Ci hanno rubato Gandusio ma non finisce qui!

Riportiamo il comunicato dell’Associazione Pugno Chiuso a seguito della violenta e illegittima azione di sgombero di massa avvenuta venerdì scorso a Bologna.


Il 12 luglio 2017 il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha emesso un’ordinanza di sgombero per tutti e quattro i palazzi popolari di via Gandusio 6-8-10-12, che prevedeva la possibilità di presentare ricorso da parte degli inquilini e che doveva essere eseguita almeno 15 giorni dopo l’emissione.

Sempre il 12 luglio, ACER ha messo all’asta 197 alloggi popolari di vari quartieri, e nella notte tra il 12 ed il 13 luglio, sotto gli occhi delle guardie private messe da ACER e di almeno una volante della polizia siamo stati attaccati dagli SCIACALLI che in tutti questi anni hanno potuto spacciare eroina e seminare il panico tra i palazzi, indisturbati dalle forze dell’ordine. Abbiamo respinto quasi a mani nude gli aggressori armati di machete, spranghe di ferro e spray urticanti, alcuni di noi sono rimasti feriti ed il nostro presidente ha riportato una ferita in testa, 9 punti di sutura.

L’attacco è stato respinto ma le famiglie si sono spaventate e la mattina dello sgombero, illegittimo ed infame, presi alla sprovvista, molti hanno accettato le soluzioni fasulle offerte dai servizi sociali: divisioni famigliari e soluzioni-tampone di pochi giorni in alloggi fatiscenti assolutamente inadeguati e fuori norma.

I nostri inquilini invece sono andati in Palazzo d’Accursio a presentare il preventivo del conto che il PD e la giunta dovranno pagare e pagheranno politicamente per tutte le loro malefatte: la svendita dell’edilizia popolare, gli sfratti, l’occultamento delle case sfitte e le convenzioni che regalano a Curia e associazioni finto-sociali migliaia di appartamenti popolari.

Grande assente il movimento per la casa bolognese, che forse non esiste più. Ci limitiamo a dire che per un centro sociale si è mobilitata mezza Bologna, mentre per le case popolari di via Gandusio lanciamo allarmi da mesi, ma siamo stati isolati ed inascoltati da tutti: istituzioni, sindacati e movimenti vari. Siamo feriti. Abbiamo la morte nel cuore per i nostri palazzi, la nostra comunità, i nostri bambini senza una casa, le persone rimaste private di ogni cosa, i loro averi sequestrati; e oggi siamo stati colpiti duramente, ma lo giuriamo su tutti quelli che sono morti a causa dell’inquinamento di Hera nei palazzi di via Gandusio e dintorni, da sempre esposti all’aria dell’ex gasometro: NON FINISCE QUI!

Alcune precisazioni sullo sgombero (a scanso di equivoci dopo le panzane dette dalla stampa borghese): innanzitutto i nuclei abitativi sgomberati in Gandusio il 14 luglio 2017 non sono stati una trentina o una quarantina come afferma la stampa di regime e non, disinformata e complice, ma circa 90. Di cui: 30 con contratti a termine scaduto o in scadenza e 10 con assegnazioni definitive che stavano ancora traslocando o avevano deciso di resistere nei palazzi. Tra questi ultimi una signora che stava da 40 anni in Gandusio e non accettava di essere messa da ACER in un ospizio, è andata a prendersi almeno lei alcune cose in cantina con la flebo attaccata tra le spinte delle guardie più ottuse…Tutti gli altri aspettano di prendersi le loro cose chiuse nei palazzi sotto sequestro.
Mobili, cibo, vestiti, ricette di farmaci salva-vita, medicine, effetti personali di ogni tipo…tutto chiuso nei palazzi di via Gandusio.
Stiamo preparando un report più dettagliato in merito e tra poco lo pubblicheremo, ci limitiamo per ora ad esprimere solidarietà ai 3 dipendenti del circolo Guernelli (anche al presidente quindi) per la perdita del posto di lavoro e anche noi siamo allibiti dalle modalità barbare e naziste con cui si sono svolte anche le operazioni di sgombero del “nostro” bar. Siamo altrettanto allibiti che ancora una volta lo scandalo più grosso per quasi tutti i cosiddetti “compagni” sia stato lo sfratto di un circolo e non vedere quasi cento famiglie in mezzo ad una strada, sorvoliamo sulla censura che ancora pesa sulla nostra associazione sindacale, da parte di quasi tutti.

Crediamo che chiunque abbia a cuore gli operai e i bisognosi non possa ignorare quello che stiamo facendo da più di tre anni in via Gandusio. Invitiamo tutte le compagne e i compagni di Bologna alla nostra assemblea di strada oggi alle 18 in via Gandusio alle ore 18, e alla nostra campata permanente davanti i nostri palazzi: non solo per darci solidarietà e aiuto, ma soprattutto per aiutarci ad avere quello che ci spetta, con tutti i mezzi, ovvero avere un alloggio popolare e la restituzione di tutti i nostri averi.

LE CASE POPOLARI SONO DELLA CLASSE OPERAIA E VANNO DESTINATE AI PIU’ BISOGNOSI

NON VI LASCEREMO SVENDERLE A BANCHE E PALAZZINARI

Associazione sindacale Pugno Chiuso

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