Re David, noi non ti auguriamo buon lavoro

Francesca Re David è la nuova segretaria della FIOM. Succede a Maurizio Landini, segretario delle sconfitte di cui ha condiviso tutta la linea sindacale fino ad oggi.
Viene eletta col 90% dei voti, in una FIOM oramai bunkerizzata dove il tanto sbandierato pluralismo è stato smentito a suon di provvedimenti disciplinari contro le avanguardie operaie e i delegati che si opponevano alla linea del segretario uscente.

I media borghesi, ma pure i compagni dell’area di opposizione in CGIL, rimarcano che sia la prima donna a guidare i metalmeccanici in Italia. Ciò è assolutamente irrilevante. Francesca Re David ha in questi anni condiviso le scelte di sconfitta portate avanti dal suo gruppo dirigente. Non è un Segretario eletto da lavoratori in lotta, ma da apparati di funzionari stipendiati, che reggono la struttura FIOM e che l’hanno portata ad accettare il Jobs Act senza costruire nessuno sciopero.

La Re David ha dichiarato che il suo obiettivo è studiare “una linea contrattuale” e promuovere “il conflitto per far cambiare rotta a Confindustria e Governo”. Dichiarazioni dinanzi alle quali qualcuno potrebbe pensare a un cambio di rotta della prossima FIOM, ma che la realtà di vita sindacale della Re David smentisce ampiamente. La sindacalista ha da sempre condiviso tutte le scelte politiche dei gruppi burocratici di maggioranza sin dal suo ingresso nel sindacato. Fa parte sin dal 1987 degli apparati. Le dichiarazioni lasciano il tempo che trovano, così come quelle di Landini, che arrivò addirittura a paventare occupazioni di fabbriche, mai poi messe in campo.

I risultati hanno visto 221 voti a favore, 23 contrari e 2 astenuti su 241 votanti. Dati che evidenziano una enorme difficoltà per l’Opposizione de Il Sindacato è un’altra cosa, ad oggi non capace di far penetrare le proprie parole d’ordine tra i delegati. Un dato politico che va analizzato e che è figlio sicuramente della fase autoritaria che investe tutta la società, comprese le organizzazioni sindacali, ma che è anche frutto di un’impostazione sbagliata nel modo d’intendere la lotta alle burocrazie sindacali in CGIL.

Non può, quindi, essere condivisibile l’intervento della compagna Eliana Como, uno dei maggiori dirigenti de Il Sindacato è un’altra cosa, che nel ribadire (giustamente) la contrarietà alla scelta della Re David alla guida del più grande sindacato operaio d’Italia, le augura “buon lavoro come donna” e le chiede di essere il “Segretario di tutti”.

Non è provando ad ammorbidire il nuovo leader FIOM che l’area potrà vincere o costruirsi. Neanche la FIOM cambierà di passo perchè alla sua guida c’è una donna (pure la Camusso è donna, eppure …).
Augurarle buon lavoro significa darle un augurio di lavoro sereno negli apparati della burocrazia sindacale, figure che “lavorano” contro gli operai per mantenere la pace sociale per conto del padronato.
Per questo noi, al contrario, le auguriamo di avere mille problemi e che siano gli operai a procurarglieli.
La lotta a queste burocrazie passa necessariamente per la ricerca quotidiana del contatto con gli operai che lottano, per i picchetti ai cancelli, per un lavoro di agitazione e propaganda costante fuori le fabbriche più importanti del capitalismo italiano, non soltanto per assemblee con la burocrazia sindacale.

L’elezione della Re David è la continuità della linea di Landini, ma Il Sindacato è un’altra cosa non può continuare a fare battaglia contro il neosegretario così come ha fatto con quello uscente. O lo slogan “meno banchetti più picchetti” si traduce in una prassi conseguente o l’opposizione rischia di morire sotto i colpi degli apparati dei funzionari burocratici. Il baricentro per vincere la battaglia in CGIL sono i lavoratori. Per questo l’Area deve cercare l’unità coi settori combattivi anche di altri sindacati, a prescindere dalla tessera di appartenenza, sulla base di una piattaforma di lotta, che possa rafforzare l’unità dei lavoratori e pure la battaglia nel più grande sindacato dei lavoratori d’Italia.

Douglas Mortimer

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