ANM: Le bugie hanno le gambe lunghe!

Le nostre preoccupazioni sul PIANO DI RISANAMENTO ANM, il cosiddetto “libro delle favole”, erano fondate, ed i nodi sono venuti al pettine. E’ indispensabile un concreto piano industriale con fondi adeguati da parte dello Stato attraverso la Regione. I milioni di euro messi dal Comune, da soli, non bastano ad ampliare i servizi minimi (competenza regionale) di cui ha bisogno una metropoli come Napoli, terza città d’Italia per numero di abitanti.

La firma del piano “lacrime e sangue”, tanto sbandierata dalle OO. SS. come una vittoria, la salvezza, la panacea di tutti i mali, non ha né allontanato lo spettro del fallimento, né migliorato la situazione economica, anzi! A
seguito della riunione tenutasi dal Prefetto, possiamo affermare che è peggiorata.

Gli sprechi e le clientele sono sempre al loro posto, per nulla eliminati, inutili finora sono risultati i sacrifici effettuati dalle lavoratrici e dai lavoratori che operano in condizioni disagiate e fuori norma. Da un lato faticosamente si tenta di risparmiare qualche euro e dall’altro si brucia il doppio.

Dell’azienda 100% PUBBLICA si rischia che rimangano solo i debiti a carico delle masse povere napoletane!

Di fatto è diventata una azienda che ogni giorno, da anni, privatizza parte delle lavorazioni attraverso un sistema di appalti e subappalti a ditte esterne.
Manca un piano industriale che evidenzi e circoscriva, chiaramente, il perimetro aziendale delle attività di ANM.
Senza futuro non esiste presente, senza un concreto piano industriale non si va da nessuna parte, se non verso il fallimento e la privatizzazione, e i lavoratori, questo, lo stanno iniziando a capire.

Se hanno deciso di scioperare in massa e perdere soldi dalla busta paga significa che la preoccupazione è alta!

La proprietà, il Comune di Napoli, attraverso l’assessore Enrico Panini, ha nuovamente dato delle indicazioni ben precise all’azienda su come e dove tagliare e su come e dove reperire risorse finanziarie per risanare i debiti di ANM. Azioni che incidono poco o nulla sulla parte attiva dei dipendenti ANM, ma che porterebbero condizioni di miglioramento generalizzato, non solo alle bistrattate casse dell’azienda, ma all’intera organizzazione del lavoro.

Si prospettano mesi caldi sul fronte della lotta per i nostri diritti, per il mantenimento dei livelli salariali e occupazionali.

La nostra è una battaglia giusta, soprattutto SOCIALE: l’obiettivo è quello di garantire ai proletari – come afferma Marco Sansone (LINK) – un trasporto urbano moderno, efficiente, puntuale e pubblico, in particolare nelle zone periferiche, aggredendo e colpendo sprechi e clientele.

Uniti nella lotta, uniti nella vittoria. INSIEME SIAMO UNA FORZA!

Di Abel

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