Il posizionamento della Nato nell’est europeo

Nel gennaio del 2017 iniziò il dispiegamento delle truppe Nato per  l’Operation Atlantic Resolve. Gli Usa parteciparono con 6.000 uomini.  Il trasferimento  di mezzi e soldati Usa per la Germania fu ordinato da Obama il 29 dicembre del 2016. L’esercitazione si è svolta in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Romania. Uno schieramento di carri armati e mezzi pesanti superiore alle altre operazioni militari che si sono intensificate dopo il colpo di stato a Kiev del febbraio del 2014. L’utilizzo di un numero sempre maggiori di carri armati e di mezzi corazzati è contemplato nei piani di guerra della Nato. Nel documento dell’Atlantic Council, scritto dal gen. David Barno e da Nora Bensahel, In vista della guerra con “grandi potenze” (Russia e Cina) nel documento è prevista la ricreazione delle di unità di cavalleria pesante e di divisioni corazzate, unità di combattimento per guerre convenzionali (contro grandi potenze) e non per guerre come quelle in Afghanistan ed in Irak. L’esercito del modello Rumsfeld, “per conflitti irregolari limitati”, che ha fallito in Afghanistan ed in Iraq, dev’essere sostituito da un’armata adatta alle “minacce strategiche”: “una guerra futura contro una grande potenza che potrebbe minacciare la sopravvivenza nazionale richiede un esercito che cresca di molti ordini di grandezza per prevalere. Per combattere e vincere la prossima grande guerra l’esercito deve essere in grado di assorbire un enorme afflusso di dollari e decine di migliaia di reclute di leva, e trasformarli rapidamente in una forza di combattimento efficace”(1).

Operation Atlantic Resolve del 2017 è stata preceduta da due importanti esercitazioni nell’Europa dell’est: l’Operazione Anaconda 2016 e l’operazione Dragoon Ride e una serie di altre esercitazioni dal marzo al maggio del 2015. Nell’operazione del 2016, per la prima volta dal 1941 i carri armati tedeschi hanno attraversato la Polonia.  L’esercitazione si svolse a Drawsko Pomorskie, nord di Varsavia,  per 10 giorni dal 10 giugno 2015. Al comando di circa 30 mila soldati usa, polacchi e degli altri paesi nato c’era il gen. Marek Tomaszycki (polacco).

Dragoon Ride, alla fine del marzo 2015,  fu una marcia trionfale della Nato: un convoglio di mezzi corazzati partì dall’Estonia per  riportare le truppe USA nella base di Vilseck in Germania truppe Usa, dopo un’esercitazione durata alcuni mesi nel Baltico. Il viaggio di 1100 km attraverso Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca fino alla Germania lungo strade principale per abituare le popolazioni alla presenza di truppe statunitensi in funzione antirussa. Nello stesso tempo i soldati  della173a Brigata Aviotrasportata addestravano tre battaglioni di truppe della guardia nazionali ucraina(ben prima dell’Accordo di Minsk 1,  il 5 settembre 2014, le forze fasciste ucraine erano entrate nella Guardia Nazionale ucraina, così toglievano al governo golpista di Kiev l’incomodo di doverle disarmare, così come era stato deciso nell’accordo di Minsk).

Nel 2015 dal marzo 10 di marzo al 25 di maggio si svolsero importanti manovre e posizionamento di truppe e mezzi nell’Europa dell’est:

-10 marzo: mezzi militari corazzati trasferiti, in Lituania;
– 12 marzo: unità corazzate “Abrams” e due plotoni di paracadutisti americani arrivano nella città estone di Tapa;
– 15 marzo;: treni blindati della NATO hanno sono partiti per l’est della Romania;
– 22 Marzo: in Lettonia arrivano unità della guardia nazionale dello Stato del Michigan.
– 25 marzo: al 2 ° Squadrone del 2° Reggimento di Cavalleria dell’esercito degli Stati Uniti dall’aeroporto rumeno di Costanza si è trasferito nella città di Galati, a pochi chilometri dalla zona di Odessa. Lo stesso giorno sono iniziate le esercitazioni militari internazionali in Bulgaria e Romania;
– 26 marzo: via Austria procedette verso est treni con veicoli da combattimento “Bradley” della fanteria USA;
– 13 aprile: la Lituania ha lanciato esercitazioni militari insieme a Polonia, Stati Uniti e Portogallo;
– 20 aprile: paracadutisti e carri armati statunitensi hanno partecipato alle esercitazioni in Estonia;
– 21 aprile: l’aviazione della Nato e aerei da guerra finlandesi e svedesi hanno iniziato esercitazioni nei paesi baltici;
– 23 aprile: 15 carri armati “Leclerc”, e 300 soldati francesi arrivano in Polonia;
– 30 aprile: 4 aerei d’attacco aereo USA atterrano in Estonia;
– 4 maggio: in Norvegia ha iniziato esercizio anti-NATO denominato “Dynamic Mongoose (“Agile Mangusta”). Alle manovre hanno preso parte truppe e mezzi di11 paesi;
– 11 maggio: al largo della costa della Lituania al Mar Baltico esercitazione Nato, alla quale hanno partecipato 20 navi da guerra e tre navi appoggio;
– 18 maggio: in Romania esercitazioni per “test di abilità per fanteria, gestione e uso di sistemi anti-carro e pianificazione e gestione dei cecchini “;
– 25 maggio: nella Lapponia finlandese, nel nord della Svezia e Norvegia esercitazioni Arctic Challenge. Le manovre dureranno fino al 5 giugno. Oltre 3.600 soldati e 115 veicoli militari, caccia F-16, F-18, Hawk T1, Tornado GR4, Mirage 2000, Eurofighter Typhoon e nave petroliera.

Il generale Hans-Lothar Domröse, capo supremo del Comando delle forze alleate interarmi della Nato a Brunssum (Olanda), intervistato, il 7 novembre 2014, dal quotidiano tedesco Die Welt, annunciava la costituzione di una forza di reazione rapida tra i 4.000 e i 7.000 soldati mobilitabili tra i tre e i quattro giorni nel teatro di guerra con una flotta aerea di grandi proporzioni e esercitazioni militari di 40 mila unità da condurre ai confini della Federazione russa: “finora abbiamo eseguito manovre su larga scala con 25.000-40.000 soldati solo uomo nei paesi occidentali della NATO” ora “anche in Europa orientale e nei paesi baltici”. Per il generale tedesco la NATO deve ristrutturarsi “per una possibile guerra nel 21° secolo. Ciò include la difesa da attacchi convenzionali e controllare i tentativi di forze sovversive nemiche difficili da afferrare”. Il comandante Nato non esprimeva una sua opinione ma ciò che è stato deciso nel vertice NATO del settembre 2014 in Galles( il “Piano di risposta operativa”). Nel corso dell’intervista ha precisato l’obiettivo dello strumento militare delle potenze imperialiste: “ l’annessione della Crimea e la rottura con tutte con tutte le norme internazionali ci ha sorpreso. Noi abbiamo visto come il presidente Putin ha reso l’esercito russo ancora più combattivo e le truppe russe sono incredibilmente rapide”. In quel momento Domrose non era preoccupato per l’“annessione della Crimea” e per “la rottura delle norme internazionali”, ma perché alla fine di agosto le milizie popolari che del Donbass avevano spezzato l’accerchiamento, dopo il ritiro da Slaviansk, e che, nonostante gli accordi truffa di Minsk, invisi ai combattenti, erano in buona salute cioè all’attacco.  Il padre del Hans-Lothar Domröse, Lothar, fu comandante di una divisione della Wehrmacht nell’ “Operazione Barbarossa”, la criminale aggressione imperialista che costò all’URSS venti milioni di morti. Domröse padre nel 1973 fu promosso maggiore generale del Gruppo dell’Armata del Nord della RFT e nel 1975 fu promosso capo dei comandanti di divisione delle forze armate.

Il campo di battaglia nel Donbass sono città e zone popolate e qui si sperimentava e si sperimenta, in Europa, la linea di guerra contenuta nel documento del Strategic Studies Group Megacities and the United States Army – Preparing for a complex and uncertain future.

“il nostro esercito deve assumere le questioni date dalla sfida megalopoli. L’esercito conosce il mandato. L’esercito conosce le comunità coinvolte. L’esercito sa che questo è un ambiente per il quale è attualmente impreparato. Dato il compito, l’esercito deve prepararsi ora per garantire che, quando sarà il momento, la nazione ha le opzioni militari che l’esercito ha pensato e si prepara ad eseguire”. Le megalopoli che vengono indicate come modelli per l’intervento sono sei, al primo posto c’è New York poi seguono Bangkok, Rio de Janeiro, San Paolo, Lagos e Dakka. Non è un caso che al primo posto ci sia New York. Per quanto riguarda gli USA nel documento è posta questa domanda: “In che modo l’esercito deve costruire un partenariato civile-militare per facilitare la formazione, la sperimentazione dell’esercito nelle grandi città degli Stati Uniti?”

Il 2017 si è concluso con due atti di politica militare che determineranno un salto di qualità nella guerra ibrida alla Russia (le sanzioni sono un aspetto economico della guerra ibrida che danneggia le masse della federazione Russa e non gli oligarchi):

1) il vertice Nato dell’8-9 che ha deciso per due grandi centri di comando in Europa: uno negli USA versante atlantico per dirigere il trasporto di truppe dagli in Europa; l’altro in Germania o in Polonia per il trasporto delle truppe ai confini con la Russia, nell’area dell’Intermarium.

2)l’autorizzazione data,  da Trump, Tillerson e Mattis alla vendita delle cosiddette “armi letali” al governo di Kiev e fra queste la mitragliatrice ad alta precisione M107A1.

Il 2018 si è aperto con un nuovo documento militare degli USA in cui nelle prime righe dell’introduzione è scritto: “La concorrenza strategica tra stati, non il terrorismo, è ora la preoccupazione principale nella sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

  1. Mattis, il segretario alla Difesa, presentando il documento alla Johns Hopkins University School of Advanced International Studies a Washington (19 gennaio 2018) ha reso più chiaro il concetto: “Continueremo a perseguire la campagna contro i terroristi di cui siamo impegnati oggi, ma la grande competizione per il potere, non il terrorismo, è ora l’obiettivo principale della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

 

Gian Franco Camboni

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