Karl Marx – la più grande mente della nostra epoca (I parte)

In occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Karl Marx, pubblichiamo la prima parte di una breve biografia del grande filosofo, economista e rivoluzionario tedesco.


Karl Marx nasce il 5 maggio 1818, da Heinrich Marx e Henrietta Pressburg a Treviri, piccola città della Renania che era stata per anni sotto l’influenza della Francia rivoluzionaria e illuminista, con tutte le agevolazioni culturali e commerciali che questo comportava. Nel 1815 passa sotto il dominio dell’impero prussiano, perdendo così ogni autonomia.

Karl ebbe sempre un ottimo rapporto con il padre, un uomo educato nell’illuminismo e nel razionalismo francese di Voltaire e Rousseau, dei quali conosceva a memoria alcuni scritti, mentre con la madre -una donna intellettualmente arida- i rapporti furono sempre difficili e aspri. Gli rimproverò sempre di non aver raggiunto una posizione adeguata al suo rango sociale e non gli fornì nessun aiuto economico quando Karl, sposato, ne ebbe bisogno.

Da piccolo, Karl era molto coccolato dalle sorelle che gli permettevano di salire sulle loro spalle e di scorrazzare su e giù per le colline di Treviri, in cambio però esse pretendevano che raccontasse loro delle storielle fantastiche di cui Karl era abile inventore.

Karl in famiglia era soprannominato il “Moro” sia per gli occhioni neri e i capelli color corvino, sia per il suo temperamento molto forte. Marx porterà questo nomignolo per tutta la vita, tanto che in seguito alla sua morte i figli affermeranno che “è morto il Moro”.

 

Marx giovane

Nel 1830 si iscrive al Liceo di Treviri e consegue la licenza liceale nel 1835. Di questo periodo sono stati rinvenuti alcuni temi di latino, francese, tedesco, ed in uno di questi ritroviamo l’idea di lottare per il bene dell’umanità: “…la guida che ci deve soccorrere nella scelta d’una condizione è il bene dell’umanità, la nostra propria perfezione. Non si obietti che i due interessi potrebbero contrapporsi l’un l’altro…la natura dell’uomo è tale che egli può raggiungere la propria perfezione individuale solo agendo per il perfezionamento e il bene dell’umanità…” (Tema: Considerazione di un giovane sulla scelta del proprio avvenire)

Dopo la licenza liceale il padre lo iscriverà a giurisprudenza, ma il giovane Karl non dà risultati apprezzabili in questo campo, prediligendo invece gli studi filosofici. In questo periodo Karl è molto preso dalla vita godereccia e goliardica, tanto che viene anche arrestato, passando un giorno in carcere per ubriachezza e schiamazzi notturni. Nel 1836 conosce e si fidanza segretamente con la bellissima Jenny, figlia del barone Ludwig von Westphalen. A lei Karl dedicherà alcune poesie raccolte nei “Libri dei canti” e nei “Libri dell’amore” che purtroppo non sono stati ritrovati. Il giovane Karl dedicherà dei versi anche al padre ed in uno di questi egli scrive: “Kant e Fichte vagavano fra nuvole / lassù cercando un paese lontano. / Io cerco d’afferrare con destrezza / solo quanto ho trovato sulla strada.” Nello stesso periodo scrive al padre che ha intenzione di abbandonare gli studi giuridici per intraprendere quelli filosofici.

Nel 1837 Karl Marx si iscrive ai circoli della sinistra hegeliana denominati Doktorklub che passeranno in breve da posizioni liberali a posizioni giacobine. Marx si laureerà poi nel 1841 all’Università di Jena con una tesi sulla “Differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro”. In questo scritto, Marx si schiera in difesa della filosofia attaccando la religione: “La filosofia […] griderà sempre agli avversari con Epicuro: empio non è colui che nega gli dèi del volgo, ma colui che attribuisce agli dèi i sentimenti del volgo […] La confessione di Prometeo: francamente, io odio tutti gli dèi è la sua propria confessione, la sentenza sua propria contro tutte le divinità celesti e terrestri che non riconoscono come suprema divinità l’autocoscienza umana. […] Alle tristi lepri marzoline, che gioiscono dell’apparentemente peggiorata condizione civile della filosofia, essa replica quanto Prometeo replica al servo degli dèi Ermete: io, t’assicuro, non cambierei la mia misera sorte con la tua servitù. Molto meglio lo star qui ligio a questa rupe io stimo, che fedel messaggero esser di Giove.

In quello stesso periodo Karl Marx è già riconosciuto come uno dei più grandi filosofi del suo tempo ed è emblematico il giudizio che ne dà Moses Hess: “Puoi prepararti a conoscere il più grande, forse l’unico autentico filosofo oggi vivente, il quale, dove apparirà in pubblico (tramite i suoi scritti o anche dalla cattedra), attirerà su di sé gli occhi di tutta la Germania. Sia per la sua tendenza sia per la sua cultura filosofica egli non solo supera Strauss, ma va anche al di là di Feuerbach (…). Il dottor Marx, così si chiama il mio idolo, è un uomo ancora molto giovane (ha circa 24 anni) che darà il colpo di grazia alla religione e alla politica medievale; egli unisce alla più profonda serietà filosofica uno spirito tra i più pungenti; immaginati Rousseau, Holbach, Lessing, Heine e Hegel riuniti assieme in una sola persona; dico riuniti, non gettati insieme alla rinfusa, e avrai il dottor Marx.” (Lettera di Moses Hess ad un amico)

Marx inizia la sua attività pubblica con alcuni articoli, apparsi sulla Rheinische Zeitung, in opposizione al regime prussiano con i Dibattiti sulla libertà di stampa e Sulla pubblicazione dei dibattiti alla Dieta. Nel 1842 diventa capo redattore. Il giornale verrà poi chiuso nel 1843 a causa della forte censura che imperversava allora in Germania.

 

In esilio a Parigi

Marx è costretto a lasciare la Germania per la più liberale e permissiva Parigi, ma non prima di essersi sposato nella Chiesa di di San Paolo a Kreuznach con l’allora fidanzata Jenny. A Parigi pubblica la rivista “Deutsch-franzősische Jahrbücher” – Annali franco tedeschi – a cui collaborerà anche Friedrich Engels, con cui manterrà uno strettissimo rapporto di amicizia durato tutta la vita. La rivista è destinata anch’essa a durare poco, e in essa Marx pubblica “La questione ebraica” e “Per la critica della filosofia del diritto di Hegel”.

 

Karl Marx e Friedriche Engels a un’assemblea politica, Parigi, 1844.

 

Il periodo parigino è però molto proficuo. Qui Marx incontrerà personaggi del calibro di Blanc, Proudhon, l’anarchico Bakunin e il poeta tedesco Heine. Nel 1844 scriverà i “Manoscritti economico-filosofici” dove svolge un’analisi che unisce la concretezza dell’indagine economica con lo strumento della dialettica filosofica, elaborando una prima critica dell’economia politica e gettando una luce sulla condizione del lavoro estraniato. Qui Marx dà una prima definizione del comunismo inteso come “la vera risoluzione dell’antagonismo fra esistenza ed essenza, tra oggettivazione e autoaffermazione, tra libertà e necessità, tra l’individuo e la specie.” (Karl Marx – Manoscritti economico-filosofici del 1844 – Proprietà privata e comunismo)

A Parigi Marx entra nella “Lega dei Giusti”, frequentando circoli operai e collaborando con il giornale comunista “Vorwarts”. Il governo francese, ritenendo pericolose per la Francia queste attività, ma soprattutto a causa delle continue relazioni e pressioni del governo prussiano, espelle Karl Marx. Sarà costretto a rifugiarsi a Bruxelles, dove è accolto a condizione che non svolga attività politica.

 

In esilio a Bruxelles

Qui la famiglia Marx sempre in condizioni di indigenza e povertà riesce a mala pena a sopravvivere, ma ciò nonostante Marx riesce a scrivere insieme con Friedrich Engels “La Sacra famiglia” e “l’Ideologia Tedesca” quest’ultima pubblicata postuma, dove i due dettano le basi del materialismo storico e dialettico, facendo i conti sia con la sinistra hegeliana di Stirner e Bauer che con lo stesso Feuerbach e con il suo materialismo naturalistico, dimostrando che il filosofi moderni non avevano fatto altro che vivere e combattere in un mondo di immateriali nebulose del pensiero. Contro quest’ultimo Marx scriverà le undici “Tesi su Feuerbach” collocando il punto di vista del materialismo naturalistico tra le concezioni dei filosofi astratti, concludendo con la XI tesi in cui afferma: “I filosofi hanno solo diversamente interpretato il mondo; ora si tratta però di trasformarlo.(XI tesi su Feuerbach)

Nel 1846 Marx aderisce all’Associazione Democratica di Bruxelles e ne diventa vicepresidente. Nello stesso anno l’Associazione dei Giusti chiede a Marx ed Engels di aderire formalmente a tale Associazione e l’anno successivo la stessa assumerà il nome di “Lega dei Comunisti” di cui Marx ed Engels saranno i principali responsabili.

 

Salvatore Cappuccio

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