Sciopero internazionale per i lavoratori Ryanair

  • Category: Lavoro
  • Date: settembre 18, 2018

Finalmente ci siamo: in data 28 settembre gli assistenti di volo e i piloti di Ryanair, con l’appoggio dei sindacati FILT-CGIL, UIL trasporti e di alcuni sindacati esteri, hanno indetto uno sciopero di grande portata in sette paesi europei (Belgio, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna), Italia compresa.

Lo sciopero, già annunciato dai primi di settembre e che rappresenta un continuum con quello del 25 luglio, è stata una decisione presa a seguito della sottoscrizione di un contratto collettivo siglato dall’ANPAC, il sindacato dei piloti, e firmato a inizio settembre dall’azienda. Tanto sbandierato dall’ANPAC come una grande vittoria nel settore, esso in sintesi prevede: l’introduzione del TFR, un fondo assistenziale sanitario, il versamento dei contributi previdenziali e le tutele sociali per la maternità e la paternità.

Si potrebbe dire un contratto abbastanza solidale con le richieste e le esigenze dei lavoratori se non fosse per il semplice fatto che per attuarlo manca l’attuazione di una serie di misure economiche da parte del governo italiano per direzionare il versamento dei prelievi fiscali da parte di Ryanair in Italia invece che in Irlanda come sta invece avvenendo tuttora. Ma oltre a questo inghippo legislativo non certo da sottovalutare, FILT CGIL e UIL trasporti accusano anche la mancanza di libertà sindacale, il pagamento dei costi del lavoro (divise, pasti, etc.) e la sottoscrizione di contratti paralleli da parte di agenzie interinali.

Lo sciopero, infatti, avrà proprio l’obiettivo di annullare questo contratto farlocco e di arrivare ad un tavolo di trattative serie tra i sindacati e l’azienda. Uno sciopero di portata veramente massiccia se si conta il fatto che non avverrà solo in Italia. Uno sciopero che potrebbe aprire l’opportunità ai lavoratori della Ryanair di politicizzare la loro lotta venendo in contatto con altre realtà politiche e sindacali di natura operaia, fino alla consapevolezza che i tavoli di trattativa con i padroni, laddove non siano uniti a percorsi di lotta che sappiano porsi ampie prospettive, difficilmente portano ad un miglioramento sostanziale delle condizioni lavorative. Al contrario essi, più di una volta, sono serviti proprio ai padroni per fermare gli scioperi e spezzare il fronte delle resistenze ai loro diktat.

 

Azimuth

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