Critichi l’alternanza scuola-lavoro? Prendi 6 in condotta

  • Category: Giovani
  • Date: aprile 4, 2018

Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Studentesco Rivoluzionario sul caso dello studente di Carpi (militante del CSR) punito per aver espresso critiche contro l’alternanza scuola-lavoro.

SEI IN CONDOTTA A CHI CRITICA L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO!

Denunciamo un grave episodio di censura avvenuto la scorsa settimana. Un nostro compagno, studente dell’ITIS da Vinci di Carpi (in provincia di Modena), è stato proposto dal consiglio di classe per il 6 in condotta. Il motivo? Ha osato criticare l’attività di alternanza scuola-lavoro che stava svolgendo in un’azienda metalmeccanica.

Lo studente ha scritto un post su Facebook dove descriveva la lunga giornata di lavoro (a causa della distanza tra casa e azienda) e il lavoro ripetitivo e inutile ai fini della formazione. Problemi comuni a migliaia e migliaia di altri studenti che ogni anno vengono mandati nei posti più disparati per svolgere un lavoro poco qualificato e per nulla istruttivo, utile soltanto per le aziende che li “accolgono”. Problemi che vengono denunciati spesso.

Ha esercitato la sua libertà di espressione, ha criticato senza diffamare o insultare, senza anzi fare alcun nome. Una pratica che le istituzioni, che si dicono democratiche, dovrebbero rispettare e anzi incoraggiare. Non è stato così, come non lo è stato con gli studenti del Vittorio Emanuele II di Napoli, puniti colpendo sempre sul voto di condotta.

Questo perché lo studente in questione non ha avuto problemi nell’identificare la fonte del problema: il capitalismo, che reintroduce lo sfruttamento del lavoro minorile, e quindi l’azienda, che impiega gratuitamente il suo lavoro. Il problema è anche una scuola piegata agli interessi dei privati, dove l’educazione di un individuo passa in secondo piano rispetto alle esigenze della produzione.

In un’intervista rilasciata a quotidiani locali, il preside dell’ITIS Da Vinci ha ammesso che all’origine del provvedimento disciplinare c’è solamente il post, mentre il compagno è anzi un ottimo studente. A cosa servirebbe dunque il sei in condotta? A far capire che è sbagliato considerare l’AS-L come sfruttamento, e così come lo è il rivendicare un compenso per il proprio lavoro. Il preside poi ci informa che fare valutazioni politiche su un’esperienza vissuta in prima persona è indice di “convinzioni ideologiche”.

In sostanza: lo spirito critico è indice di cattiva educazione, mentre lo studente deve dimostrare “buona educazione” di fronte alle aziende, senza permettersi di criticare. E la “buona educazione” è ben più importante delle capacità tecniche. Così dicendo, il preside ci conferma che alle aziende serve una classe lavoratrice servile e obbediente.

Ci schieriamo attorno al compagno colpito dalla repressione e invitiamo studenti, lavoratori e le organizzazioni della sinistra ad inviare attestati di sostegno al giovane vittima dell’autoritarismo. Ribadiamo, inoltre, la nostra più strenua opposizione alla buona scuola, quindi la necessità di abolire la legge in questione e in particolare l’alternanza scuola lavoro: ogni tentativo di riforma – come la carta dei diritti dello studente approvata il dicembre scorso – è infatti vano fino a quando, a causa dell’obbligatorietà dell’ “Alternanza” (che costituisce il succo della misura) gli studenti saranno costretti a subire il ricatto di presidi e padroni.

Ribadiamo, ancora, la nostra opposizione ai processi di privatizzazione della scuola pubblica dei quali la Buona Scuola rappresenta solo l’ultimo tassello.

Per l’immediata abolizione della Buona scuola e dell’alternanza scuola-lavoro!

Mobilitarsi per fronteggiare gli attacchi autoritari del preside: se toccano uno toccano tutti!

 

Coordinamento Studentesco Rivoluzionario

 

3 Commenti

  1. IL PRC DI NOVARA ESPRIME SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO ALEK E A TUTTI GLI STUDENTI CHE “OSANO” SFIDARE L’ORDINE COSTITUITO.
    ESPRIME CONDANNA PER L’APPLICAZIONE DELL’ALTERNANZA SCUOLA / LAVORO COME FORMA DI LAVORO COATTO E GRATUITO E A CIO’ ESPRIME STUPORE PER L’ATTEGGIAMENTO DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI, CHE SI ADEGUANO A QUESTE NUOVE FORME DI SFRUTTAMENTO UMANO.
    LA SCUOLA E’ IL LUOGO DOVE SI DEVONO FORMARE GLI UOMINI E LE DONNE DEL PROGRESSO SOCIALE, NON I FUTURI SCHIAVI DEL PADRONE.

  2. All’attenzione di studenti, personale docente, personale non docente, dirigenti scolastici del
    Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”, Napoli
    e dell’ITIS “Leonardo da Vinci”, Carpi

    Ai volontari, ai lavoratori, ai responsabili a vario titolo del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

    OGGETTO: CREDERE, OBBEDIRE, LAVORARE E ABBOZZARE sottotitolo “DELLE PRASSI INFAMI DELL’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO”

    Siamo il CLU (Coordinamento Lotte Unite), coordinamento di collettivi di attivisti e lavoratori autoconvocati ed autorganizzati di diverse realtà produttive romane.
    In quanto lavoratori – della scuola e non – siamo interessati a comprendere il fenomeno della cosiddetta alternanza scuola-lavoro introdotta dal precedente governo. Siamo convinti che questa attività a cui sono sottoposti gli studenti non abbia un valore formativo utile alla crescita umana e civile degli individui e della comunità. Siamo convinti che “l’alternanza” sia un’attività funzionale agli interessi delle imprese, sia per il grande impatto ideologico che essa assume, sia per la ragion pratica del lavoro gratuito.
    Unire l’utile – economico – all’indottrinamento ideologico in un colpo solo.
    I recenti episodi dei ragazzi del “Vittorio Emanuele II” di Napoli e dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Carpi confermano la sostanza di un’attività che le scuole svolgono a discapito del loro ruolo educativo: formare donne e uomini liberi.
    Vogliamo esprimere la nostra più totale solidarietà a chi, sin da giovanissimo, viene obbligato da una legge dello stato, la 107/2015 la c.d. “Buona Scuola”, a lavorare e a farlo gratuitamente.
    Siamo solidali con gli studenti di Napoli costretti a lavorare “da volontari” per il FAI “rei” di aver espresso pubblicamente il dissenso al lavoro gratuito durante i turni di lavoro gratis (nuova schiavitù?) delle domenicali “Giornate di primavera”.
    I ragazzi hanno segnalato la loro condizione di coercizione e… una responsabile del FAI si è sentita in diritto/dovere di chiedere alla scuola la più tipica delle punizioni agli alunni indisciplinati: un basso voto di condotta.
    Zitti e al lavoro. Al lavoro gratis e di domenica. I sogni dei padroni di ogni tempo vengono di nuovo legalizzati e ad ogni minimo cenno di critica si chiedono ritorsioni.

    Tali provvedimenti disciplinari non dovrebbero essere neanche presi in considerazione dagli organi collegiali del “Vittorio Emanuele II”, consapevoli del loro ruolo formativo e non certo repressivo.
    Siamo altrettanto solidali con lo studente del “Leonardo da Vinci” di Carpi che si è visto attribuire un sei in condotta dal proprio consiglio di classe per aver giustamente affermato su facebook che “l’alternanza è sfruttamento”.
    E’ curioso – e contrario a quanto affermato dai rivoluzionari inglesi e francesi qualche secolo fa – che uno studente venga punito per aver espresso un’opinione. E’ evidente che sulla questione “alternanza” il re è nudo e spellato: è funzionale a un nuovo modello di indottrinamento biopolitico ed è parte integrante di una nuova filiera di speculazione e sfruttamento.
    Non abbiamo parole per esprimere il nostro disgusto nei confronti di chi – avendo il compito di istruire le generazioni future – invece si prostra ai dictat padronali e punisce con cieca e ottusa obbedienza.
    Infine, l’ultima nota riguarda le ricadute che l’alternanza ha sul mondo del lavoro: quanti posti di lavoro scompaiono sotto la schiera della manodopera addomesticata e gratuita degli studenti in alternanza?
    Come lavoratori non possiamo che salutare con piacere le numerose esperienze di insubordinazione mosse da studenti di tutta Italia verso questa nuova forma di sfruttamento. Il nostro desiderio è che ricevano sempre il sostegno di genitori e docenti. A questi ultimi il compito di ribadire coi fatti che il loro lavoro non è burocratico ma educativo.
    Da noi lavoratori, sfruttati a nostra volta sui luoghi di lavoro, il supporto lo avranno sempre.
    Coordinamento Lotte Unite

  3. Siamob in molti ad avere un pensiero morto critico riguardo all’alternanza scuola lavoro e sopratutto a credere che la scuola si stia svuotando della sua funzione originaria (formazione della persona e del pensiero critico) crediamo che le tante riforme siano tutte finalizzate a fare di noi studenti dei “burattini” servili e sempre pronti ad accettare senza discutere anche quello che è inaccettabile in quanto ci snatura di quello che è la nostra principale caratteristica: l’umanità, la passione e la capacità critica

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