Sansone (USB):”Lotteremo duramente contro la privatizzazione di ANM!”

Pubblichiamo di seguito una dichiarazione del compagno Marco Sansone, delegato ANM (Trasporto Pubblico Locale) dell’Unione Sindacale di Base, sul tentativo ad opera di comune, regione e governo nazionale di regalare l’Azienda Napoletana Mobilità ai privati.


Capiamoci subito. Un lavoratore è un lavoratore e va difeso sempre nella sua dignità.
Detto questo, l’Organizzazione Sindacale che rappresento, l’Unione Sindacale di Base, oltre ad aver fatto della battaglia per i diritti degli inidonei alla mansione di guida una bandiera, ha sempre chiesto in tutte le sedi opportune chiarezza e trasparenza rispetto a quello che oggi, anche su alcuni organi di stampa, viene definito il “fenomeno dei finti inidonei”.
Più volte infatti, l’USB ha denunciato l’inadeguatezza di effettuare le visite mediche attraverso strutture private, anzichè presso ASL pubbliche, come previsto per legge, che avrebbero potuto rendere questo sistema molto più trasparente, tutelando il lavoratore realmente inidoneo e respingendo “furbetti indirizzati” che qualcuno, in malafede, ha “gestito” per anni in cambio di chissà cosa.
Ora, il piano di risanamento proposto dal Comune di Napoli, secondo noi, è un salto nel buio. Non intravediamo in esso quel rilancio del settore necessario e più volte paventato dal Sindaco De Magistris. Racchiude, anzi, il fallimento di tutte quelle promesse fatte in campagna elettorale e conferma lo sperpero di denaro pubblico avvenuto negli anni, senza alcun taglio agli sprechi e senza investimenti certi che parlino di acquisto di autobus, acquisto di treni, assunzione di personale.
Ma c’è di più. Mentre si chiedono sacrifici a cittadini e lavoratori attraverso l’aumento tariffario e la riduzione del costo del lavoro, non si intravedono assunzioni di responsabilità.
Come si sono potuti perdere 120 milioni di euro in 3 anni? Come si sono potuti riempire settori improduttivi a dismisura a danno dei settori produttivi? Chi doveva controllare tutto questo, come ha fatto a non accorgersi di cosa stesse accadendo? Chi oggi teme legittimamente per il suo futuro, perchè fino a ieri non ha detto niente?
Questa terribile situazione che fino a ieri stava bene a qualcuno, oggi è esplosa e non è più contenibile.
L’USB pretende un rilancio concreto del settore che possa garantire mobilità sostenibile alla cittadinanza e tutela vera per tutti quei lavoratori che negli anni, mentre qualcuno giocava sporco, ci hanno messo la faccia attraverso la produzione di un servizio pessimo, per colpe non loro, e che molti sembravano non vedere.
Il dramma di questa situazione non è quello di ricollocare personale dagli uffici ANM ad un servizio utile alla collettività, come può essere quello dell’operatore ecologico, il vero problema, semmai, è accettare un piano di risanamento al buio, senza nessuna garanzia per il futuro e senza nessuna garanzia per tutto quel personale front-line che avrebbe meritato e merita più rispetto.
Oggi lottiamo per chiedere garanzie soprattutto per questi lavoratori, e non per tutelare chi fino a oggi ha solo alimentato e sfruttato un sistema che ha portato al fallimento di un’Azienda storica come L’ANM.
L’USB ribadisce la necessità che l’Azienda rimanga pubblica, e ritiene che il debito accumulato possa essere risanato solo con una forte assunzione di responsabilità politica ed attraverso un’azione congiunta di tutte le parti istituzionali coinvolte: Governo, Regione e Città Metropolitana.
Riteniamo, altresì, che si continui a lavorare al progetto dell’Azienda Unica su scala Metropolitana (ferro/gomma) come da impegno assunto dall’Amministrazione Comunale con la città, e che dipendenti e cittadini non subiscano l’ulteriore danno di una drastica diminuzione del servizio.
I soldi per un rilancio vero vanno presi laddove ci sono: Città Metropolitana possiede un “tesoretto” di circa 500 milioni di euro, da poter utilizzare nel caso si mettano insieme in Azienda Unica ANM e CTP.
Pretendiamo rilancio concreto del settore e cessazione delle politiche di potere clientelare che hanno portato a tutto questo!

Marco Sansone

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