI PRESENTA:

Gerarchicamente parlando, il Datore di lavoro e i responsabili di sede gestirebbero l’intero funzionamento dal punto di vista economico e di assegnazione delle mansioni, valutando il maturare dei profitti annui del proprio capitale.

Subito dopo troviamo i Referenti economici, ovvero coloro che chiudono le trattative con i clienti e contrattano sui costi e le entrate che l’azienda dovrà sostenere per ogni consegna, cercando di rilanciare l’offerta più appetibile sul mercato.

Al di sotto troviamo i Direttori di progetto, o Project Manager, i quali hanno il compito e la responsabilità di gestire la divisione del lavoro in ambito prettamente tecnico. Ad essi spetta la valutazione (in base ai dati forniti dalle stime dei programmatori) dei tempi, la gestione in gruppi di sviluppo, testing e collaudo del software, nonché, per quanto riguarda i Software Architect, la progettazione stessa dello scheletro del programma, quindi un ruolo decisionale anche in base alle competenze appartenenti al lavoratore.

Infine troviamo, nell’ultimo gradino della nostra scala gerarchica, il team di programmatori vero e proprio, i quali, ricevuta la consegna, le specifiche e i tempi di sviluppo assegnati, iniziano il vero e proprio lavoro di programmazione e documentazione del progetto.

COME FUNZIONA:

Datore di lavoro: al datore di lavoro (ovvero il padrone) spetterebbe l’assunzione di un adeguato numero di addetti al personale, sia dal punto di vista progettuale che di sviluppo lavorativo, ebbene, spesso, per via di tagli alle spese di sviluppo, il numero di lavoratori verrà ridotto al lavoro gestito da poche persone molto competenti (nel migliore dei casi), sulle quali graverà il peso del lavoro di un intero team.

Il ruolo del Referente economico di conseguenza diventerà quello di persuasore del cliente e feroce abbattitore della concorrenza. Vige infatti un’accesa concorrenza tra le aziende fornitrici per l’ottenimento della commessa sulla quale lavorare, rilanciando a ribasso stime su prezzi e ore di lavoro da impiegare al termine dell’opera. Il vantaggio dell’ottenimento della consegna da parte dell’azienda si rivelerà infatti un grande svantaggio nelle mani dei project manager, costretti a dover rivalutare tempistiche e assegnazione del lavoro in base a tempistiche ridotte e costi di produzione molto bassi. Il tutto finirà per ritorcersi direttamente sulla pelle dei programmatori, i quali dovranno svolgere maggior lavoro allo stesso salario, costretto il più delle volte a prendere straordinari o lavorare al di fuori dell’orario di lavoro per rimanere in paro con quanto assegnatogli.

La figura del Project manager, ingegnere e gestore progettuale con le giuste competenze necessarie all’orientamento per lo sviluppo, essenziale per lo svolgimento effettivo dei lavori, pian piano sta venendo sostituita da piccoli manager economici, poveri di competenze specifiche nel settore (se non addirittura estranei alla materia), i quali principalmente assegnano i ruoli e suggerimenti progettuali in maniera più conveniente dal punto di vista economico che da quello della qualità del lavoro. Ciò aggrava la situazione sia del vecchio Project manager, declassato al ruolo di programmatore, e ai programmatori stessi, i quali vedranno svalutate le proprie stime in ambito di tempo e difficoltà di sviluppo del software, ridotte a delle tempistiche convenienti per il cliente, vicine a quanto stabilito dal referente economico.

Infine il Programmatore si troverà a combattere con straordinari e lavoro superfluo, gestito male e non valutato correttamente. Il team di sviluppo si ridurrà a due-tre persone competenti, le quali dovranno caricare sulle proprie spalle, oltre la programmazione vera e propria, anche ruoli di documentazione, testing, collaudo e presentazioni del prodotto, incluse trasferte, il tutto stipendiato e valorizzato allo stesso modo di quanto sarebbe stato pagato in un ruolo più specifico (e meno stressante) all’interno di un team gestito da più persone. Insomma, si parla di lavorare più ore per lo stesso salario.

Ci sarebbe anche molto da riflettere su come viene gestito il lavoro da parte dei clienti, poveri di specifiche e proprietari di software obsoleti, carenti in manutenzione, decenza strutturale del codice, qualità del prodotto, ecc.. Tutti fattori trascurati al fine di ottenere un profitto maggiore col minore sforzo economico. La questione si ritorcerà ulteriormente sul programmatore, il quale oltre a tempistiche e specifiche limitate, si troverà a metter mano su programmi pieni di malfunzionamenti, trovando difficoltà nel renderli funzionanti, spesso costretto a seguire metodi di programmazione poco efficienti e deleteri per lo stato dell’opera.

Insomma, se si va a vedere nello specifico il funzionamento delle aziende informatiche si può benissimo comprendere come le esigenze del mercato (leggasi concorrenza spietata) sia un fattore che peggiora le condizioni di lavoro, obbligando a straordinari anche molto pesanti gli impiegati, quando non direttamente a ore e ore da spendere fuori dall’ufficio, quindi senza che questo sia pagato in alcuna maniera e, al contempo, peggiori effettivamente il servizio offerto. Essere costretti a lavorare anche per 14 ore al giorno, di notte, per rispettare impegni e limiti temporali che la proprietà prende con i clienti non è altro che estorsione ulteriore di plus-lavoro, con l’aggravante di non essere nemmeno regolamentato in alcuna maniera. In una frase: più ore di lavoro per i lavoratori, più profitto per il padrone.

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