Landini passa in Segreteria CGIL, una carriera costruita sulle spalle degli operai

Il giorno 11 luglio Landini lascerà ufficialmente la FIOM per migrare nella Segreteria CGIL. Le burocrazie sindacali della FIOM non stanno più nei panni. Ovunque si saluta il passaggio come una possibile svolta.

La CGIL lo premia per aver mantenuto la calma piatta tra i metalmeccanici proprio nel momento della più grande crisi del capitalismo dal 1929. Una burocrazia sindacale FIOM ebbe a dire:”Se non era per noi della FIOM, che siamo stati responsabili, in Italia sarebbe scoppiata la guerra civile”.

Landini sarà ricordato per essere stato probabilmente il segretario della FIOM più accondiscendente ai padroni di sempre; quello che piuttosto di organizzare i lavoratori e portarli allo sciopero contestava i piani industriali delle aziende, pensando di essere forse il capo delle risorse umane, un esponente del managment aziendale, piuttosto che il capo del più importante sindacato degli operai d’Italia. Sarà ricordato, inoltre, per le roboanti dichiarazioni sull’occupazione delle fabbriche per lottare contro il Jobs Act senza aver proclamato uno sciopero vero contro il Governo. Passerà alla storia come il sindacalista che firmava contratti collettivi dei metalmeccanici di 1,50€ lordi di “aumento” salariale; il Segretario delle urla in TV dove ribadiva che “il sindacato va cambiato”.

Le ultile linee guida approvate dall’assemblea dei delegati FIOM sulla contrattazione di secondo livello hanno chiarito cosa intendeva dire Landini. Il sindacato non deve più essere – per l’oramai ex Segretario FIOM – un sindacato legato a una concezione classista e di lotta, ma diventare parte delle scelte della dirigenza aziendale, avere le proprie quote, come succede in Germania, dove all’estorsione di valore, al furto di tempo di vita degli operai, partecipa lo stesso sindacato.
È stata la stessa Susanna Camusso che ha proposto alla Direzione FIOM di inserire Maurizio Landini nella Segreteria della CGIL.

Landini fa così carriera. Un salto di qualità arrivato grazie all’aver barattato diritti e vita degli operai sui tavoli di trattativa coi padroni e con i clan delle burocrazie neocorporative in CGIL.

Douglas Mortimer

1 Commenti

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    Ha firmato l’accordo del 10 gennaio per i sindacati mandarini, c’era da aspettarsi che prima o poi entrasse nel meccanismo di controllo massimo. Adesso può passare alla cassa anche lui

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