Sgombero di massa in via Gandusio, Bologna

Dopo mesi di silenzi alternati a minacce, di incontri che nulla risolvevano sul piano dell’emergenza abitativa, il Comune di Bologna e ACER (ente che gestisce l’edilizia popolare in Emilia-Romagna) hanno deciso due giorni fa di togliersi una fastidiosa spina nel fianco, cioè parecchie decine di inquilini dei palazzoni di via Gandusio; inquilini che spesso sono “morosi” a causa della politica di contratti sempre più a brevi, a tempo determinato, ai quali segue la prassi di affitti-tagliola triplicati da pagare per rimanere in una situazione di semi-legalità in case che i lavoratori hanno già pagato con decenni di ritenuta Gescal in busta paga.

 

Pubblicato da Associazione Sindacale Pugno Chiuso su Venerdì 14 luglio 2017

 

Già in mattinata via Gandusio è stata invasa da un vasto schieramento di polizia, digos, agenti in borghese, carabinieri con camionette al fine di compiere l’ultimo atto della “politica soft” promessa dal Comune agli inquilini.

Persone anziane, malati, bambini sono stati espulsi a forza dalle loro abitazioni confermando la soluzione che le giunte comunali di qualsiasi colore (in questo caso, la giunta renziana del sindaco Merola) hanno per gli inquilini morosi: tutti per strada, e forse soluzioni esclusivamente temporanee per un numero limitatissimo di inquilini!

 

Pubblicato da Associazione Sindacale Pugno Chiuso su Giovedì 13 luglio 2017

 

Gli inquilini, organizzati con l’Associazione Pugno Chiuso, minacciano di marciare sul palazzo del Comune.

E’ indubbio che la violenza e la frequenza degli attacchi ai lavoratori, ai disoccupati e alle loro famiglie da parte dei padroni e del loro Stato pone oggi in maniera netta la necessità coordinare e unire la lotta di tutti gli organismi della classe lavoratrice, a partire da un comune programma di rivendicazioni che ci permetta di organizzare la battaglia politica contro la borghesia a partire dalla nostra indipendenza politica come classe, con la prospettiva di un nostro governo sulla società, e non di un impossibile governo buono e caritatevole di banchieri e industriali.

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