L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato – cap. 8

  • Date : febbraio 6, 2018
  • Category : Teoria

Mentre nel capitolo prima abbiamo visto la costituzione delle popolazioni del Nord e Centro Europa al tempo della loro costituzione gentilizia, in questo capitolo osserveremo invece dettagliatamente la formazione dello Stato anche in queste popolazioni e in particolare presso i Tedeschi, allora sparsi in varie zone dell’Europa. È bene ricordare che i popoli europei odierni sono nati dall’incontro di due matrici culturali generatrici, i Romani e varie popolazioni barbariche dall’altro, tra cui i Goti. La mescolanza dei Romani con questi ultimi ha dato vita ad alcuni Stati a popolazione neolatina, mentre invece altrove queste popolazioni non si sono mescolate a comunità ed entità statali latine, come nel caso dei Normanni e gli Anglosassoni nella  Gran Bretagna e nel nord della Francia o degli Slavi in Polonia e in Russia. Nonostante poi le aspre controversie degli ultimi tre secoli tra i discendenti di queste popolazioni (ad esempio tra tedeschi e francesi), i popoli europei sono tutti cugini tra loro, talvolta anche letteralmente: lo zar Nicola II e re Giorgio V di Inghilterra ad esempio erano cugini, il figlio dello stesso zar era il nipote della Regina Vittoria e anche il Kaiser tedesco Guglielmo II era imparentato con Giorgio V. Ma la formazione e l’evoluzione dei vari Stati attraverso varie forme prima (regni, imperi e stati nazione), ha fatto si che queste cuginanze andassero a poco a poco dimenticate. A prevalere fu la così detta ragione di Stato con tutti gli interessi che essa nasconde; per questa durante le grandi guerre del secolo scorso la forza lavoro delle rispettive nazioni si sterminava nelle trincee – le guerre sostanzialmente le fanno le classi povere. Segno questo che lo Stato ha diviso ulteriormente gli uomini, che comunque già prima della sua formazione avevano conosciuto alcune divisioni culturali e linguistiche.

8- La formazione dello Stato presso i Tedeschi

Ai tempi dell’Impero Romano il popolo tedesco della Germania Magna contava all’incirca 5 milioni di abitanti, ma in realtà popolazioni di origine germanica erano situate anche nelle zone dei Carpazi (Rep. Ceca e Rep. Slovacca) e lungo il Danubio (Austria).  In totale nei primi anni dell’Impero di Augusto possiamo contare all’incirca 6 milioni di tedeschi.

Dopo l’emigrazione nei territori dell’attuale Germania questi popoli conobbero un progresso tecnologico abbastanza rapido, in particolare per quanto riguarda l’industria bellica. Durante il periodo dell’Impero Romano sulle rive del Baltico fioriva già una sviluppata industria metallurgica e tessile, un commercio attivo con l’impero ed un certo lusso tra i ricchi. Sempre in questo lungo lasso temporale l’aumento demografico spinse i Tedeschi ad un’offensiva lungo tutta la linea del Reno, del vallo di frontiera romano e del Danubio, dal Mare del Nord al Mar Nero. In generale questa lunga offensiva durò all’incirca 300 anni, durante i quali gli alto-tedeschi, chiamati anche Erminoni, occuparono i territori sull’alto Danubio; gli Iscevoni noti come i Franchi, occuparono i territori oltre il Reno, l’attuale Francia; mentre gli Ingevoni occuparono la Britannia. E mentre i Tedeschi e gli altri popoli di origine gotica fondavano i loro Stati, la civiltà greca e romana era ormai alla fine. Roma si era ormai espansa troppo e le province dell’impero incominciavano a manifestare un malcontento ormai incontrollabile anche per l’impero stesso. Senza contare che ormai le condizioni di vita dei sudditi continuavano a peggiorare, oppressi sempre più dall’usura e costretti a pagare imposte sempre più alte. Il commercio e l’artigianato non fruttavano più e anche l’agricoltura su vasta scala incominciò ad andare in rovina, tanto che i grandi appezzamenti a poco a poco vennero spezzettati e assegnati a fittavoli che non erano schiavi ma nemmeno propriamente uomini liberi, in quanto potevano essere venduti assieme all’appezzamento di terra. La vecchia schiavitù, non rendendo più dal punto di vista economico, era decaduta: non scomparve certo per motivi di eticità.

Nel frattempo in quelle province dove c’era una certa presenza piccoli contadini liberi oltre ai coloni, questi , per sfuggire ai soprusi di giudici e funzionari ma anche agli eserciti stranieri, si misero sotto la protezione del patronato di un potente in cambio del trasferimento nelle sue mani della loro proprietà. È così che nacque il feudalesimo (le corvée), un sistema che nel corso dei secoli si evolverà fino agli stati-nazione. Un sistema analogo lo utilizzò la Chiesa nel IX e X secolo per accrescere i suoi possedimenti. Alla fine, dopo secoli e secoli si era ritornati ad una forma  di forte subordinazione, l servitù della gleba: la società dopo quattro secoli non era progredita di molto. Le stesse classi dell’epoca romana, nonostante i considerevoli mutamenti sociali avvenuti, le ritroviamo al tempo di Carlo Magno. Bisogna però riconoscere che era stata per lo più abolita l’antica schiavitù, nonostante essa sopravvisse in aree e contesti circoscritti fino a buona parte del Medioevo.

L’impero fu comunque ben presto invaso e spartito per i due terzi fra i vari barbari germanici secondo la costituzione gentilizia: grandissime estensioni di territorio rimasero indivise, in parte in possesso di tutto il popolo, in parte delle singole tribù e gentes. Ma ben presto, a mano a mano che Tedeschi e Romani andavano fondendosi, la gens scomparve e la suddivisione del suolo incominciò a diventare proprietà privata alienabile, ad eccezione di boschi e pascoli che rimasero ad uso pubblico. La costituzione gentilizia si preservò maggiormente dove la comunità di marca (Francia del nord, Inghilterra, Germania, Scandinavia) si trasformò in una costituzione a carattere locale acquisendo la capacità di inserirsi nello Stato. Ma la costituzione gentilizia era incompatibile con tutta quella nuova massa di individui che i Tedeschi avevano inglobato con l’impero e di conseguenza altra scelta non ebbero se non fondare un nuovo Stato.

Nel regno dei Franchi, ad esempio, la prima cosa che fece il capo militare diventato sovrano fu trasformare la proprietà popolare in beni della corona, cioè sottrarli al popolo per sostenere il potere regio ma anche per procacciarsi il favore dell’aristocrazia tramite doni di terre. In seguito il re rafforzò la sua corte affiancando alla sua scorta militare abili scrivani, giuristi, artisti, etc. Inoltre presto l’antica assemblea popolare divenne una semplice assemblea tra i capi dell’esercito. L’esercito, che prima quindi era di leva, divenne in seguito un corpo composto da servitori dei nobili e al completo servizio del re. Successivamente sarà proprio questa nuova riorganizzazione dell’esercito a porre fine al regno dei Franchi, sostituito da quello dei Normanni in quanto molti contadini non erano più in grado di difendersi né l’esercito regio era in condizioni di proteggere i suoi sudditi.

Azimuth

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