TransFreedomMarch: Per una comunità LGBT combattiva!

Pubblichiamo, di seguito, il testo del volantino distribuito dalle compagne e dai compagni di Non Una Di Meno – Tavolo Lavoro e Welfare a Napoli, durante la Trans Freedom March nazionale, appuntamento della “Transgender Day Of Remembrance”, giorno in cui si ricordano tutte le vittime dell’odio transfobico. La marcia si è tenuta nel capoluogo campano proprio perché delle tante vittime di odio transfobico in Italia, dall’inizio del 2017, il capoluogo campano è forse quello in cui sono state uccise il maggior numero di persone transgender.


LIBERTÀ PER OGNI IDENTITÀ DI GENERE!

In una società che punta al conformismo, alla macchinazione dell’individualità e della conoscenza, già l’esprimere se stessi è un atto che richiede una gran forza e una forte presa di coscienza. Purtroppo però non ci si può limitare solo al volerlo in un mondo che se ti considera “diverso” ti vuole schiacciato, ma è necessario lottare per riuscire ad ottenerlo.
Per questo l’unità di tutti i gruppi discriminati è fondamentale per riuscire a liberarsi dalle catene dell’oppressione del patriarcato e del capitalismo.

L’identità di genere è stata fin troppo sottovalutata ed incompresa. La comunità Transgender, nel capitalismo, fatica ad entrare legittimamente nella società, senza avere vita facile sia nell’approccio al mondo scolastico che nella ricerca di un lavoro. Fin troppo spesso vittima di bullismo nell’infanzia-adolescenza e soprusi nell’età adulta.

Tutto ciò fa si che l’intera comunità venga relegata ai confini.
É imprescindibile la necessità attuale di tutelare la gioventù che inizia il percorso identitario Transgender attraverso gruppi di ascolto e assistenza nelle scuole, fatte dalle scuole, dove chiunque si senta violato possa avere sostegno e possa essere tutelato, anche fisicamente, se necessario.

In un periodo storico che vede, come soluzione di uscita dalla crisi, da un lato l’avanzare delle destre, con tutto l’arretramento culturale e conservatore che portano, e dall’altro una estrema precarizzazione del mondo del lavoro per i gruppi più marginalizzati, a partire dalle donne fino agli immigrati, diventa quasi impossibile trovare un lavoro dignitoso.

Per questo diviene imprescindibile un fronte comune di lotta che rivendichi prima di tutto il lavoro per tutti e tutte, sia salariato in egual misura. La questione di genere, LGBTI+, degli immigrati, delle prostitute, dei precari, dei lavoratori a nero o sottopagati, non sono questioni distinte tra loro. Si basano tutte sulla disuguaglianza di un sistema diviso in due sole classi, chi è oppresso e chi opprime, e chiunque faccia parte degli oppressi è unito agli altri, anche se anni di attacchi e impoverimento sia ideologico che materiale cercano di dividerci.

L’unità nelle lotte è il primo passo per interagire con dei frammenti di questa società a loro volta vittime di ideologizzazione, ai quali la società ha continuamente presentato un modello ben preciso dell’identità di genere, dualistico, e della stessa identità sessuale. L’Eteronormatività è frutto di questa manipolazione sociale, figlia della famiglia mulino bianco, che da Religione e Stato è stata usata per dividere i fronti di lotta per il lavoro, con l’ausilio della discriminazione di genere e di orientamento sessuale.

Non è solo con una legge che si placa l’omotransfobia! Per quanto sia auspicabile e progressista, non è sul piano giuridico che si gioca la battaglia dei diritti e del riconoscimento di genere, ma su quello della lotta contro chi discrimina e chi costituisce questo sistema di discriminatori.

L’unico modo per superare la ghettizzazione è l’abbattimento di quelle mura che dividono internamente il fronte degli sfruttati.
E’ il momento di Cambiare. E’ il momento di Lottare!

 

 

 

PER UN LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI! PER UNA TRANS FREEDOM MARCH COMBATTIVA!
PER UNA LOTTA DI CLASSE UNITARIA DI TUTTI GLI OPPRESSI!

 

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