De Magistris al capolinea (ANM): punta la pistola alla tempia dei lavoratori per salvare il suo progetto politico

  • Data : ottobre 11, 2017
  • Sezione : Lavoro

Comunicato della Frazione Internazionalista Rivoluzionaria sui recenti risvolti della vertenza ANM, azienda del trasporto pubblico napoletano e sulle ricadute politiche sulla giunta guidata dall’ex Magistris.


La situazione ANM si sta rivelando giorno per giorno per quello che é : una battaglia sindacale che ha risvolti soprattutto politici.

In queste ore si susseguono trattative in diversi tavoli tra delegazioni dei lavoratori e Comune, che rappresenta la controparte.
Negli ultimi mesi come FIR abbiamo sostenuto in maniera militante gli scioperi, che i lavoratori iscritti alla USB hanno proclamato subito dopo essersi coerentemente rifiutati di firmare un accordo capestro a Marzo, che prevedeva un Piano di Risanamento dell’azienda giudicato insufficiente e senza garanzie dai lavoratori. Siamo giunti ad ottobre e ANM rischia la liquidazione.

Non è in un dibattito di tipo sindacale che c’interessa finire, ma a giudicare dalle pressioni che arrivano da diversi ambienti, la giunta DeMa, in combutta con privati ancora oggi non palesati, sta provando a mettere i lavoratori spalle al muro col ricatto di un accordo blindato: o firmate i licenziamenti e l’azienda resta pubblica oppure la mettiamo in liquidazione.

Mentre Panini, ex burocrate sindacale della CGIL e assessore al Comune guidato dal sindaco arancione con ben 15 deleghe (!), ha il meschino compito di trattare la resa incondizionata dei lavoratori, De Magistris si è rifiutato di presentarsi. Non è un caso. Tutto il suo percorso politico si costruisce attorno alla sua figura, a frasi fatte e a slogan propagandistici ad effetto. La sua presenza nella giunta è totalizzante tant’è vero che spesso è lui stesso a interporsi come interlocutore nelle trattative ai tavoli. Ma questa volta diserta. Lo fa perchè sa bene che la questione ANM non è risolvibile rispettando il Patto di Stabilità e non può metterci direttamente la faccia.
Siamo oramai in piena campagna elettorale e De Magistris sta provando a lanciare il suo partito sul piano nazionale.
Se ci mettesse la faccia sarebbe una batosta per il suo progetto. Ma questo è oramai inevitabile.

A fare da delegati i compagni della USB, che già si sono rifiutati a Marzo di scendere a compromessi. Questo devono continuare a fare, anche contro i pareri delle burocrazie regionali di questo sindacato, che – al contrario – da sempre sostengono il Sindaco, arrivando persino a candidare un uomo dell’apparato – Maresca, dipendente ANM – nelle liste DeMa alle scorse elezioni. Un fatto politico molto grave che palesa la genuflessione dei dirigenti sindacali di questa organizzazione al sindaco arancione. Solo così si spiegano i timidi comunicati del coordinamento regionale sulla questione, dove le responsabilità vengono fatte ricadere quasi sempre su Regione e Governo centrale e quasi mai sulla giunta comunale.

È in gioco la vita di 600 lavoratori e di relative famiglie, ma pure la qualità di vita della popolazione che ha bisogno di avere un servizio di trasporto pubblico che garantisca la possibilità ai proletari di spostarsi. Il TPL è essenzialmente utilizzato da lavoratori, studenti e immigrati, segmenti poveri della società, che non si possono permettere l’acquisto di una macchina e il pagamento di un’assicurazione.

Nelle ultime ore gruppi militanti della sinistra anticapitalista napoletana hanno alzato l’attenzione attorno alla questione. Accogliamo la cosa positivamente – siamo stati gli unici per mesi a dire che bisognasse costruire un movimento di lotta attorno alla questione ANM -, ma ci pare di capire che ancora una volta le responsabilità politiche di De Magistris vogliano essere mitigate sotto la bugia – perchè tale è – dell’impossibilità della giunta a gestire fondi cospicui per via di leggi nazionali.

Come FIR – e come lavoratori ANM che militano nella FIR – chiariamo da subito quale dev’essere per noi il piano politico di questa assemblea: De Magistris è la controparte, rappresenta il governo dei padroni sul territorio e le sue politiche porteranno alla privatizzazione di ANM, con conseguenti ricadute sui contratti e sui diritti dei lavoratori.

A 7 anni dalla sua prima elezione il bilancio della giunta DeMa è di completo fallimento. Chi ad oggi ancora sostiene che De Magistris sia un’esperienza in qualche modo “anomala” deve rompere con il Sindaco. Così come quei consiglieri comunali, che non perdono occasione per ribadire la loro vicinanza ai movimenti sociali e progressivi, dichiarando il proprio appoggio a chi lotta, devono avere la decenza politica di lasciare il gruppo DeMa, se vogliono mostrare coerenza.

Stare con un piede in due scarpe è una politica truffaldina e palese agli occhi delle masse. I proletari possono non capire le trame politiche che vi sono dietro i tecnicismi, siano essi fatti passare anche per “manovre tattiche”, ma conoscono bene i morsi della fame, i rumori delle proprie pance vuote, per cui sanno riconoscere un percorso coerente da un politico bugiardo.

Su questa base è necessario costruire una polarizzazione di classe, su basi programmatiche chiare, a sinistra e contro DeMa, a partire dal rifiuto del rispetto del Patto di stabilità e del Fiscal Compact, che strangolano i comuni e – di conseguenza – i lavoratori delle partecipate.

De Magistris non è soltanto il governatore per conto della borghesia di sinistra della città di Napoli, il suo progetto è molto più ambizioso ed è quello di puntare al parlamento nazionale. È per questo motivo che chiamiamo le organizzazioni della sinistra anticapitalista a una politica coerente e alla lotta contro questo ennesimo seminatore d’illusioni.
Diversamente il rischio è di perdere sia sulla vertenza ANM sia sul versante politico, perchè i lavoratori – a partire da quelli dell’azienda dei trasporti – non daranno alcun credito a una sinistra alla coda di chi licenzia e privatizza.

Rivendichiamo le dimissioni del Sindaco De Magistris e della sua giunta, una parola d’ordine che in queste ore è propria degli stessi lavoratori ANM e che rilanciamo.

Frazione Internazionalista Rivoluzionaria

1 Commenti

  1. Sia Sansone che Vallini sono negli organi regionali e nazionali dell’Organizzazione: per cortesia, non scriviamo cose inesatte Compagni.

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