Due operai aggrediti a Prato: domani corteo

  • Category: Lavoro
  • Date: novembre 16, 2018

Si terrà domani a Prato, con ritrovo alle 14.30 presso la stazione centrale, un corteo in risposta alla brutale aggressione ricevuta da due operai della DS di Zhang Xiangguo, i quali stavano rientrando a casa dal lavoro, di notte.

Un’aggressione che “casualmente” avviene proprio a danno di lavoratori che si sono rivoltati contro il regime di brutale sfruttamento del loro posto di lavoro e che si sono organizzati col SI Cobas, di cui riportiamo il comunicato di invito al corteo.

È fondamentale sviluppare la solidarietà e l’unità nella mobilitazione dei lavoratori a maggior ragione di fronte ad aggressioni fisiche, così come di fronte a qualsiasi episodio di repressione rivolto ai lavoratori; la risposta a questi episodi non può essere quella del solo appello alla legge e alle forze di polizia perché difendano i lavoratori: la realtà quotidiana dei lavoratori che lottano conferma ogni volta che la legge e le forze dell’ordine non sono lì per difendere i lavoratori da padroni e squadristi. È necessario organizzarsi per sapere difendersi con le proprie forze sul posto di lavoro come nei quartieri dove abitiamo e dove viviamo.


Due lavoratori iscritti al SI COBAS sono stati vittime il 6 novembre di una gravissima aggressione con bastoni, bottiglie di vetro e armi da taglio mentre rientravano a casa dopo la fine del proprio turno di lavoro.

Si tratta di due dipendenti della DS di Zhang Xiangguo a Montemurlo, una delle tante fabbriche tessili del pratese a conduzione cinese.

Si è trattato di un agguato pianificato in piena regola: si è trattato fuori da ogni dubbio di un gravissimo atto intimidatorio. 

Adeel e Abbas sono due dei lavoratori DS che a Luglio si rivolgevano al sindacato denunciando una situazione di vera e propria schiavitù: turni di 12 ore al giorno, sette giorni su sette, per buste paga da fame.

Lì iniziava un lotta dura, passata da scioperi e denunce pubbliche, che ha portato ad un primo accordo, e quindi al riconoscimento formale dei diritti fondamentali dei lavoratori: retribuzioni in linea con il CCNL Tessile per 40 ore settimanali di lavoro, riconoscimento di riposo settimanale, ferie, malattie e tredicesima. 

E’ evidente che i padroni del settore sono terrorizzati dall’idea che questa storia di riscatto faccia da apripista per molte altre.

E infatti già decine e decine di lavoratori impiegati nelle fabbriche tessili a conduzione cinese si sono rivolti dopo i primi scioperi di luglio alla DS agli sportelli del nostro sindacato.

In tutti i casi le condizioni di sfruttamento denunciate sono pressoché identiche a quelle descritte già per la DS.

Si tratta di un “segreto di pulcinella”: tutti sanno – istituzioni in primis – della realtà di schiavitù che si nasconde dietro le mura di moltissime fabbriche tessili del territorio.

I lavoratori aggrediti stanotte sono tra quelli che hanno avuto il coraggio di denunciare e combattere un sistema intollerabile di sfruttamento che schiaccia migliaia di lavoratori, in primis cinesi e richiedenti asilo asiatici ed africani. 

Quanto accaduto non può essere sottovalutato né tollerato.

Per questo risponderemo con una grande manifestazione il 17 novembre a Prato, alle ore 14.30 dalla Stazione Centrale di Prato.

Perché le lotte per i diritti e la dignità andranno avanti, senza paura, più di prima. 

Mentre nel settore tessile si ricorre agli agguati, al fornitore UniCoop Panificio Toscano i lavoratori hanno già dovuto affrontare licenziamenti politici, sgomberi violenti della polizia e denunce.

Sono tante le armi con cui si vuole fermare questo movimento autorganizzato di lavoratori che rivendica il rispetto dei propri diritti.

Sono tanti i padroni che nel pratesi si sentono minacciati dalle lotte operaie che il Si Cobas sta portando avanti. 

Noi diciamo: indietro non si torna.

Abbiamo iniziato per andare fino in fondo: fino a quando lo sfruttamento, in tutti i settori, sarà eliminato dal nostro territorio.

S.I. Cobas Firenze

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