Elezioni 2018: il pensiero di un lavoratore ANM

Pubblichiamo, di seguito, una breve riflessione di un lavoratore del trasporto pubblico Napoletano circa le prossime elezioni e gli schieramenti, a sinistra o meno, che se la giocheranno.


Bisogna capire cosa succede da queste parti in vista della prossima tornata elettorale, per evitare ulteriori danni al proletariato, sempre più mal istruito, arrabbiato, meno politicizzato e sofferente di mal di pancia… Bisogna avviare un momento di riflessione e analisi in tutte le realtà per spiegare effettivamente chi sono e cosa cercano movimenti come “Potere al popolo” ,”Movimento 5 stelle” ecc…

Per quanto mi riguarda, non credo ad una sola parola dei loro programmi, anche perché, a una lettura più attenta, non mi pare che emergano punti che effettivamente mi lascino pensare che “c’hanno ragione” su certe risoluzioni. Non è un caso che uno dei punti di rottura, almeno per me, che reputo assurdo e dal vecchio sapore di un tipo di politica già condannata dalla storia, sia la piattaforma EuroStop.

Sebbene mi possa attenere solo ad una analisi parziale, ragiono come uno dei tanti… uno che sa coscientemente a chi si sta rivolgendo e che crede nell’intelletto altrui.

Dicevo, EuroStop, la piattaforma che è stata per mesi -se non per anni- uno dei vessilli di Luciano Vasapollo e della Rete dei Comunisti, per non parlare di Contropiano. Tutta gente legata da sempre al Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista d’Italia, ora PCI, alle frange più borghesi dei radical-chic dei Radicali, alle analisi più disparate e sovranisteggianti, prestanti il fianco alle destre più reazionarie e fasciste del panorama attuale, sebbene superino (o meglio indietreggino), ma anacronisticamente, la storia di interi movimenti, che vedevano gli attuali dirigenti di questi partiti come “i giovani ribelli”.

Analizzando un po’ la storia recente di questi vecchi che camminano, sta gente, da sempre firmataria dei peggiori accordi e delle peggiori leggi con lo stato e con la borghesia nazionale, come crede di dare più lavoro se non cingendo ulteriori patti e contratti capestri con la Confindustria? Come risolveranno l’annosa questione dell’articolo 18? Come risaneranno la scuola, i trasporti e la sanità?

Ma se fossero stati contro l’abolizione dell’articolo 18, come oggi vanno sbandierando, la buona scuola di Renzi, i contratti interinali, Equitalia con le sue gabelle tutte applicate sulla pelle dei più deboli economicamente, le tante leggi di precarizzazione approvate tempi addietro, perché, mi chiedo, in tempi non sospetti, hanno votato a favore della perdita dei diritti e all’inasprimento delle leggi speciali a mezzo di Minniti? Oggi mi chiedo: vuoi che sia io lo scemo del villaggio?

Se non li fermiamo, non gli facciamo una degna lotta, i prossimi nomi che leggeremo sulle lapide saranno i nostri! Lupus in fabula.

Fabio Manta

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