Il nuovo ’68 francese

La repressione del movimento studentesco svela il vero volto del governo di Macron.

Con l’aumento delle mobilitazioni in Francia, aumenta l’apparato repressivo messo in campo da Emmanuel Macron. Il Presidente francese, dipinto dai media mainstream come “il salvatore della patria contro le destre nazionaliste”, a due anni dalla sua elezione, continua a mostrare la sua vera natura con una politica ben lontana dalla “Rivoluzione”  con cui egli stesso , nella sua autobiografia, definisce il suo programma politico.

Nelle prime ore della mattina del 20 Aprile, i CRS e i BAC , i reparti della celere francese e della divisione investigativa, sono stati impegnati nello sgombero di diverse facoltà occupate contro la vergognosa riforma del sistema universitario (Lille, Lione, Strasburgo e Tolbiac) .

Quella di Tolbiac, la cui occupazione è resistita per quasi un mese, ha registrato un gravissimo episodio di violenza repressiva che ha portato al ferimento di un occupante, entrato  in coma per i traumi riportati, adesso in lotta tra la vita e la morte.

Tra le 5.10 e le 5.20 del mattino mentre gli sbirri si trovavano già all’interno dell’edificio, i celerini stavano giù ma alcuni membri della bac (agenti in borghese) sono saliti sui gradoni dell’anfiteatro all’aperto per catturare delle persone. Un gruppo è riuscito a mettersi in salvo saltando ma quando l’ultimo stava per saltare un poliziotto l’ha afferrato per le gambe sbilanciandolo. Un ragazzo è caduto battendo la testa da un’altezza di almeno tre metri e non si è più rialzato. Sanguinava dalle orrecchie”.

Questa è la testimonianza riportata sul sito Paris-luttes.info di uno studente  presente al momento dello sgombero che conferma quanto la realtà dei fatti sia lontana dal racconto restituito dalle forze dell’ordine.

Non c’è però da stupirsi che – piuttosto che criminalizzare la violenza e gli abusi della polizia francese che, a dire dei testimoni,ha mostrato un particolare accanimento soprattutto nei confronti degli occupanti neri – si preferisca condannare il movimento studentesco per i presunti danni arrecati alle strutture universitarie.

Esattamente un mese fa, ricordiamo, la facoltà di diritto dell’Università di Montpellier, l’UM3, veniva “sgomberata” da un gruppo di fascisti armato di spranghe e bastoni accanitosi con inaudita violenza sul gruppo di studenti che la occupavano, sotto indicazioni del direttore della facoltà, Philippe Petel, che ha aperto loro la porta indicando gli obiettivi da colpire.

Anche in quel caso, la polizia si è resa complice di un grave atto di violenza in quanto, intervenuta poco dopo l’aggressione, ha scortato fuori il gruppo di fascisti formando cordoni di sicurezza contro gli studenti occupanti che provavano a resistere allo sgombero.

A 50 anni dal Maggio’68, una nuova stagione di lotta politica si affaccia sulla Francia in cui, grazie alle politiche autoritarie e agli atti repressivi ordinati dal presidente Macron, il movimento studentesco e quello operaio si stanno  progressivamente radicalizzando, unendo le forze contro un governo imperialista, amico dei grandi capitalisti e nemico dei lavoratori.

N.

 

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