Mélenchon, paladino dell’esercito francese

Il fenomeno della France Insoumise, guidata da Jean-Luc Mélenchon, con il suo inaspettato exploit alle ultime elezioni che ne ha fatto la principale forza politica “di sinistra” in Francia, ha destato molto interesse e simpatia nella sinistra italiana, tanto da portare a una partnership “ufficiale” e a un sostegno aperto a Potere al Popolo. Ma che politica rivendica concretamente Mélenchon?

Giovedì 8 febbraio 2018, i deputati della France Insoumise Jean-Luc Mélenchon, Bastien Lachaud e Alexis Corbière hanno tenuto una conferenza stampa all’Assemblea nazionale (parlamento) sulla legge della programmazione militare. Hanno denunciato la mancanza di mezzi per l’esercito e la visione strategica debole del governo Macron, il quale ha previsto un aumento di bdsget di 295 miliardi di euro alle forze armate, del quale però il 60% avverrebbe dopo la fine dell’attuale mandato di governo.

La “sinistra nazionale” francese di Mélenchon, invece che opporsi a questi aumenti di spesa per l’apparato militare che corrono paralleli a tagli e politiche di devastazione dello standard di vita della classe lavoratriche, si lamenta perché i parlamentari sono stati informati con grande ritardo della proposta di legge e… che l’aumento di budget dovrebbe essere tutto e subito!

Questi signori che stanno causando enormi danni alla sinistra e al movimento operaio francese, che non mancano di convocare mobilitazioni contrapposte agli scioperi unitari del sindacalismo francese, rivendicano “l’indipendenza della Francia tramite l’uscita dalla NATO e la politica di deterrenza nucleare”.

Politici borghesi al servizio dell’imperialismo francese e delle sue spedizioni militari coloniali in Africa: questo sono sono Mélenchon e i dirigenti della France Insoumise! Il fatto che buona parte della sinistra francese, in primis quella riformista e pacifista, si sia accodata a questi mascalzoni, è indice della sua profonda crisi e della necessità di tutt’altra prospettiva per i lavoratori, i disoccupati, i pensionati: il loro obiettivo deve essere una politica basata sui loro interessi come classe lavoratrice, non sugli interessi dello Stato francese e delle sue forze armate, che esistono per difendere i grandi capitalisti e la loro proprietà privata, in patria e nelle (ex) colonie!

Mélenchon ha dichiarato, nella sua visita a Napoli ai candidati di Potere al Popolo, che, se fosse italiano, li voterebbe. Se noi fossimo francesi, non solo non voteremmo e non appoggeremmo mai una tale schifezza anti-operaia, ma le dichiareremmo una guerra politica senza sosta per contenderle l’egemonia sulla classe lavoratrice, sui giovani, sulle donne. Come fanno i compagni di Révolution Permanente.

A bas Mélenchon! Vive l’indépendance politique de la classe ouvrière française!

 

Giacomo Danielevic

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