Fronte Anticapitalista: i report delle prime due assemblee nazionali

Pubblichiamo congiuntamente i report delle prime due assemblee nazionali per un Fronte Anticapitalista tenutesi l’8 luglio e il 4 agosto a Bologna e Napoli, già pubblicate sul sito del SI Cobas.

Da queste due assemblee esce positivamente il primo abbozzo di un possibile percorso di unità d’azione nella difesa contro gli attacchi della classe dominante dentro e fuori i posti di lavoro, di costruzione di campagne politiche comuni tra organizzazioni della sinistra operaia, su un profilo politico internazionalista e anticapitalista da portare nelle lotte degli sfruttati e nel dibattito a sinistra, contro i progetti democratico-costituzionali e le sirene del nazionalismo e del razzismo.

Come Frazione Internazionalista Rivoluzionaria, abbiamo aderito da subito alla proposta pratica di verificare la possibilità di dare seguito allo slogan per un fronte anticapitalista (sul quale riportiamo di seguito una nostra presa di posizione di febbraio): parteciperemo, dunque, alle iniziative stabilite dalla prima assemblea operativa di Roma, con la speranza che si evolva e si allarghi il dibattito su quale lotta, quali strumenti di lotta, quali prospettive servono alla classe lavoratrice e alle masse oppresse in generale per avanzare sul piano locale, nazionale, internazionale contro la classe dominante così come contro il suo apparato statale – e che trovi nuovo slancio la lotta politica, di classe degli sfruttati contro gli sfruttatori.

La nostra proposta sta nel costruire un fronte anticapitalista, che non si limiti a connettere le esperienze di lotta di classe che si sviluppano in maniera atomizzata nello scontro tra capitalisti e lavoratori in Italia, ma che porti queste sul piano strategico della conquista del potere. Un percorso che si ponga, cioè, il problema di quale classe debba governare e decidere della vita economica e sociale della classe operaia e più in generale delle masse oppresse, cosa che, al contrario, non si pone Potere al Popolo, proponendo de facto ai settori di lotta il vicolo cieco della difesa dell’ordine sociale esistente. Non, quindi, un mero fronte tra forze sindacali, ma un fronte che unisca i lavoratori e gli oppressi su un piano politico complessivo e che non lo faccia limitandosi a un programma minimo – che si traduce poi in una mera battaglia difensiva sui diritti lasciando intatti i cardini dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo – né rivendicando un programma massimo in astratto – che significherebbe rivendicare una presunta politica rivoluzionaria contro il capitalismo senza avere nessuna guida per l’azione per rendere praticabile questa opzione. La necessità della costruzione di un fronte anticapitalista operaio e rivoluzionario equivale alla necessità di sviluppare le esigenze che emergono dalle lotte economiche, sociali, politiche del movimento operaio in rivendicazioni che – rompendo con il punto di vista della classe dominante e promuovendo la mobilitazione e l’organizzazione politica indipendenti dei lavoratori attorno ad esse – pongano la questione dell’alternativa di potere. Cioè porre in ognuna di queste rivendicazioni parziali elementi che – mettendo in discussione l’organizzazione della produzione e della vita sociale delle masse imposta dalla borghesia – siano in grado di far sviluppare il livello di mobilitazione, di indipendenza politica e di organizzazione dei lavoratori fino a chiarire l’inevitabilità dell’abbattimento del potere statale della borghesia da parte del proletariato, in vista della sua completa espropriazione economica. […] Facciamo appello a lavoratori, militanti, gruppi e organizzazioni che condividano i principi cardine di questo appello, ad aprire una serie di discussioni e iniziative concrete per costruire insieme un fronte anticapitalista operaio e rivoluzionario, per avanzare sul piano politico nella battaglia ai padroni e al loro Stato e per il superamento della società capitalistica”.

FIR


Bologna, 8 luglio: incontro nazionale per la costruzione di un fronte di lotta anticapitalista

[Disponibile anche in lingua inglese]

Domenica 8 luglio si è tenuto a Bologna l’incontro nazionale che su iniziativa del SI Cobas ha messo all’odg la costruzione di una prospettiva unitaria di lotta anticapitalista contro l’offensiva reazionaria in atto, su cui cominciare un lavoro concreto di propaganda, agitazione e azione comune. 

La sua convocazione si pone in continuità ideale con l’organizzazione a Roma, il 24 febbraio scorso, della manifestazione, insieme sindacale e politica, contro il super-sfruttamento del lavoro, il razzismo e la repressione, definita nel testo di convocazione dell’assemblea un “sasso nello stagno della frammentazione, della disillusione e del senso di impotenza che da tempo alberga in larga parte del sindacalismo di base e dei movimenti”.

All’assemblea hanno partecipato delegazioni di numerose strutture e collettivi: oltre al SI Cobas nazionale, il Coordinamento operai autorganizzati FCA, il Movimento Disoccupati 7 Novembre di Napoli, il Centro sociale Vittoria, il Laboratorio Crash, Cuneo rosso, Pagine marxiste, Fronte Popolare Autorganizzato (Messina), Collettivo comunista internazionalista (Napoli), Transnational Social Strike Platform, Mensa occupata (Napoli), Frazione Internazionalista Rivoluzionaria, Laboratorio Politico Iskra. I compagni del Movimento per il diritto all’abitare di Roma, pur non potendo prendere parte all’assemblea a causa dello sgombero di oltre 100 rifugiati dall’occupazione di via Scorticabove, hanno comunicato la loro adesione all’appello di convocazione e allo spirito dell’assemblea.

Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza dell’obiettivo di costruire un fronte di classe che, partendo dalla pratica reale del conflitto sulla questione prioritaria dello scontro capitale/lavoro, avvii campagne sui temi più scottanti della fase attuale: il contrasto alle politiche razziste del governo contro gli emigranti e gli immigrati; la repressione padronale e di stato; la lotta per il diritto alla casa; la battaglia contro i licenziamenti politici e antisindacali, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e il salario garantito a tutti i disoccupati; le rivendicazioni legate alle questioni di genere, al contrasto al militarismo, al degrado dell’ambiente. Su questi temi diviene prioritario ricomporre sul bterreno della lotta un punto di vista e uno schieramento di classe chiaro e condiviso.

L’incontro ha espresso e iniziato ad articolare l’ambizione collettiva di lavorare per la costruzione di questo fronte di classe ampio, unitario e ben visibile, in grado di contrapporsi come alternativa di classe, politica, economica, sociale e valoriale all’attacco capitalistico che trova oggi espressione nel governo Lega-5Stelle – e di farlo al di fuori di ogni logica settaria e identitaria, pur nella specificità e autonomia di intervento.
Un fronte anticapitalista fortemente caratterizzato in senso antimperialista e internazionalista, che produca una critica di classe della crisi strutturale del modo di produzione capitalistico (tale al di là della modesta e asimmetrica ripresa drogata in corso)
e della crisi dell’ordine capitalistico internazionale nato con la seconda guerra mondiale.
Una crisi così profonda che sta acutizzando in modo dirompente le contraddizioni inter-capitalistiche, facendo emergere una nuova ma definita tendenza al nazionalismo più aggressivo, al “sovranismo”; interpretata da Trump e da diversi movimenti e partiti in Europa, e oggi al governo in Italia.
Queste nuove contraddizioni tra interessi egemonici, di cui i dazi doganali rappresentano solo la punta dell’iceberg, rafforzano la tendenza verso la guerra, aprendo nuovi scenari nel possibile stravolgimento dei poli di aggregazione capitalistica ma, nel caotico esplodere delle contraddizioni del nemico di classe, aprendo anche nuovi spazi per una potente ripresa del movimento di lotta degli sfruttati alla scala internazionale.

All’interno di questo ragionamento, è emersa la critica sostanziale ad ogni forma di “sovranismo”, di nazionalismo sciovinista, da contrastare con l’intensificazione dello sforzo per incrementare ed ampliare le relazioni internazionali tra settori di proletariato e tra organismi e movimenti di lotta, organizzando comuni iniziative di lotta.Proprio su questo tema, è intervenuta una compagna della Transnational Social Strike Platform, che ha invitato il SI Cobas ad intervenire ad un incontro europeo che si terrà a Stoccolma il 23-24 novembre “contro la logistica dello sfruttamento”: si tratta di un importante tentativo di creare connessioni su scala continentale tra le esperienze di lotta e il sindacalismo conflittuale, che vedrà la partecipazione attiva di numerose delegazioni da tutta Europa.

L’assemblea nazionale dell’8 luglio a Bologna decide di promuovere, definire e costruire insieme a qualsiasi altro soggetto politico, sindacale e territoriale si voglia muovere in quest’ottica, una mobilitazione la più ampia possibile-contro la precarizzazione della vita e del lavoro per milioni di proletari e proletarie – ed in primis il Jobs Act, contro il quale vincere è possibile, come è dimostrato dalle lotte dei facchini della logistica;

– contro i processi di ristrutturazione messi in atto dal capitalismo per garantirsi una nuova fase di sopravvivenza attraverso la progressiva espulsione di settori consistenti della classe dal processo produttivo e l’inserimento sempre più organico della robotizzazione (un processo ancora embrionale in Italia, ma che pone interrogativi anche da un punto di vista culturale e valoriale sul rapporto tra l’uomo e la macchina e la sempre maggiore divaricazione tra il cosiddetto “progresso” e gli interessi delle classi subordinate);

– per la difesa del posto di lavoro e la stabilità dei rapporti di lavoro contro i licenziamenti politici (dei quali FCA è stata il capofila con la persecuzione nei confronti dei 5 compagni di Pomigliano, presenti a Bologna con un loro efficace intervento) e contro i licenziamenti di massa, contro il perverso meccanismo di super-sfruttamento degli appalti, sub-appalti, finte cooperative, e per il salario medio operaio garantito per i disoccupati.
Assume in maniera condivisa, come elemento strategico per una coerente battaglia politica e sindacale, la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario.
Un punto qualificante non solo come elemento di vertenzialità sindacale immediata (il che è avvenuto in alcune lotte della logistica), ma anche come elemento-perno di una prospettiva alternativa a quella del reddito di cittadinanza, comunque articolato, capace di favorire la ricomposizione e l’autonomia di una classe all’oggi sempre più frammentata e priva di autonomia.
Si impegna a sostenere le prossime iniziative di lotta e gli scioperi del sindacalismo di base e conflittuale, nell’ottica della costruzione di un vero sciopero generale per l’autunno e nella prospettiva, così come auspicata dal SI Cobas nel suo intervento, di dar vita a dei comitati di lotta che sui luoghi di lavoro siano capaci di unire tutti i lavoratori combattivi in base a pratiche di lotta comuni e parole d’ordine chiaramente classiste, al di la dell’appartenenza sindacale.
Decide di contrapporsi frontalmente al razzismo di stato dell’attuale governo che ha ripreso e radicalizzato le politiche contro gli emigranti, i richiedenti asilo e gli immigrati dei precedenti governi di centro-sinistra, e denuncia le manovre di manomissione e i progetti imperialisti dell’Italia e dell’Unione europea sui paesi dipendenti, a cominciare da quelli dell’Africa e del Medio Oriente, in cui vengono create e fomentate guerre, povertà e miseria, e da cui milioni di uomini e donne del Sud del mondo sono costretti a scappare per la loro sopravvivenza e per conquistare condizioni di vita un minimo dignitose.
Denuncia la campagna securitaria del governo Lega/5Stelle, sia come strumento di criminalizzazione degli immigrati e di ogni forma di opposizione che si muova al di fuori di un piano di compatibilità economica e politica, sia come repressione giudiziaria e poliziesca quale elemento organico del dominio di classe, e denuncia al tempo stesso l’intensificato militarismo dello stato italiano e dell’UE.
Decide di impegnarsi contro ogni discriminazione di genere nei territori e in ogni luogo di lavoro.

Si impegna a costruire su questa piattaforma di lotta per un fronte unitario di classe una giornata di mobilitazione nazionale per fine settembre/metà ottobre da definire nella forma: iniziative di piazza articolate in contemporanea nelle diverse città o un unico momento nazionale. Questa giornata sarà finalizzata anche al lancio e alla propaganda dello sciopero generale di fine ottobre.

Ogni realtà territoriale costruirà l’iniziativa e l’ampliamento della mobilitazione in relazione alle sue specificità di lotta su lavoro/precarietà/licenziamenti, sulla difesa delle occupazioni e del diritto alla casa, contro il razzismo di stato (attraverso una specifica piattaforma di lotta per i diritti dei migranti) e la repressione delle lotte.
Si segnalano e si invita alla partecipazione ai seguenti appuntamenti come momenti di confronto allargato sulle tematiche esposte nel resoconto arricchite dalle specifiche tematiche:

– Campeggio No Tav in Val di Susa 26/29 luglio

– Messina No Muos 1/3 agosto

Le realtà che hanno partecipato all’assemblea e condividono gli intenti contenuti nel presente documento si impegnano ad aggiornarsi per il giorno 4 agosto a Roma al fine di definire nei dettagli i temi, le iniziative e il calendario di lotta autunnale.

12/07/2018


Report dell’incontro del 4 agosto per un Fronte di lotta Anticapitalista

 

Sabato 4 agosto si è svolto nella sede del SI Cobas di Roma l’incontro di tutte le realtà che hanno aderito all’appello/assemblea per la costruzione del fronte di lotta anticapitalista e sottoscritto il documento uscito dall’assemblea pubblica del 8 luglio tenutasi a Bologna.

L’obiettivo era proseguire il lavoro di collegamento ed iniziare a verificare sul campo la disponibilità delle varie realtà e compagni a convergere per l’autunno su iniziative di lotta unitarie.

Alla riunione hanno preso parte anche alcune realtà politiche e di lotta che per svariati motivi non erano presenti a Bologna ma condividono in tutto o in gran parte lo spirito dell’appello (movimenti per il diritto all’abitare di Roma, Classe contro Classe, Collettivo Nadjezda).

Da più parti è stata posta la necessità di ampliare e sviluppare i contenuti della piattaforma (in primis il tema della questione di genere da un punto di vista di classe, assente nel documento conclusivo di Bologna) e costruire, a supporto delle iniziative di lotta unitarie, momenti comuni di dibattito e di propaganda sulla fase politica da un punto di vista internazionale e internazionalista, poichè solo partendo da questa prospettiva è possibile comprendere le caratteristiche e le peculiarità della fase attuale anche sul piano interno, ivi compresa l’affermazione del governo giallo-verde, la spinta reazionaria e xenofoba, la luna di miele tra Lega-5 Stelle, settori proletari e segmenti “impoveriti” dalla crisi, il crocevia di interessi e “aspettative” ai quali Di Maio e Salvini dovranno rispondere con non poche difficoltà, la necessità di un punto di vista di classe sui temi dell’immigrazione, il ruolo e i compiti dell’area anticapitalista e classista e il prosieguo in un ambito più largo del percorso lanciato dal SI Cobas con la manifestazione del 24 Febbraio a Roma.

Pur ribadendo la necessità di lavoro di medio e lungo periodo e la volontà di non limitare il perimetro di azione a un ambito meramente “scadenzista”, tutte le realtà hanno confermato la disponibilità ad iniziare a muovere i primi passi in maniera coordinata, organizzata e quanto più larga e meno autoreferenziale possibile, ferma restando la chiarezza degli obiettivi e le discriminanti dell’anticapitalismo, del classismo e dell’autonomia da qualsiasi area istituzionale e/o blocco elettorale.

L’assemblea ha dunque lanciato i seguenti appuntamenti:

1) 23 Settembre a Bologna – sede SI Cobas

Assemblea pubblica per una piattaforma di classe sull’immigrazione in vista di una mobilitazione contro il Razzismo di Stato per il mese di Ottobre dopo lo sciopero nazionale

2) 30 Settembre a Napoli – Maschio Angioino

Iniziativa pubblica contro il principio dell”obbligo di fedeltà e contro i licenziamenti politici in FCA con, a seguire, iniziativa di autofinanziamento per la Cassa di Resistenza.

3) Dal 10 al 17 in tutta Italia iniziativa di mobilitazione verso lo sciopero nazionale

In particolare, nella mattina del 10 ottobre si svolgeranno iniziative di lotta nelle città, luoghi di lavoro e territorio sui punti della piattaforma: disoccupazione, precarietà e JobsAct, razzismo di stato, licenziamenti politici ed obbligo di fedeltà, diritto all’abitare; nel pomeriggio del 10 presidi in tutta la città fuori le Prefetture per rilanciare la piattaforma nazionale che sarà ampliata e definita su ogni tema entro e non oltre il 23 settembre. 

Le iniziative proveranno ad indicare una prospettiva internazionale ed internazionalista tenendo dentro i temi dell’opposizione alla guerra ed alla escalation militare.

Durante la settimana si sosterrà l’organizzazione di tutte le azioni ed iniziative di lotta che lanciano lo sciopero del 26 Ottobre da generalizzare ed allargare anche con iniziative politiche ed invitando altre realtà a parteciparci. I compagni di Roma invitano tutta l’assemblea a partecipare attivamente, sopratutto da Napoli, ad un momento di confronto pubblico sui temi del diritto alla città in preparazione per il giorno 17 Ottobre a Roma. 

I compagni di Roma informeranno con maggior dettagli i contenuti e gli aspetti di questa iniziativa.

4) 26 Ottobre Sciopero generale nazionale del sindacalismo di base

5) 27 Ottobre, proposta del SI Cobas di un corteo nazionale a Roma contro il Razzismo di Stato

Consapevoli che anche altre situazioni ed altri contesti si muoveranno, probabilmente promuovendo e lanciando altri appuntamenti, ci aggiorneremo agli inizi di Settembre per valutare l’ipotesi e le modalità di intervento su scadenze e ambiti più allargati.

A lavoro ed alla lotta!

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