A Gricignano di Aversa il business sui migranti si fa col piombo

La popolazione li definisce nei modi più beceri: “negri di merda”, “vengono qui a rubare lavoro agli italiani”, “sono mantenuti coi soldi dello Stato”. Una vulgata tossica e falsa figlia della propaganda della destra xenofoba oramai diffusissima in tutto il Paese.

Nessuno, però, pone l’attenzione sul sistema di c.d. “accoglienza”, ovvero un business di speculazioni sulla vita di migranti costretti ad andare via per chilometri dalle proprie case abbandonando famiglie e affetti alla ricerca di una vita migliore.
I richiedenti asilo sono una fonte di guadagno per (false) Cooperative. Società che dietro una forma giuridica apparentemente orizzontale celano i peggiori affari e, tal volta, malavitosi.
In altri settori, le cooperative speculano sulle merci in sè, in questo caso lo fanno con esseri umani trattati alla stregua della merce.
La storia di Bobb Alagie diciannovenne migrante ospitato nella casa famiglia gestita dalla cooperativa “La vela” di Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta.
Bobb era arrivato dall ‘Africa centrale già con i suoi guai fisici. Aveva una spalla ed un gamba ferite per cui necessitava di assistenza medica.
Le richieste di Bobb ai responsabili della “casa famiglia” non sono state mai ascoltate ed era finito costretto a chiedere la carità per le strade del Paese. Alla ribellione sua e di altri 160 richiedenti asilo – con l’incendio di una stanza della struttura di proprietà della cooperativa – Carmine Della Gatta, co-gestore della cooperativa estrae una pistola e gli spara un colpo in bocca.
Fortunatamente è sopravvissuto all’agguato, ma non può più parlare. Il suo coraggio e la sua ribellione sono un esempio per chi intende lottare contro questo sistema di schiavitù, miseria e razzismo.
Pietro Tresso

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