Reddito di inclusione, fumo negli occhi dei lavoratori

Il reddito di inclusione (rei) è un sostegno economico destinato alle famiglie al di sotto dei 6000 euro annuali di reddito (una parte assolutamente esigua della popolazione). Oarte dalla cifra di 187 euro fino ad un massimo di 475 euro per le famiglie che hanno 3 figli a carico.

La legge che lo istituisce è stata approvata ad agosto 2017.
Il 1 dicembre 2017 si sono aperte le domande da fare nei propri comuni e da gennaio 2018 verrano introdotte all’INPS.
Dal sito del ministero del lavoro, si informa che la legge non prevede soltanto il “sostegno” ai bassi redditi, ma che promuove anche corsi di formazione per l’ inserimento al lavoro.
L’ennesima presa in giro ai danni dei lavoratori. Al REI possono infatti accedere pochissime famiglie in Italia. Una manovra populista destinata a gettare fumo negli occhi per raccattare voti, come fu quella sugli 80 euro, che moltissimi hanno dovuto poi restituire.
I politici del capitalismo italiano utilizzano tutti i metodi possibili per ingannare una classe operaia mortificata da inganni, tradimenti e ricatti ad opera di burocrazie sindacali e partiti tradizionali della sinistra.
Salari non adeguati all’inflazione con accordi bidone firmati dalla triade confederale; pacchetto Treu; Legge Biagi, tagli alla sanità: le condizioni di vita dei lavoratori sono peggiorate, mentre i profitti dei capitalisti sono addirittura triplicati dalla crisi.
Lo smantellamento dei Centri per l’Impiego, gli uffici di collocamento, ha prodotto un proliferare di agenzie di lavoro interinale gestite da burocrazie sindacali e con quote di proprietà degli imprenditori. In poche parole gli imprenditori così prendono i soldi pubblici e guadagnano sia dal salario diretto dei lavoratori che da quello indiretto (soldi pubblici).
Smascherare tali manovre è il primo passo verso la ribellione.
Pietro Tresso

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