Per una sola grande lotta: la FIR e il Collettivo Nadezhda in piazza il 27 ottobre

#ScioperoPolitico #Roma #27NovContro il #Governo reazionario e razzista della #Lega e dei #5Stelle!

Pubblicato da La Voce delle Lotte su Domenica 28 ottobre 2018

 

Come Frazione Internazionalista Rivoluzionaria e Collettivo Nadezhda abbiamo aderito da subito e lanciato il percorso, che dura da diversi mesi, di assemblee, dibattiti, lotte e cortei collegati fra loro dalla parola d’ordine per un fronte anticapitalista, un’alternativa al dissolvimento della vecchia “sinistra radicale” e al progetto populista/sovranista di Potere al Popolo, come già spiegato sulla Voce un anno fa.

All’interno di questo percorso, abbiamo aderito convintamente alla manifestazione dello scorso 24 febbraio contro sfruttamento, razzismo e repressione, che prendeva in un momento “non sospetto” posizione contro tutti i partiti che si candidavano a vincere le elezioni, di destra, sinistra o “né di destra né di sinistra” che fossero.

Abbiamo partecipato all’assemblea del 23 settembre, che è stata un significativo appuntamento tra lavoratori, immigrati, donne e studenti per individuare il nemico sociale comune su scala internazionale: industriali e banchieri, a partire dai nostri “concittadini” – il sistema mondiale dell’imperialismo col suo mercato globale, i suoi lager, le sue carestie evitabili, le sue guerre e la sua ideologia razzista volta a dividerci e a farci lottare fra di noi oppressi e non contro i comuni oppressori.

Abbiamo aderito allo sciopero generale del 26 ottobre, un primo fondamentale momento di lotta minoritaria ma diffusa del movimento operaio sotto il nuovo governo, collegandolo (anche materialmente con un comune volantino della FIR), al corteo di sabato 27, che ha rappresentato, per le sue proporzioni e nel contesto di forte crisi del movimento operaio e della “sinistra radicale”, un successo politico non scontato e un oggettivo allargamento dei soggetti che hanno deciso di marciare contro il governo sotto le parole d’ordine dell’opposizione internazionalista e anticapitalista dalla parte della classe operaia.

Il volantino della FIR distribuito al corteo.

Entrambe le iniziative, pur distinte e con diversi livelli di partecipazione, lanciano un segnale politico, proveniente dal movimento operaio e non da generici soggetti “progressivi” della società civile: tanti lavoratori continuano a lottare contro i tagli e per condizioni migliori di vita, e non si fanno abbindolare dalle storie e dalle promesse del M5S, così come respingono il piano di repressione e razzismo lanciato da Salvini; tante donne non sono disposte a dare alcun consenso alle politiche oscurantiste del governo che vuole togliere loro diritti conquistati in decenni di lotta; tanti studenti non vogliono sottomettersi al lavoro gratuito comandato della Buona Scuola; tanti immigrati non intendono farsi trattare come bestie da soma, senza diritti e messi alla catena per ingrassare i padroni europei e magari essere poi espulsi e ritrovandosi di nuovo derelitti nelle proprie patrie saccheggiate e sottomesse da quegli stessi padroni. E chiunque fra loro adotti mezzi di lotta radicali per fronteggiare i suoi oppressori, si trova oggi accomunato dall’ondata di repressione che il Decreto-Legge Salvini promette.

Crediamo che iniziative come lo sciopero di sabato possano lanciare chiari messaggi a una platea molto più vasta di coloro che sono scesi in piazza, che possano rivolgersi ai milioni di salariati, donne, immigrati, giovani che non hanno alcun interesse materiale da spartire coi ricchi, con gli industriali, coi banchieri – né con quelli stranieri, né con i loro “compatrioti”. E che dunque hanno tutto l’interesse a unire le loro lotte e a organizzarsi insieme per fronteggiare insieme la classe dominante che tutti opprime, sul piano nazionale e internazionale.

Proprio oggi la questione dell’unità tra i lavoratori e fra tutti gli oppressi, contro qualsiasi separazione nazionale e qualsiasi razzismo, è tanto più importante a fronte del carattere internazionale immediato che assumono molte importanti lotta: dal movimento femminile mondiale di “Ni una menos” ai grandi scioperi nelle aziende multinazionali come Ryanair, Amazon, DHL. Non solo: l’internazionalismo è l’unica risposta possibile ai fenomeni di avanzata della destra reazionaria in varie forme in tutto il mondo (da Salvini alla Le Pen, da Trump a Bolsonaro) che sono conseguenze della crisi mondiale del 2008 e delle tensioni e bolle che da allora l’economia non ha potuto riassorbire e risolvere.

Proprio al fine di avere una prospettiva pratica di lotta con cui coinvolgere in massa sfruttati e oppressi, siamo scesi in piazza rivendicando più tempo e denaro per i lavoratori – quindi uguale salario a minor orario di lavoro -, così come la parità di condizioni tra uomini e donne, italiani e immigrati.

 

Un appuntamento rilevante di mobilitazione, sempre sul terreno dell’opposizione politica al razzismo di Stato, sarà il corteo del 10 novembre a Roma “Uniti contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini“, convocato da alcune associazioni di immigrati, dall’area “disobbediente” dei centri sociali del Nordest che dirigono il sindacato ADL Cobas, dalla Confederazione Cobas e da una serie eterogenea di associazioni e realtà di movimento sostanzialmente democratico-riformiste. La decisione i questi settori di indire nelle ultime settimane un proprio corteo “d’area” a sé stante, invece di aderire al corteo antirazzista già lanciato, rappresenta un fattore di divisione negativo, senza alcun dubbio, a maggior ragione quando le parole d’ordine sono in buona parte convergenti. È però positiva la decisione degli inquilini romani e del SI Cobas (di cui la Voce ha pubblicato il comunicato post-26 e 27 ottobre) di annunciare la propria partecipazione anche questo corteo, per praticare concretamente l’unità dei lavoratori con gli immigrati nella lotta al governo e ai padroni. Una lotta che non va impostata, pena l’ennesimo fallimento totale, su un terreno di “unità della sinistra”, delle anime belle, dei progressisti, ma di alleanza tra le masse oppresse dai capitalisti e dallo Stato, e di egemonia dei lavoratori su queste masse.

La lotta contro il DL Salvini è ORA: ritiro immediato!

Proseguiamo con la lotta ai padroni e al governo loro amico: lavoratori, immigrati, donne, studenti uniti!

Per un fronte anticapitalista!

 

Frazione Internazionalista Rivoluzionaria

Collettivo Nadezhda

 

#CorteoNazionale #Roma #ScioperoPoliticoLive dal corteo nazionale in corso a Roma contro il Governo e le sue politiche repressive ed antioperaie.

Pubblicato da La Voce delle Lotte su Sabato 27 ottobre 2018

 

 

 

 

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