Centinaia di fascisti per le strade di Roma commemorano i morti di Acca Larentia

 

Lunedì 7 gennaio, in occasione del quarantesimo anniversario della così detta strage di Acca Larentia, una nutrito corteo fascista organizzato da Casa Pound ha sfilato per le strade del quartiere san Giovanni/Tuscolano. Una presenza preoccupante, anche numericamente, che ha colpito e fatto discutere. In realtà sappiamo che negli ultimi anni le aggressioni fasciste sono aumentate e che questi gruppi sono più che mai protetti dai loro legami con istituzioni borghesi, polizia e parte della criminalità locale – basti pensare al clan Spada di Ostia.

Alemanno ed altri personnaggi dell’estrema destra hanno accusato la sindaca Raggi per la totale assenza della sua giunta. La sindaca tuttavia si è guardata bene dal fare una qualche professione di antifascismo, fosse anche solo a parole, e si è affrettata a scagionarsi da tante accuse dando la colpa ad un malore.

Per non abbandonare il quartiere a questo triste spettacolo, alcuni gruppi hanno organizzato un presidio antifascista davanti alla sede del comitato di quartiere Alberone. Il nucleo romano della Frazione Internazionalista Rivoluzionaria ha portato la sua solidarietà militante al presidio, insieme alla rivendicazione di un antifascismo militante e di classe. Ne riportiamo il comunicato.

 

 

Come Frazione Internazionalista Rivoluzionaria pensiamo sia un nostro dovere portare sostegno militante ad ogni manifestazione di antifascismo. Ciò non vuol dire dare una semplice testimonianza o unirsi ad un rito che, spesso svuotato da veri contenuto politici, finisce per mettere d’accordo le forze più disparate (sinistra borghese e riformista, sindacati confederali, etc.).

 

Il fascismo continua ad essere un pericolo concreto sia nell’immediato, sia in prospettiva. Nell’immediato, perché i militanti politici e sindacali devono spesso subire ritorsioni, ma anche perché le sue distorsioni impediscono a parte dei proletari di identificare nel padronato e nello stato borghese il loro vero nemico; in prospettiva perché il fascismo, durante potenziali crisi prerivoluzionarie, ha spesso agito come difensore della proprietà privata nella prospettiva di una restaurazione dello stato borghese.

 

Il fascismo non è una mancanza di democrazia. Esso è il cane da guardia del capitale, che interviene quando lo stato borghese vacilla nel preservare la proprietà privata. Fascismo e democrazia borghese sono due facce della stessa medaglia, servono lo stesso padrone: la borghesia. Lo dimostra il golpe di Pinochet in Cile, lo dimostra la guerra civile spagnola, per non parlare dell’esempio italiano.

 

Ogni professione di antifascismo sulla base di una celebrazione della Costituzione, dell’Italia repubblicana o della democrazia borghese è quindi una colpevole distorsione. Solo un proletariato organizzato e cosciente del suo ruolo storico potrà spazzare via la barbarie del fascismo. A partire da ora è necessario che i proletari più attivi nelle lotte siano in prima fila nel contrastare e marginalizzare i fascisti.

 

Solo un’egemonia del proletariato organizzato nei movimenti antifascisti potrà togliere ogni base sociale di consenso al fascismo, fino a cancellare la sua barbarie dalla storia e con essa quella della schiavitù salariata.

 

FRAZIONE INTERNAZIONALISTARIVOLUZIONARIA

 

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