Egitto. In carcere per aver difeso il diritto di protestare e scioperare

Riportiamo il comunicato della Rete Egypt Solidarity che denuncia il giro di vite repressivo che il Governo egiziano alleato dell’imperialismo italiano sta attuando contro avvocati e militanti sindacali della sinistra indipendente e combattiva egiziana che hanno animato la rivolta delle primavere arabe del 2011.
Lottare contro l’imperialismo di casa nostra che fa affari con la dittatura egiziana è uno dei compiti dei rivoluzionari e del movimento operaio.


L’avvocatessa attivista Mahienour el- Massry e il leader sindacale Moatasem Medhat sono stati incarcerati per due anni da una corte egiziana, per violazione di una legge sulle riunioni pubbliche imposta dalle autorità coloniali britanniche nel 1914.

Mahienour e Moatasem sono in carcere dal loro processo a novembre e faranno appello contro la sentenza il 13 Gennaio. Anche gli avvocati Asmaa Naeem e Waleed El Ammary e l’attivista Ziad Aboul Fadl hanno sono stati condannati a tre anni in contumacia. In aggiunta alla Legge sulle Assemblee del 1914, l’accusa ha affermato che gli imputati hanno violato la legge per la repressione delle proteste del 2013, per atti di “Teppismo” e avere “insultato il Presidente”.

L’unico testimone dell’accusa è un ufficiale di polizia, che nella sua relazione sull’incidente ha dichiarato che gli imputati se ne erano andati prima che arrivasse sul posto.

Le accuse contro Mahienour e Moatasem e i loro colleghi si riferiscono a una dimostrazione durante l’ondata di proteste contro il trasferimento delle Isole di Tiran e Sanafir dall’Egitto all’Arabia Saudita, ma è chiaro che il vero obiettivo è di metter dentro gli attivisti chi si espongono per difendere lavoratori e attivisti perseguitati dalle autorità.

Mahienour, una premiata avvocatessa dei diritti umani, è nota per il suo lavoro nel difendere attivisti, sindacalisti e rifugiati siriani dalle persecuzioni da parte delle autorità.

È stata imprigionata nel 2015 in un caso collegato con proteste sul assoluzione di poliziotti accusati dell’ l’omicidio di Khaled Said, il giovane di Alessandria la cui morte nel 2010 ha scatenato il movimento di protesta che ha spianato la strada alla rivolta del 2011.

Il sindacalista Moatasem Medhat ha fornito prove alla corte che lui non era nemmeno presente alla protesta, ciononostante ha ricevuto una condanna a due anni di carcere.

Membro del Partito Pane e Libertà, Moatasem è uno dei fondatori del sindacato indipendente della fabbrica Lord di apparecchi per la rasatura con il ruolo di segretario del sindacato prima di essere perseguitato e licenziato per il suo attivismo sindacale .

Mahienour e Moatasem sono solo due di decine di migliaia in carcere per accuse inventate dal regime militare autoritario di Abdelfattah al- Sisi.

Amnesty International fornisce notizie dettagliate su come le autorità egiziane hanno usato “Arresti arbitrari di massa per sopprimere manifestazioni e dissenso, detenzione giornalisti, difensori dei diritti umani e manifestanti. “Forze di sicurezza regolarmente impegnate in torture, sparizioni forzate e uccisioni extragiudiziali, e hanno recentemente lanciato un omofobico giro di vite sulle persone che si presume siano LGBT

fonte: www.egyptsolidarityinitiative.org

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