Il decreto sicurezza-immigrazione e le prime provocazioni a Brescia

  • Category: Politica
  • Date: settembre 24, 2018

Stamattina è stato varato in consiglio dei ministri il decreto sicurezza e immigrazione targato Lega-5Stelle, un provvedimento che configura, tra le altre cose, una nuova stretta su immigrati e occupazioni  approfondendo il solco già tracciato dai precedenti governi (e in particolare da quello con ministro degli interni il piddino Minniti). Torneremo a breve ad analizzare il testo in questione, un documento che, ancor prima di dispiegare compiutamente i suoi effetti, ha già dato sponda alle provocazioni, come quella che si è verificata a Brescia questo pomeriggio davanti all’Hotel Corsica occupato. Il Movimento di lotta per la casa di Brescia ha denunciato i fatti attraverso un comunicato che riproduciamo qui:

“Verso le 14 di oggi lunedì 24 settembre un gruppo di una dozzina di leghisti, tra cui il capogruppo in consiglio comunale Tacconi e la parlamentare Bordonali, ha tenuto una conferenza stampa in via Corsica per chiedere lo sgombero dello spazio abitativo, arrivando poi a schierarsi proprio dinnanzi l’ingresso, ostacolando così anche la libera circolazione degli abitanti. La pronta reazione di un paio di occupanti italiani e l’arrivo di attivisti dell’Associazione Diritti per Tutti ha fatto presto cessare questa provocazione, determinando l’allontanamento dei leghisti.
L’Hotel di via Corsica, confiscato alla criminalità organizzata, era stato occupato il 2 febbraio 2013: da 3 anni la giunta dell’epoca, Paroli-Rolfi, l’aveva abbandonato al più totale degrado invece di riutilizzarlo per fini sociali.

Il Movimento di lotta per la casa di Brescia ha provveduto all’autorecupero della struttura, con un lungo ed impegnativo lavoro di pulizia e di ripristino delle condizioni di abitabilità, e da allora l’ex Hotel ha rappresentato un alloggio di emergenza per decine di poveri, italiani e migranti, sfrattati, licenziati, divorziati, altrimenti costretti a vivere all’addiaccio o sui vagoni dei treni fermi in stazione. Attualmente vi abitano 15 persone, nove migranti e 6 italiani, tra cui un invalido. La validità sociale di questa occupazione è evidente: ha dato da 5 anni e mezzo una risposta ad un bisogno primario, con una forma di mutualismo dal basso, senza tra l’altro costare nulla alla collettività; proprio per questo è ancora più inaccettabile l’accanimento di questi politici contro i poveri che vi sono ospitati. Le realtà del Movimento di lotta per la casa di Brescia sapranno dare una risposta adeguata a chi, come la parlamentare Bordonali, ha detto che torneranno dopo lo sgombero per festeggiare: chi prova gioia per le disgrazie di altre persone sofferenti dimostra solo la propria miserabile disumanità! Se ne sono andati dicendo che informeranno il ministro Salvini: l’indirizzo lo conoscono, li aspettiamo!”

Ancora una volta emerge la vera natura della Lega, in particolar modo il suo odio nei confronti dei poveri a prescindere che siano migranti o italiani.
Va quindi smontata pezzo per pezzo la retorica populista di un partito nemico mortale degli oppressi, simili provocazioni fanno il paio con i pestaggi dei fascisti e rendono quindi obbligatoria l’unità tra lavoratori autoctoni e stranieri nella lotta.

Roger

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