Contro la violenza padronale e maschilista della Buona Scuola

Pubblichiamo qui il comunicato del Coordinamento Studentesco Rivoluzionario in merito all’accaduto di violenza sessuale subito da quattro studentesse, o forse più, dal capo del centro estetico dove erano obbligate a svolgere l’alternanza scuola-lavoro.

Sono anni che ci battiamo contro questo “nuovo” sistema scolastico che si è andato ad affermare con la “Buona Scuola”, non solo perchè condanna gli studenti al servilismo, allo sfruttamento e alle logiche di precariizzazione del mondo del lavoro, ma perchè con la figura del nuovo preside, del curriculum per gli studenti e l’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro al fine del voto del diploma e della promozione si crea uno stato di terrore psicologico negli studenti.
Nonostante ciò, cioè l’imposizione di prostrasi alla schiavitù lavorativa dell’alternanza scuola-lavoro, l’istituzione scolastica non assicura nemmeno protezione e sicurezza per i propri studenti, in particolare per il proprie studentesse, che sin da troppo piccole si trovano d’avanti una realtà lavorativa troppo comune, fatta di mobbing sul lavoro, di violenza sessuale e verbale, di minacce,ecc.
E’ in questo quadro generale che diviene possibile ciò che è accaduto alle quattro ragazze (forse anche di più) obbligate a svolgere l’alternanza scuola-lavoro in un centro estetico di Monza con a capo un dirigente che le ha ripetutamente violentate; infatti, per timore la studentessa intenta a denunciare si è dovuta rivolgere rivolgere al consultorio e non alla scuola, che ha avuto la totale noncuranza del perchè la ragazza non volesse più ritornare lì per lavorare. Violenze a cui, le studentesse, non hanno avuto il coraggio di sottrarsi perchè il violentatore era colui che doveva compilare la valutazione sul loro lavoro e preparare la certificazione che occorreva per essere promosse.
(http://www.ilmessaggero.it/…/studentesse_minorenni_violenta…)

Iniziare una battaglia contro la “Buona scuola” non è solo una questione di riaffermare i diritti della libertà d’insegnamento, della retribuzione del lavoro, del poter lavorare vicino casa per gli insegnanti, di una scuola orizzontale che tendi ad innalzare il livello culturale e non a degradare le menti degli studenti atrofizzandole e sottraendo ore di insegnamento o studio per essere sfruttati spesso anche in settori lontani dal proprio indirizzo scolastico; qui la questione diventa di difesa della propria vita, che vada dal non dover essere obbligati a lavorare sin da quando si ha 15 anni senza essere pagati a non essere stuprate o minacciati per paura di non essere promossi.

Come compagni del Coordinamento Studentesco Rivoluzionario, va tutta la nostra solidarietà a queste studentesse e per loro e per tutte le altre donne, insegnanti e studentesse, la nostra lotta contro questo sistema scolastico,e non solo, sarà sempre più dura.

OGGI LOTTARE CONTRO LA “BUONA SCUOLA” NON SIGNIFICA SOLO LOTTARE PER IL PROPRIO FUTURO, MA PER LA PROPRIA VITA!

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