Il 155 di Pablo Iglesias: Podem Catalogna interviene e prende le distanze da Fachin

Pablo Iglesias prende il controllo di Podemos in Catalogna per forzare l’integrazione di Podem nella candidatura di Catalunya en
Comú, che sarà guidato da Xavier Domènech. Dopo aver applicato il proprio “155” contro Albano Dante Fachin, la direzione statale di Podemos convocherà da Madrid un referendum tra gli affiliati catalani per esprimere il proprio sostegno alla candidatura di Catalunya in Común, e anche per far sì che questo non aderisca invece a formazioni sovraniste che sostengono la Repubblica catalana.

Il segretario generale di Podemos, Pablo Iglesias, e il segretario generale di Podem Catalunya, Albano Dante-Fachin, durante un atto congiunto nel febbraio del 2017                                                                                                                

In una risoluzione approvata dal Consiglio Provinciale Nazionale di Podemos, il partito di Iglesias afferma che la direzione di Podem in Catalogna “non informò la direzione di Podemos sul motivo della loro votazione”, nella sessione del Parlamento di Catalogna che ha votato venerdì la dichiarazione di indipendenza, generando così “disagio” nell’organizzazione. Critica, poi, che “tre dei quattro deputati del Podem non votarono contro una delle due rivoluzioni che parlano specificamente della costituzione di una nuova Repubblica catalana” e che una dei suoi deputati “non votò contro la Dichiarazione di Indipendenza e salutò anzi pubblicamente la nuova repubblica catalana”.

La risoluzione inoltre si riferisce anche al comunicato della corrente “Anticapitalistas” di Podemos, maggioritaria nel CC di Catalogna, che “riconobbe, mediante un comunicato raccolto da tutta la stampa, la nuova repubblica catalana”; dopo di che però, insolitamente, due dei principali referenti dell’“Anticapi” – Teresa Rodriguez e José Maria Gonzalez – si sono smarcate pubblicamente da quel comunicato.

La lettera, scritta nelle ultime ore, fa riferimento anche alle affermazioni di Albano Dante Fachin, segretario di Podem in Catalogna, dove si afferma che è stata una contraddizione partecipare alle prossime elezioni del 21 dicembre ed esprime il suo intento di formare un blocco con le forze sovraniste, prima ovviamente che la direzione della Catalunya en Comú chiarisse che non si presenterà alle elezioni politiche del 21 e non si alleerà con nessuna forza indipendentista.

Infine, la lettera propone la “convocazione immediata di un referendum” tra gli affiliati in Catalogna con quesito: “volete che Podem sui presenti alle elezioni del 21 di dicembre in Catalogna in coalizione con Catalunya en Comú e le forze politiche sorelle che non appoggiano né la dichiarazione di indipendenza, né l’applicazione dell’art. 155, con la sigla Podem nel nome della coalizione e del ballottaggio?”

L’intervento di Pablo Iglesias contro Fachin era già stato avanzato questa domenica dal cofondatore Juan Carlos Monedero, che riteneva che la formazione “di casa” doveva “provare la sua rabbia” per le posizioni della formazione catalana e che proprio per questo motivo era necessario “mettere fuori dall’organizzazione il Podem e il suo segretario generale, Albano Dante Fachin”.

Secondo Monedero, “bisogna reinventare Podemos e costruire una nuova forza politica impegnata in Catalogna e in Spagna”.

Mentre si prendeva questa decisione da Madrid, il Consiglio Provinciale di Podem Catalogna ha stimato questo pomeriggio in una sessione straordinaria che le elezioni autonome convocate da Mariano Rajoi che con l’applicazione dell’art. 155 “non possono essere considerate normali e ci sarà quindi una contro risposta all’altezza di queste”. Allo stesso modo la direzione di Podem ha deciso di aprire “una serie di contatti con organizzazioni politiche e sociali impegnate nella difesa dei valori democratici, nel diritto a decidere del popolo catalano e nella difesa dei diritti sociali”. Una posizione che prevede una dura battaglia tra il ramo catalano della formazione di casa e la direzione statale di Madrid.

La vergognosa posizione di Podemos e dei suoi soci di Izquierda Unida di fronte alla questione catalana, che hanno rifiutato di riconoscere la Repubblica catalana per non essere stata proclamata in modo “legale” – cioè per non aver rispettato l’istituzionalità del ’78 che nega il diritto all’autodeterminazione dei popoli – mostra ancora una volta, con questo vergognoso colpo di mano burocratico al Podem Catalogna, l’imposizione del suo cosiddetto motto “né con gli indipendentisti, né con il governo di Madrid”. Ma ovviamente, nel Podemos, “decide la gente”.

Traduzione di Azimuth
Fonte originale: La Izquierda Diario

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