Vox, i fascisti postmoderni mostrano i denti

Le elezioni regionali in Andalusia di domenica 2 dicembre hanno posto nella scena politica spagnola, all’estrema destra del parlamento regionale, il partito Vox con 12 deputati.

 

Vox è un partito che non nasconde le sue posizioni reazionarie da fascisti postmoderni. Nato verso la fine del 2013, i suoi fondatori provengono dal PP. Sono dei “peperoni senza complessi”, vale a dire dicono quello che pensano.

Il suo presidente attuale è Santiago Abascal Conde, un ex membro del PP. Prima di essere presidente di Vox creò la Fondazione per la Difesa della Nazione Spagnola (DENAES), ma prima di costruirsi questo brillante curriculum “democratico”, rivestì il ruolo di intellettuale dal momento che ha curato diversi “saggi”, uno dei quali intitolato In difesa della Spagna. Ragioni del patriottismo spagnolo (2008). Questo testo dal titolo vomitevole – che riconosco di non aver nemmeno aperto – lo ha scritto in compagnia di Gustavo Bueno Sanchez.

Parte dello spirito reazionario di Vox, questo scritto viene raccolto nei suoi Statuti. Infatti, nell’articolo 3.1 si dice che uno dei fini che perseguirà sarà “la difesa dell’indissolubile unità della Nazione spagnola”.

Il programma elettorale che il partito presenta nella sua pagina web (Vox, uno stesso programma in tutta la Spagna) è di una semplicità reazionaria e gira intorno all’”unità della Spagna”. Così, una Spagna senza comunità e con una centralizzazione assoluta tanto per la sanità che per l’educazione e il sistema giudiziario, centralizzazione che appartenente al DNA patriottico. Al DNA borghese invece corrisponde “una tassazione minima” e “l’appoggio a coloro che creano ricchezza e occupazione”. Il DNA sessista prevede “il sostegno alla famiglia, alla vita e ai valori” mentre il DNA razzista è schematicamente nei punti “fondamentalismo islamico” e “immigrazione e identità”. Per i musulmani si propone come piano di attuazione la chiusura delle “moschee fondamentaliste”, “l’espulsione degli imam estremisti” e, come punto culminante, il rifiuto dell’entrata della Turchia nell’UE. Per l’immigrazione in generale si combina l’utilità – sfruttando gli immigrati finché conviene all’economia nazionale – con l’assimilazione – che si integrino accettando i “nostri valori”.

Vox è entrato con 12 seggi ed è il gruppo più piccolo di deputati dal momento che il PSOE ne ha 33, il PP 26, Cs 21 e Avanti Andalusia 17. Ma proprio perché la coda sta già mostrando i suoi denti, il PP e Cs potranno spodestare il PSOE e ciò vuol dire che la fratellanza spirituale tra “peperoni” e “cittadini” è ormai ovvia.

Ora la domanda che ci poniamo è perché un partito di questa semplicità reazionaria è entrato nel Parlamento dell’Andalusia e con ben 12 deputati! La risposta è abbastanza semplice. Perché il PSOE e Avanti Andalusia non sono stati partiti veramente di Sinistra. Non hanno difeso i diritti della classe lavoratrice con le unghie e con i denti e non le hanno nemmeno facilitato una cultura realmente democratica. Una parte molto importante della classe lavoratrice li ha ripagati però con l’astensione (41,35%) dal momento che Vox non ha i suoi covi di votanti in aree di lavoratori e lavoratrici ma in aree di medio e alto reddito, vivai anche del PP.
La paura degli immigrati tra le persone a reddito medio e alto ha dato a Vox molti dei suoi voti. E questo è ben documentato ad esempio nel municipio di El Ejido (Almeria) dove Vox è stato il partito più votato con un 29,51%. Non a caso nelle precedenti elezioni regionali, nel 2015, il partito più votato in El Ejido è stato il PP con il 47,16%, mentre ora lo stesso partito è secondo con il 26,91%.

Se in Spagna la cultura storica fosse stata valorizzata, la diversità nazionale sarebbe stata vista come una ricchezza e il diritto di essere gemellati in una Repubblica democratica sarebbe stato visto come una normalità e, pertanto, Vox non esisterebbe nemmeno visto che la semplicità reazionaria non influenza le persone ben istruite. Al contrario, la precarietà e l’analfabetismo storico hanno potenziato l’incremento della semplicità reazionaria e la ricerca inesorabile di ascese politiche autoritarie.

Le elezioni in Andalusia avranno ripercussioni a livello nazionale. La brama di controllare i palazzi del potere metteranno a nudo la vera natura politica del PP e del Cs e questo risulterà politicamente utile a Vox. Prendiamo quindi sul serio Vox. Per prepararci a combatterlo socialmente e politicamente, dobbiamo pensare a delle misure immediate che verrebbero prese in considerazione da un governo statale composto da PP, Cs e sostenuto da Vox: applicazione immediata e totale dell’art. 155 in Catalogna, un approfondimento della controriforma lavorativa esistente, abbassamento o congelamento del salario minimo professionale, l’eliminazione delle leggi che combattono la violenza di genere e il potenziamento di una legislazione sessista, le rivendicazioni di Franco … E tutto questo come primo colpo.

Come la destra “democratica”, PP e Cs, non hanno intenzione di fermare l’ascesa di Vox, ma di governare grazie a loro o con loro, e come PSOE e Podemos/IU/Marea/Comunes/Adelante Andalucia non sono attivi a Sinistra, se la Sinistra sociale non è organizzata in un fronte di sinistra e anticapitalista per premere politicamente e socialmente sulla “sinistra istituzionale”, il fenomeno Vox non avrà solo la sua sede nel Parlamento dell’Andalusia ma anche nelle Cortes…prendiamone nota.

Le posizioni pubblicate nei Tribunali Aperti dell’Izquierda Diario sono opinioni esclusive dei suoi autori e non della redazione.

Articolo di Antonio Liz
Tradotto dall’Izquierda Diario
Traduzione di Azimuth

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